Marrobbio: le vostre vacanze in Sicilia

Il villaggio Marrobbio: le vostre vacanze in Sicilia

L’estate si avvicina e non avete ancora deciso dove trascorrere le vacanze? Siete in cerca di sole, mare, relax e tanto divertimento?
Il villaggio Marrobbio è quello che fa per voi.
Il villaggio vacanze Marrobbio vi accoglie nella sua oasi di sole e relax situata a pochi passi dalle bellissime spiagge di Mazara del Vallo.
Lo staff ospitale e accogliente vi guiderà alla scoperta delle mobil home, della piscina e di tutti i servizi che allieteranno il vostro soggiorno in Sicilia.
Realizzato su un terreno pianeggiante, immerso in una piantagione di ulivi, il camping vi permetterà di trascorrere giornate spensierate e di ripartire con una collezione di ricordi indimenticabili.
Alloggiando in una comoda casetta attrezzata che può ospitare fino a 4 persone, avrete la possibilità di scoprire le bellezze nascoste della Sicilia.
Spiagge di sabbia fina (San Vito, Tonnarella) e di roccia (Quarara), acque cristalline, deliziose pietanze e paesaggi incantevoli contribuiranno a rendere la vostra vacanza unica.
La splendida costa di Mazara vi offre la possibilità di praticare numerosi sport acquatici dal wind-surf al kite o ancora le immersioni sottomarine.
Gli amanti della natura potranno godersi le bellezze mozzafiato della riserva dei Gorghi Tondi, protetta dal WWF.
Potrete raggiungere le splendide spiagge di Mazara e le sue bellezze naturali noleggiando una comoda bicicletta.
Gli amanti delle escursioni avranno l’imbarazzo della scelta per scoprire le città e le isole limitrofe.

Il termine “marrobbio” designa un rapido e inaspettato cambiamento del livello delle acque.
Il fiume Mazaro è particolarmente interessato da questo fenomeno che si verifica soprattutto in primavera e in autunno.
Le ragioni scientifiche che determinano questo repentino fenomeno sono ancora sconosciute (tra le varie ipotesi ci sono i bruschi cambiamenti climatici nel Mediterraneo, gli sbalzi atmosferici o ancora la confluenza di diverse correnti marine).
Il fiume impazzisce per qualche minuto e l’acqua risale la corrente determinando l’immediato innalzamento del livello del fiume.
Gli arabi soprannominarono il Mazaro “il fiume posseduto” proprio in virtù di questo particolarissimo fenomeno che lo interessa sporadicamente.
Il villaggio vacanze nasce dall’iniziativa di un gruppo di giovani che, come il marrobbio, ha deciso di andare controcorrente e di puntare tutto sul rispetto e sul soddisfacimento delle necessità del turista.
Il Marrobbio si pone come obiettivo prioritario il sorriso e la serenità dei visitatori.
L’équipe conosce perfettamente il territorio mazarese e siciliano e saprà rispondere esaurientemente alle vostre domande e alla vostra sete di curiosità.
Escursioni sapientemente studiate per scoprire i sapori e i colori della nostra bella isola, vi permetteranno di spingervi oltre i confini di Mazara del Vallo e di esplorarne i suoi dintorni.
Lo staff del villaggio comprende personale bilingue, inglese e francese, per comunicare con la clientela proveniente da tutto il mondo.

www.marrobbio.com

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Confessioni di un apolide

Confessioni di un apolide

Ripubblico di seguito un post che risale al gennaio di due anni fa. Il tempo è trascorso ma i miei sentimenti non sono cambiati.

Ed eccomi qua! L’ennesimo ritorno a Parigi dopo le tradizionali vacanze in Sicilia dove, come ogni anno, ho trascorso indimenticabili giornate.
Mi fa sempre una strana sensazione trascorrere le “vacanze” a casa mia, con la mia famiglia, nel mio paese, tra la mia gente e mi sembra altrettanto strano, poi, tornare a Parigi e sentirmi a casa: ritrovare le mie abitudini, la cerchia di amicizie parigine e quella routine metropolitana a cui ormai sono abituato.
Due vite parallele che avanzano incondizionatamente, due universi distanti ma mescolati insieme nella mia mente.
La mia attività onirica me lo dimostra costantemente: quando sono a Parigi sogno di persone, cose, aneddoti e luoghi siciliani e viceversa quando sono in Sicilia sogno “in francese”.
Ogni volta che ritorno in Sicilia, ho l’impressione che tutto sia rimasto come l’avevo lasciato l’ultima volta: è come se avessi premuto il pulsante stand by nel telecomando della vita, cristallizzando emozioni e persone, e che una volta ritornato, il flusso del tempo ricominci normalmente.
E’ uno stato d’animo particolare quello di chi vive sospeso tra due (o piú) Paesi, confinato in un limbo di emozioni e speranze, costretto alla nostalgia e condannato alla malinconia.
Questa struggente dicotomia dell’anima che si dibatte tra presente e passato, tra ricordi e realtà, tra tradizioni e pragmatismo, riguarda sopratutto i siciliani che lasciano la propria terra in cerca di un Eldorado lontano o semplicemente di dignità.

I siciliani, sono maggiormente legati alla proprie origini perchè provengono da una terra baciata dal sole e carezzata dal mare, dove non c’è nulla che vada per il verso giusto ma la gente ha sempre il sorriso sulla bocca.
O forse quest’eterna malinconia riguarda chiunque decida di lasciare il proprio paese, qualunque esso sia, per cercare fortuna altrove.
Mi sono sempre chiesto se il fatto di essere siciliano, di essere nato e aver trascorso tutta la prima parte della mia vita immerso in paesaggi da cartolina e tra gente genuina, possa aver accentuato il senso del distacco.
Da piccolo non avrei mai pensato di abbandonare la mia bella Sicilia.
Il pensiero non mi traversava minimamente lo spirito. Come lasciarla? Con quali parole le avrei detto Addio? Come lasciarmi alle spalle tutto ció che la Sicilia rappresentava per me e tutto quello che mi aveva dato? In che modo cancellarla dalla mia mente? Con quali occhi guardare il mare prima di partire? Impossibile!
Eppure l’ho fatto.
Ancora oggi mi chiedo dove abbia trovato la forza di lasciarmi tutto alle spalle, fare fagotto delle emozioni e dei ricordi che volevo portarmi dietro e partire.

Pensavo di fare la classica esperienza di qualche mese, tappa obbligata per qualsiasi studente laureato in Lingue che tramite l’Erasmus o il Leonardo o qualsiasi altro progetto, vuole mettere in pratica ció che ha studiato.
Non è stato l’Erasmus a portarmi a Parigi, nè il Leonardo o l’Archimede pitagorico ma è stata la vita che ha letteralmente sradicato la mia vecchia esistenza siciliana per impiantarla nella ville lumière.
Sono passati sette anni da quando la vita ha deciso la mia partenza.
A distanza di tempo, la Sicilia fa sempre parte del mio essere ma la mia vita ha assunto sfumature diverse da quando abito a Parigi.
Questa città è una creatura bella e dannata, una ninfa da baciare ma della quale non bisogna assolutamente innamorarsi o sarà lei ad avere la meglio e resterete, come il sottoscritto, invischiati tra le sue braccia.
Parigi è una carogna luccicante che sa ammaliare chi prova a sentirne l’odore o chi vuole solamente sfiorarla.
E’ facile restare impelagati in questa splendida città, godere dei piaceri che essa offre, abbandonarsi nei suoi meandri saporiti.
E’ facile sentirsi a casa a Parigi, ambientarsi, crearsi una nuova vita e non vedere passare gli anni.
Non è facile lasciare Parigi dopo che ti ha percorso l’anima.

Parigi vs Palermo

Dopo quasi un decennio trascorso a Parigi è arrivato il momento di paragonare la capitale francese che mi ha adottato a Palermo, la mia città natale.

E’ giunta l’ora del confronto.

1) Tour Eiffel vs Quattro Canti

Tour Eiffel vs Quattro Canti

Tour Eiffel vs Quattro Canti

Sono milioni i turisti che ogni anno arrivano a Parigi per visitare la Dame de Fer, questo colosso di ferro alto 324 metri che inizialmente non piacque ai parigini.
Oggi simbolo della città, la Tour Eiffel fu realizzata da Gustave Eiffel in occasione dell’esposizione universale del 1899.
La torre, che doveva essere un’opera provvisoria da smontare dopo l’esposizione, domina Parigi e l’illumina di notte con le sue magiche scintille.

La Tour Eiffel sarà pure maestosa e imponente ma non possiede il fascino dei quattro canti.
Centro nevralgico del traffico palermitano, punto d’incontro tra i principali assi stradali della città (corso Vittorio Emanuele e via Maqueda), i Quattro Canti sono costituiti da una piazzetta ottagonale ricca di simboli e allegorie che rappresentano una sorta di ascesa dal mondo terreno a quello del cielo.
Le decorazioni situate al livello più basso si riferiscono ai fiumi di Palermo, salendo si incontrano le allegorie che raffigurano le quattro stagioni, più in alto le statue di Carlo V, Filippo II, III e IV e, infine, le quattro Sante palermitane.
La bellezza di quest’angolo non risiede solamente nella ricchezza simbolica ma soprattutto nella sua vitalità.
Racchiusi in un piccolo fazzoletto urbano si ritrovano i tratti salienti di una città in continuo fermento: carrozze trainate da cavalli sostano agli angoli della strada in attesa di clienti, turisti accaldati consultano le mappe prima di continuare la visita della città, l’incessante traffico scorre imperterrito come un fiume in piena sotto gli occhi impassibili delle statue nude di Piazza Pretoria, studenti universitari passeggiano con i libri sotto i braccio e i bambini si divertono dando calci a un pallone.

2) Baguette vs Muffuletta

Baguette vs Muffuletta

Baguette vs Muffuletta

In Francia la panificazione è un vero e proprio culto e la baguette viene venerata come un totem indiano.
I francesi accettano di fare file interminabili alle boulangerie pur di uscire vittoriosi con una baguette calda e croccante tra le mani.
Il pane rappresenta per i cugini galli un orgoglio nazionale paragonabile alla Tour Eiffel o all’Arco di Trionfo.
Pane dall’emblematica forma allungata, crosta croccante e dorata, mollica soffice e bianca, la fragrante baguette, squisita se mangiata appena sfornata, diventa irresistibile se abbinata a salumi e formaggi.
La baguette esiste anche nella variante tradition, altrettanto gustosa e saporita, realizzata con una farina di grano selezionato e senza additivi.
Con la nutella è semplicemente irresistibile.

E poi ce lei, la muffuletta.
Dall’inconfondibile forma piatta e dalla mollica generosa, da mangiare con salumi e formaggi o semplicemente cull’ogghiu ovvero con un filo d’olio, caciocavallo, un paio di sarde salate, sale e origano.
Morbidissima e profumata, ricoperta di croccante sesamo, la muffuletta è una prelibatezza a cui nessun palermitano sa resistere.

3) Autolib’ vs Lapino

Autolib’ vs Lapino

Autolib’ vs Lapino

L’autolib’ è il mezzo di locomozione alla moda a Parigi.
Si tratta di un servizio di locazione di automobili elettriche finalizzato a facilitare gli spostamenti degli abitanti della capitale e a diminuire il tasso d’inquinamento della città. A Parigi si trovano tantissime stazioni e il principio del servizio è semplice: é possibile prelevare un veicolo in una stazione e lasciarlo in un’altra.
Le auto, di colore grigio, sono state disegnate dall’italiano Pininfarina e si caricano nell’arco di 8 ore.
Comode e pratiche, le piccole vetture elettriche conducono i parigini da un punto all’altro della ville lumière.

Vuoi mettere la comodità dell’Autolib’ con l’ebrezza di un giro in lapino?
Sfrecciando in mezzo al traffico alla guida del suo tre ruote, il palermitano sfida le leggi della fisica azzardando sorpassi impossibili mentre un passeggero, seduto dietro a casciuni si gode il vento tra i capelli.
Vittima del suo successo il lapino viene adesso utilizzato per effettuare giri panoramici e per condurre i turisti di tutto il mondo in giro per Palermo.

4) Escargots vs Arancina

Escargots vs Arancina

Escargots vs Arancina

I cliché legati alla cucina francese vedono il popolo transalpino ingurgitare voracemente polpose cosce di rana e…. lumache in tutte le salse.
I discendenti dei galli sono effettivamente dei grandi consumatori di questo viscido alimento; in Francia, la lumaca viene venerata come un piatto prelibato e la sua consumazione fa parte della haute cuisine francese.
Se viene colto da fame improvvisa, il parigino si siede nella prima brasserie e ordina un vassoio di escargots con salsa  bourguignonne.

Quando il palermitano ha un piccolo vuoto allo stomaco, si reca nel primo bar sottomano e ingurgita un paio di arancine alla carne e una al prosciutto per tenere fino a sera.
Se, invece, si trova in prossimità del Bar Touring una sola arancina “bomba” sarà sufficiente a placare la sua fame.

5) Macaron vs Cannolo

Macaron vs Cannolo

Macaron vs Cannolo

Uno dei dolci preferiti dai parigini sono i macarons.
Si tratta di un dolcino di forma rotonda, croccante all’esterno e fondente all’interno: un vero e proprio orgasmo per le papille gustative.
I gusti sono quantomai diversi e vanno dai piú classici ai piú bizzarri: cioccolato, pistacchio, limone, arancia, rosa, mango, vaniglia, caffé, caramello, violetta, mora, cocco.
Il parigino DOC che vuole concedersi una pausa golosa entra da Ladurée, rinomata pasticceria della capitale, e ingurgita una mezza dozzina di macarons colorati accompagnati da un tè al gelsomino.

Il palermitano DOC, se ha voglia di mangiare un buon dolce, si precipita nella pasticceria più vicina e si getta su un buon cannolo.
Gustando la scorza croccante e apprezzando il felice connubio tra ricotta, zucchero, cioccolato e canditi, l’abitante del capoluogo siciliano si allontana dalla pasticceria ringraziando il cielo di averlo fatto nascere in Sicilia.

6) Basco vs Coppola

Basco vs Coppola

Basco vs Coppola

Il berretto basco è molto in voga a Parigi e non può mancare sulla testa del vero parigino.

Emblema indiscusso della sicilianità, la coppola ha il suo posto d’onore in casa di ogni palermitano.
Superando i cliché cinematografici, la coppola è diventata oggi un capo d’abbigliamento alla moda.

7) Crêpe o Pane con milza

Crêpe o Pane con milza

Crêpe o Pane con milza

Voglia di uno spuntino?
Il parigino si ferma in una delle tante crêperie di strada e ordina una crêpe, dolce o salata, e la addenta mentre continua il suo cammino.

Il palermitano si ferma al volo dal meusaro di fiducia e assapora uno squisito panino rotondo traboccante di meusa. Schiettu (semplice) o maritatu (con l’aggiunta di caciocavallo o ricotta), il panino con la milza rappresenta il momento di gloria della giornata del palermitano che allontana i guai e i cattivi pensieri.
Il palermitano verace sceglie con cura il suo meusaro optando ora per quello storico della focacceria San Francesco ora per quello folkloristico di corso Olivuzza ovvero Nino U ballerino che effettua una vera e propria danza rituale nel preparare il panino.

8) Champagne vs Zibibbo

Champagne vs Zibibbo

Champagne vs Zibibbo

Le serate della ville lumière vengono allietate da sottili bollicine di Champagne che si depositano dolcemente sulle papille gustative del parigino alternandosi a tartine al foie gras.

Il palermitano si riunisce a casa con gli amici per una bella serata all’insegna del divertimento, della buona cucina siciliana e del delizioso sapore di un ottimo Zibibbo.

9) Bateau mouche vs ‘Gnuri

Bateau mouche vs ‘Gnuri

Bateau mouche vs ‘Gnuri

Il turista che vuole spostarsi da un punto all’altro di Parigi, approfittando al tempo stesso del fascino della città, sale a bordo di uno dei tanti bateau-mouche che solcano quotidianamente le acque della Senna.
Stando comodamente seduti sul battello, il passeggero ammira suggestive immagini di ponti, piazze e monumenti.

Il turista che vuole visitare Palermo in modo originale opta solitamente per uno dei tanti ‘gnuri (conduttori di carrozze), che attraversano le principali vie della città.
Seduti sul calesse, i visitatori godono di un panorama unico sul paesaggio urbano e vengono investiti da fragranze delicate che profumano di gelsomino e limoni.
Tante simpatiche carrozze partono ogni giorno da Piazza Massimo o dai Quattro Canti per far conoscere ai turisti le bellezze del capoluogo siciliano.

10) Paris-plage vs Mondello

Paris Plage vs Mondello

Paris Plage vs Mondello

Parigi, come è noto, non dispone di una spiaggia e non è baciata da nessun mare.
Per sopperire a questa mancanza l’amministrazione comunale ha ideato Paris-Plage, una manifestazione estiva allestita dalla municipalità di Parigi dal 2002.
Ogni anno, nel periodo compreso tra luglio e agosto, per circa 4-5 settimane, su un’estensione di circa 3 km, le banchine della Senna (rive droite) e la Piazza dell’ Hôtel de Ville, ospitano attività sportive e ludiche, trasformandosi magicamente in spiagge di sabbia ed erba, con tanto di palme che costeggiano il percorso del fiume.
Un turista, non al corrente della manifestazione, potrebbe pensare a un vero e proprio miraggio vedendo il lungo-Senna sottoforma di stabilimento balneare.

A Palermo le spiagge “vere” non mancano.
Quella più vicina è Mondello, dove ogni fine settimana i palermitani vanno ad abbronzarsi e rilassarsi, ma sono tantissime le spiagge limitrofe degne di nota: Capaci, Isola delle Femmine, Cinisi, Terrasini, Castellammare del Golfo, San Vito lo Capo (allontanandosi un pò) e tante latre ancora. Spiagge incantevoli, di sabbia fina, accarezzate dal mare e baciate dal sole.

11) Fisarmonica vs Tamburello

Fisarmonica vs Tamburello

Fisarmonica vs Tamburello

Vi mette maggiormente di buon umore il suono nostalgico di una fisarmonica o l’allegro vibrare di un tamburello siciliano?

12) Oh la la! vs Min..a!

Oh la la! vs Min..a!

Oh la la! vs Min..a!

Il parigino usa spesso l’esclamazione Oh la la! per indicare il suo stupore, straniamento e/o sorpresa.

Il palermitano, invece, adopera un’espressione più colorita, costituita da un’unica (ma efficace) parola per esprimere gran parte delle sue sensazioni: Minkia!
Si tratta di un’espressione usata quasi come un intercalare verbale che viene a colorare la maggior parte dei discorsi del palermitano per dare maggior enfasi e ratificare con forza le sue emozioni.

Terminato lo scontro fotografico Parigi-Palermo, ho scelto la mia città preferita. Inizia con Pa…

Un pugno nell’occhio

Peppino Impastato in un quadro di Pino Manzella

Peppino Impastato in un quadro di Pino Manzella

Non trascorrevo un 9 maggio a Cinisi da parecchi anni.
La vita di chi vive all’estero, per scelta o costrizione, comporta innumerevoli rinunce tra cui l’impossibilità di partecipare a eventi importanti della propria comunità.
La lontananza fisica, purtroppo, costringe chi vive fuori a non potere essere presente ai momenti essenziali della città/paese di appartenenza e a subire inevitabilmente uno straziante processo di alienazione dalle radici di provenienza.
In realtà basta poco per riassaporare il gusto inconfondibile dell’aria di casa e ritornare a essere la persona che si era prima di fare fagotto e partire.
E’ quello che mi è successo una decina di giorni fa.

Per chi è nato e ha vissuto a Cinisi, il 9 maggio non è una data qualunque ma rappresenta il giorno in cui la violenza della mafia ha strappato la vita a Peppino Impastato, un giovane siciliano che, lottando anche contro la sua famiglia, ha dedicato la sua breve esistenza alla denuncia di ogni forma di sopruso e ingiustizia a opera del potere mafioso.
La “casuale” coincidenza del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani il 9 maggio del 1978 ha contribuito a occultare fin da subito la storia del provincialotto siciliano che, giocando con la dinamite per preparare un attentato, era saltato in aria sui binari della ferrovia.
La tesi dell’inverosimile preparativo d’attentato finito male o addirittura del suicidio furono le versioni ufficiali portate avanti dalla stampa e dalle autorità.
I loschi depistaggi per allontanare l’inchiesta giudiziaria dalla verità sulla morte di Giuseppe Impastato cominciarono già all’indomani della sua morte quando il maggiore Subranni (attualmente indagato nell’ambito della trattativa stato-mafia), comandante del reparto operativo del gruppo carabinieri di Palermo, utilizzò queste parole nel suo rapporto relativo alla morte del giovane militante di Democrazia Proletaria:“L’Impastato, dopo avere riflettuto ancora una volta su quello che egli stesso aveva definito un fallimento, progetta ed attua l’attentato dinamitardo alla linea ferrata in maniera da legare il ricordo della sua morte ad un fatto eclatante”.
E’ stata solamente la tenacia delle ricerche dei compagni di Peppino che ha permesso di far riaffiorare quella verità che in molti avevano tentato di insabbiare: il ritrovamento di alcune tracce di sangue in un casolare poco distante dal luogo dell’esplosione tolse ogni dubbio sull’accaduto.
Peppino era stato barbaramente aggredito prima di essere posto sui binari della ferrovia con cinque chili di esplosivo.
Un assassinio brutale, selvaggio e violento.
Questo è stato il prezzo che la mafia ha fatto pagare a Peppino Impastato per la pungente ironia con cui aveva denunciato attraverso provocatorie emissioni radiofoniche su Radio Aut, gli abusi, gli sfregi sul territorio, i traffici illeciti e l’arroganza del boss locale Gaetano Badalamenti rinominato Tano Seduto.
Nonostante i depistaggi la verità alla fine è venuta a galla e nel 2002 (24 anni dopo l’assassinio!) e la corte di giustizia italiana ha condannato Gaetano Badalamenti all’ergastolo per l’omicidio.

Peppino Impastato davanti la sede di Radio Aut

Peppino Impastato davanti la sede di Radio Aut

Ricordo ancora il primo 9 maggio al quale ho partecipato da ragazzo.
Frequentavo le scuole medie di Cinisi e alcuni insegnanti particolarmente illuminati mi presentarono per la prima volta la storia di Peppino, insistendo sul significato profondo della sua vita.
Mi sono legato immediatamente a quel giovane che portava il mio stesso cognome e che appariva ai miei occhi come un personaggio rivoluzionario.
Un ragazzo di Cinisi, come me, che aveva trovato la forza e il coraggio per lottare contro il potere mafioso che, come se non bastasse, risiedeva nella sua stessa casa.
Ripenso vividamente al momento in cui per la prima volta ho appreso la sua storia e percepisco ancora le vibrazioni della mia anima per l’ammirazione verso il sacrificio di quel ragazzo di appena 30 anni.
Ricordo anche una sensazione di disilluso stupore quando, partecipando per la prima volta alle manifestazioni organizzate in onore di Peppino, mi resi conto che i dibattiti e le conferenze erano semi-deserte e i partecipanti ai cortei erano pochissimi.
Per molti anni, in occasione di quella data, lo stesso gruppo di persone, formato principalmente dai compagni di Peppino e da pochi altri cinisensi, ha ricordato e reso onore al proprio compaesano assassinato dalla mafia.
Poi nel 2000 tutto è cambiato.
L’uscita dei Cento Passi, il bellissimo film di Marco Tullio Giordana, ha permesso di sdoganare a livello nazionale la figura di Peppino Impastato e ha contribuito a sensibilizzare una fetta considerevole di persone che, fino a quel momento, non avevano mai sentito il suo nome.
Da quel momento la commemorazione del 9 maggio ha registrato una partecipazione massiccia di gente proveniente da tutt’Italia per ricordare il giovane di Cinisi che ha sacrificato la sua vita per lottare la mafia siciliana.

Il corteo per Peppino Impastato

Il corteo per Peppino Impastato

Quest’anno l’evento è stato particolarmente ricco e interessante: conferenze e dibattiti partecipatissimi, mostre di pittura, concerti, un colorato corteo da radio Aut fino alla casa di Peppino (oggi diventata un museo dedicato alla sua vita) e alla casa del boss Badalamenti (bene confiscato alla mafia e gestito dall’associazione Peppino Impastato), la presenza di numerosi sindaci di vari comuni italiani.
Tra i tanti eventi che hanno corredato la trentacinquesima commemorazione della scomparsa di Peppino Impastato, mi piace ricordare l’omaggio al poeta Gaspare Cucinella che ha ricevuto una targa alla carriera e ha recitato alcune delle sue poesie.
Gaspare Cucinella ha tra l’altro scritto una bellissima poesia dedicata a Peppino intitolata Na stidda chiamata Peppino.
Partecipare dopo tanto tempo al 9 maggio di Cinisi è stato molto toccante perchè mi ha ricordato l’importanza della memoria storica e della partecipazione di un’intera comunità agli eventi fondamentali della sua cultura.

Ho lasciato il corteo con l’animo gonfio di speranze nel prossimo e nella Sicilia, convinto che un mondo diverso sia possibile.
Tuttavia mi è bastato percorrere pochi chilometri per mettere da parte le utopie esistenziali e rendermi conto che la Sicilia è ancora impelagata nelle sue contraddizioni e nel gattopardesco “tutto cambia per non cambiare nulla”.
Mi è bastato spostarmi di qualche chilometro con la mia Punto bianca, passando da Cinisi a Terrasini, per rendermi conto che le lotte di Peppino sono più che mai attuali e il sacrificio della sua vita deve ricordarci che non bisogna mai arrendersi davanti alle ingiustizie.
Arrivato al lungomare di Terrasini, la mia attenzione è stata catturata da un gruppo di persone che contemplava e commentava animosamente un cantiere in costruzione sulla costa.
Incuriosito da quella strana presenza edile su un tratto di costa incontaminato e, tra l’altro, pericoloso per via della franosità della roccia (recentemente due giovani hanno perso la vita precipitando dalla scogliera), ho deciso di scendere dall’auto per prendere informazioni.
I presenti mi hanno spiegato che quello che si dispiegava davanti ai miei occhi era il cantiere che porterà alla realizzazione dell’ I-club, uno spazio “sapientemente adagiato nella costa di Terrasini” che ospiterà un ristorante, un Solarium “in cui gli ospiti saranno coccolati, serviti e viziati” e una discoteca notturna “che grazie a rinomati dj creerà qualcosa di innovativo”.
Le parole virgolettate, come avrete ben capito, sono tratte direttamente dal sito dell’I-club che descrive la propria creazione come una perla di rara bellezza capace di integrarsi perfettamente nel paesaggio costiero in cui si collocherà e di incrementare il turismo locale richiamando visitatori da tutto il mondo.

Il cantiere dell'I-club a Calarossa

Il cantiere dell’I-club a Calarossa

Il progetto, sulla carta, è stupendo: una piattaforma a due passi dal mare dove divertirsi e fare festa fino a notte fonda, un punto di osservazione unico per ammirare tramonti mozzafiato e un motore economico per incrementare il turismo siciliano.
Perché lamentarsi allora? Perché voler andare sempre contro ogni iniziativa? Perchè voler fare i bastian-contrari opponendosi a ogni novità e a ogni forma di cambiamento?
Perché la realtà è ben diversa dai testi poetici del sito web che decantano una struttura paradisiaca dove sognare e abbronzarsi allegramente.
La struttura in questione è un pugno nell’occhio e un pugno nella pancia della dignità siciliana.
Il Solarium installato sulla magnifica costa di Calarossa è una contraddizione inaccettabile per le seguenti ragioni:

– A livello paesaggistico è un pugno nell’occhio che rovina uno scenario da cartolina incantevole.
La sua presenza aggredisce brutalmente un tratto di costa incontaminato.
Non c’erano altri posti per realizzare questo progetto?

– Ruberà i tramonti agli abitanti di Terrasini.
Se i clienti della struttura potranno usufruire di splendidi tramonti, le tante coppie che si fermano sulla cosiddetta piazzetta degli innamorati per godersi il romantico tuffo del disco solare in mare, dovranno includere nella loro visione idilliaca anche un rettangolone bianco chiamato I-club.
Un tramonto macchiato di bianco vi sembra romantico?

– E’ pericoloso.
Non riesco a credere che il comune abbia autorizzato la costruzione di un locale a strapiombo della costa, in cima a un promontorio che si getta sul mare!!!
Ma siamo sicuri che i controlli geologici siano stati effettuati correttamente?

– Distrugge la bellezza.
E’ un vero e proprio assassinio della bellezza della zona dell’isolotto che verrà deturpata e privata del suo fascino.

– Il gioco non vale la candela.
Capisco che in nome del Dio denaro si è spesso pronti a sacrificare i valori più elevati, che come diceva Coleman Business is Business, che in Sicilia il lavoro bisogna crearselo ma francamente reputo che il gioco non valga la candela.
Voglio dire che la struttura, una volta ultimata, darà occupazione a un numero molto limitato di personale e, in ogni caso, non tale da giustificare un simile scempio paesaggistico.

Il cantiere di costruzione dell'I-club

Il cantiere di costruzione dell’I-club

Nel corso della sua breve vita Peppino condusse svariate lotte a difesa del territorio e contro le speculazioni edilizie, partecipò alla difesa dei terreni della zona del Mulinazzo che furono espropriati per quattro soldi ai contadini per realizzare la terza pista dell’aeroporto.
Quella del Mulinazzo era una delle zone più rigogliose e floride della costa occidentale e fu sacrificata per favorire l’aeroporto.
La storia si ripete a distanza di tempo e, ancora una volta, il territorio viene mortificato in nome del Dio denaro.
Quel tratto di costa terrasinese, già abbondantemente privatizzato, aveva in passato destato l’attenzione dell’opinione pubblica per il progetto di costruzione di un depuratore.
In quel caso il progetto é fallito grazie soprattutto all’intervento di associazioni ambientaliste e movimenti cittadini.
Chi vincerà questa volta?

Per ricollegare la prima parte del post dedicata a Peppino con la seconda incentrata sullo scempio paesaggistico in atto a Calarossa, ritengo opportuno includere uno spezzone del film i Cento Passi in cui Peppino espone il suo concetto di bellezza:

Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo…e invece non è così. In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere.
Dopo un pò tutto fa parte del paesaggio…c’è, esiste…nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza.
E allora…allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ‘sctè fessarie, bisognerebbe ricordare alla gente che cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla.
La bellezza…è importante la bellezza…da quella scende giù tutto il resto

11° Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato”

Peppino Impastato

11° Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato”


Sabato 5 Maggio, Casa 9 Maggio, Cinisi
Ore 9.00: Accoglienza Forum e registrazione
Ore 11.00: Forum “Crisi del capitalismo tra moneta e lavoro”
Coordina Alessandro D’Alessandro
Approfondimenti di
Lidia Undiemi Università di Palermo
Alberto Lombardo Università di Palermo
Luca Martinelli Operaio Dalmine di Bergamo
Ore 15.00: Forum “Mafia antimafia e dintorni”
Coordina Salvo Vitale
Approfondimenti di
Rino Giacalone Giornalista
Enrico Bellavia Giornalista
Stefania Pellegrini docente Università di Bologna
Fernando Scarlata Comitato Peppino Impastato Brescia
Cristian Abbondanza Casa della Legalità Genova
Valentina Caviglia Comitato Antirazzista COBAS Palermo
Associazione Africalabria
Ore 19.30: Proiezione di “Oltrepassando il mare” di Maurizio Marzolla per la Campagna SOS Rosarno di Ass. Equosud
Ore 20.30: Cena sociale
Ore 21.30: Spettacolo “Arringa” a cura del Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo
Ore 22.30: Margherita Avvento e Danilo e Gabro (Stasi) in acustico presso l’Osteria Sociale

Domenica 6 Maggio, Casa 9 Maggio, Cinisi
Ore 09.00: Forum “Lavoro: Crisi, diritti negati e lotte sociali”
Coordina Renato Franzitta
Intervengono
Giulio Palermo Università Brescia
Realtà Lavorative: FIAT Termini Imerese, CNT Trapani, Coop Palermo, Wagon-lits, Fiat Mirafiori, Cesame Catania
Ore 15.00: Forum “Abbiamo trasmesso: Informazione e controinformazione da Radio Aut a Telejato”
Coordina Salvo Vitale
Intervengono:
Pino Maniaci TeleJato
Nadia Furnari Ass. Rita Atria
Radio Onda Rossa Roma
Radio Aut
Ore 18.30: Ricordo di Guido Orlando
Ore 19.30: Inaugurazione Mostre “Guido e Peppino: i compagni non dimenticano” e “Guido e Cuba”
Ore 20.30: Cena presso l’Osteria Sociale
Ore 21.00: “U Mulinazzu” Recital di Gaspare Cucinella, accompagnamento di Piero Impastato
Ore 21.30: Recital di Salvo Vitale

Lunedì 7 Maggio, Casa 9 Maggio, Cinisi
Ore 15.00: Forum “Contro la privatizzazione dei beni comuni: quali prospettive?”
Coordina Pino Dicevi
Intervengono
Associazione A SUD
Alberto Lucarelli Assessore Beni Comuni Comune di Napoli
Vincenzo Miliucci Esecutivo Nazionale COBAS
Maurizio Montalto Giurista Forum Nazionale Acqua Pubblica
Valentina Bonadonna avvocato
Carlo Cataldi Amat Palermo
Ore 19.15: Presentazione del Libro “Gli ultimi Mohicani” di Matteo Pucciarelli Presenta Mario Minarda
Ore 20.30: Cena presso l’Osteria Sociale
Ore 21.00: Esibizione del Trio “A lu Bal” presso l’Osteria Sociale
Ore 21.30: Spettacolo Teatrale “Malacarne” di Consuelo Cagnati con Consuelo Cagnati e Andrea Maurizi
Ore 22.30: Sonora Mediterranea presso l’Osteria Sociale

Martedì 8 Maggio, Casa 9 Maggio, Cinisi
Ore 15.00: Forum “Peppino, identità ed eredità: LA MEMORIA NON SI CANCELLA!”
Coordina Salvo Vitale
Intervengono
I compagni di Peppino
Renato Franzitta COBAS Palermo
Giuseppe D’Angelo Associazione Radio Aut
Ore 19.15: Presentazione del Libro di Valerio Monteventi e Bifo “Come si fa?” Presenta Paolo Arena
Ore 20.30: Cena presso l’Osteria Sociale
Ore 21.30: Spettacolo teatrale No Tav sulle giornate di Chiomonte, in Val Di Susa: “RACCONTI DI MEZZA ESTATE” in collaborazione con “Teatro in rivolta“. Ideazione e regia di Lucia Falco
Ore 23.00 presso il Campeggio: Dancehall by “La Giraffa Fa Specie meets Stormer Misfit” Electro-Rock / Indietronic from Torino

Mercoledì 9 Maggio, Casa 9 Maggio, Cinisi
Ore 09.00: Forum “Da Nord a Sud: Resistenze territoriali a confronto”
Coordina Martina Lo Cascio
Intervengono
Comitati No Tav Val Di Susa
Comitato 3e32 L’Aquila
Rete No Ponte
Comitato NO MUOS Niscemi
Ore 16.30: Concentramento corteo davanti la vecchia sede di Radio Aut a Terrasini
Ore 17.00: Corteo da Radio Aut a Cinisi
Ore 19.30: Casa 9 Maggio Lettura del documento conclusivo dell’XI° Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato
Ore 20.30: Cena sociale presso l’Osteria Sociale e festa conclusiva.
(Altre iniziative saranno comunicate successivamente con relativi orari e luoghi di svolgimento; il programma è suscettibile di modifiche negli orari e nei luoghi.)

REALTA’ PROMOTRICI DEL FORUM:
• Ass. Peppino Impastato Cinisi
• Ass. RADIO AUT Palermo
• COBAS PALERMO
• Collettivo Malefimmine Palermo
• Officina Autorganizzata Palermo
• Ass. Italia Cuba Palermo
• A SUD SICILIA
• Comitato Antirazzista Cobas Palermo
• Circolo Arci Malaussene Palermo
• Laboratorio Zeta Palermo
• ANPI Palermo
• Collettivo 20 Luglio Palermo
• CSP Palermo
• Collettivo Senza Tregua Palermo
• Circolo Metropolis Castellammare del Golfo
• Ass. Antimafie Rita Atria
• Giovani Comunisti Palermo
• Occupy Palermo

Per Info e adesioni: info@associazioneradioaut.org e associazionepeppinoimpastato@gmail.com
Informazioni sul forum: www.peppinoimpastato.com e www.associazioneradioaut.org
Tutti i forum si svolgeranno presso Casa 9 Maggio (Ex Casa Badalamenti) Corso Umberto 183 a Cinisi
• OSTERIA SOCIALE: Presso Casa 9 Maggio – a cura del Sucus Clan
• CAMPEGGIO FORUM: PRESSO CAMPO SPORTIVO info@associazioneradioaut.org
Al Campo: docce, servizi gratuiti (Obbligatorio portarsi la tenda) presso il Campo sportivo di Cinisi – Via della Libertà, circa 500 m. dalla stazione ferroviaria di Cinisi/Terrasini; seguire poi le indicazioni all’uscita della stazione.
• MOSTRE: Giorno 5 Maggio alle ore 19.30 sarà inaugurata la Mostra su Guido Orlando “Guido e Peppino: i compagni non dimenticano!” a cura dell’Ass. Peppino Impastato e la Mostra “Guido e Cuba” a cura dell’Ass. Peppino Impastato e dell’Ass. Italia Cuba di Palermo.

COME ARRIVARE
In auto: Autostrada A29 Palermo-Trapani-Mazara del Vallo, uscita svincolo di Cinisi se si viene da Palermo, Terrasini se si viene da Trapani, poi seguire le indicazioni sulla S.S. 113 verso Cinisi.
In Treno: Linea ferroviaria Palermo -Trapani, fermata alla stazione di Cinisi (25 km da Palermo). Il campeggio del forum è a circa 500 m.
In Pullman: Corse ditta AST da Palermo direzione Partinico o Terrasini. Fermata all’incrocio principale di Cinisi.
In Aereo: L’Aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di Palermo è a Punta Raisi, nel territorio comunale di Cinisi, e dista 1 km dal centro del paese. Dall’aeroporto sono in servizio un treno/navetta, il Trinacria Express, con corse circa ogni ora, ed una linea di pullman con corse per Cinisi, oltre che i taxi.

Cagliostro a Parigi

Il leggendario conte Cagliostro

Il mitico conte di Cagliostro, figura mitica a metà strada tra mago e ciarlatano, abitò a Parigi per un breve periodo.
Il leggendario alchimista, che costruì la sua immagine misteriosa durante il regno di Luigi XIV, occupò una casa al numero 1 della rue Saint Claude, nel quartiere del Marais.
Nato il 2 giugno 1743 a Palermo in una famiglia modesta, Giuseppe Balsamo (detto Alessandro) fu educato nel convento di Misericordia di Caltagirone dedicandosi particolarmente allo studio di medicina e alchimia.
Nel 1768 il giovane Balsamo sposa la bella Lorenza Feliciani e, grazie alla sua ricca dote, i due viaggiano attraverso l’Europa: Venezia, Milano, Genova, Aix en Provence, Londra e l’Inghilterra, Bruxelles, Berlino, Russia, Polonia e la Francia intera.
Nel 1776, a Londra, si affiliò alla massoneria e creò una loggia dedicata al  rito egiziano che contribuì ad accrescere l’alone di mistero attorno alla sua figura.
Utilizzando i suoi poteri ipnotici, le conoscenze nel campo dell’occultismo e la forza della suggestione, il giovane acquistò la reputazione di mago e guaritore e cominciò a farsi chiamare il conte di Cagliostro.

Il conte raccontava di essere capace di fabbricare diamanti, trasformare la canapa in seta e il metallo in oro, di aver conosciuto Gesù Cristo e di aver preso parte alle nozze di Cana.
Cagliostro si stabilì a Parigi nel 1785 e conobbe un grande successo grazie anche all’amicizia con il marchese Rohan.
Le sue sedute di magia riempivano i saloni parigini e la sua fama di guaritore raggiunse rapidamente le strade della capitale francese.
Il conte Cagliostro, coinvolto nell’affare della collana della regina Maria Antonietta, fu costretto a lasciare la Francia.
Tornato in Italia, il conte fu arrestato, processato dal tribunale dell’Inquisizione e condannato a morte perché fondatore di una setta massonica.
La pena di morte fu commutata dal Papa nel carcere a vita e Cagliostro morì nella fortezza di San Leo, dopo alcuni anni di prigionia, nel 1795.

Homo panormitanus

Il mercato della Vucciria visto da Guttuso

L’ultimo libro che ho portato con me dalla mia recente vacanza nella mia Sicilia natia è Homo Panormitanus di Daniele Billitteri.
Ho divorato il volumetto in pochi giorni e le storielle dell’autore palermitano hanno saputo rallegrare le mie grigie giornate parigine. 
Emblematico è il sottotitolo dell’opera “E se la follia del mondo dovesse lasciare un deserto solo agli scarafaggi, da qualche parte ci sarà un palermitano che frigge panelle” che racchiude nella sua ironia la capacità del palermitano di cavarsela in ogni situazione e di friggere sempre e comunque.
Homo panormitanus è un manifesto della palermitanità, l’opera somma sul palermitano, un codice culturale che racchiude l’essenza più genuina degli abitanti del capoluogo siciliano, un dipinto simpatico e intelligente del popolo panormita che viene rappresentato in tutte le sue sfumature.
Billitteri racconta gli aneddoti più significativi legati alla cultura dei palermitani e le mille tradizioni strettamente connesse alla loro vita.
Ogni palermitano ritroverà le proprie abitudini tra le pagine di Billitteri, da quelle culinarie (panelle, stigghiole, mussu, carcagnolo, quarumi) a quelle popolari (i riti di corteggiamento, fidanzamento  e matrimonio, i proverbi, le credenze) passando per quelle sportive (includendo un’ampia descrizione dei rituali del palermitano DOC allo stadio).
Un’attenta descrizione antropologica della razza palermitana che è capace di barcamenarsi in ogni situazione e che sa affrontare tutto con la risata, talvolta amara, sulla bocca.
Lo slogan preferito dal palermitano è l’ineluttabile futtitinni , una sorta di don’t worry be happy  che l’homo panormitanus sfodera con orgoglio in ogni situazione.
Usando finemente la sua sagace ironia, Billitteri traccia un identikit perfetto del palermitano trattengiandone vizi e virtù.
L’immagine un pò grottesca che viene fuori è quella di un’uomo capace di sopravvivere anche alla fine del mondo grazie al suo sarcasmo e alla sua umanità.