Come diventare parigino in 5 mosse

Come diventare parigino in 5 mosse

Come diventare parigino in 5 mosse

Siete da poco arrivati a Parigi e volete immediatamente amalgamarvi alle migliaia di parigini che ogni giorno attraversano i boulevards e le avenues della capitale francese?
L’idea di essere giudicati come provincialotti appena sbarcati nella ville lumière vi fa gelare il sangue nelle vene?
Ecco un piccolo vademecum comportamentale che vi permetterà di compiere rapidamente la metamorfosi da italiano di provincia in parigino DOC e vi aiuterà a trasformarvi in uno di loro.

1) Acquistate un Iphone e usatelo senza sosta soprattutto quando prendete la metro
Procuratevi anche una cuffia per ascoltare la vostra musica preferita e isolarvi dal mondo.

2) Non abbiate l’aria smarrita
Il parigino sa sempre dove sta andando. Non chiede mai informazioni agli altri e, gonfio di narcisismo e sicurezza di se, cammina spedito verso la sua destinazione.

3) Camminate il più velocemente possibile
Non avete fretta? Avete tutto il pomeriggio per passeggiare nel Marais?
Al parigino non interessa.
Il vero abitante della capitale mantiene un passo spedito e deciso in ogni occasione. Il minimo rallentamento potrebbe causare un fastidioso e intollerabile sorpasso.

4) Cancellate dal vostro dizionario la parola sorriso
Non sorridete in nessuna occasione.
Solo cosi potrete indossare i panni di un vero parigino.
Non dimenticate di sbuffare di tanto in tanto e mantenere un’ espressione stizzita.

5) Siate sempre occupati a fare qualcosa
Il parigino è sempre impegnato nel compiere attività interessanti.
Non perde tempo a passeggiare e a vagare senza metà. Mostratevi sempre indaffarati.
Se vi sedete al bar per bere un caffé, impugnate immediatamente l’Iphone o un giornale e assumete un’espressione meditativa e dubbiosa.

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Mozart a palla!

Mozart in versione rock

Mozart in versione rock

Un recente articolo apparso su Le Parisien riporta la vicenda di un giovane padre di famiglia che è riuscito a vincere la battaglia contro un gruppo di spacciatori utilizzando un’arma pacifica e atipica: la musica classica!
E’ successo a Montrouge, nel dipartimento 92, dove un giovane inquilino, stanco di subire i loschi commerci di droga nell’androne del condominio e la musica rap a tutto volume, ha installato un sistema di amplificazione sul balcone per diffondere le note soavi di Mozart, Bach e Beethoven.
Il gruppo di giovani ha inizialmente reagito lanciando pietre e insulti, poi ha abbandonato il palazzo per andare a riunirsi più lontano.
Ogni volta che un gruppo di giovani si forma ai piedi del suo palazzo per vendere o fumare hashish e marijuana, il giovane papà inserisce un CD di musica classica e alza il volume in direzione degli ospiti indesiderati.
Un metodo originale ed efficace!

Parigi deserta

Parigi deserta

Parigi deserta

Come sarebbe Parigi senza i parigini? Molti affermano che la città, privata dei i suoi scorbutici e arroganti abitanti, moltiplicherebbe il suo fascino; altri rimangono spaesati e inquieti all’idea della ville lumière totalmente deserta.
Claire e Max, una giovane coppia di cineasti francesi, hanno realizzato un video incredibile che immortala la capitale francese deserta.
I due realizzatori hanno compiuto un’impresa tecnica per cancellare ogni traccia di vita dai fotogrammi del filmato.
Il risultato è affascinante e inquietante al tempo stesso: una Parigi vuota e silenziosa invasa da un’insolita e assoluta calma.
Immaginando uno scenario successivo a una catastrofe naturale, il video Ipocentro mostra i vari quartieri di Parigi svuotati di ogni singola presenza umana.
Nel loro sito web, Claire e Max spiegano dettagliatamente la tecnica utilizzata per cancellare i passanti e le macchine dai fotogrammi del video originale e come hanno avuto l’idea di realizzare questo progetto atipico.

Parisien, tête de chien! Parigot, tête de veau!

Parisien, tête de chien! Parigot, tête de veau!

I parigini non godono di ottima reputazione in quanto a simpatia e affabilità ma vengono piuttosto dipinti nell’immaginario collettivo come persone scontrose, sgradevoli, maleducate, antipatiche, arroganti, snob, stressate, egoiste e aggressive.
Bisogna prendere queste aspre definizioni dei parigini come oro colato o si tratta piuttosto di clichés e semplici etichette?
Non mi è mai piaciuto generalizzare o fermarmi davanti a stupidi pregiudizi ed è per questo che ho aspettato parecchi anni prima di affrontare un tema così delicato.
Dopo un accurato studio sociologico del campionario umano che durante questi anni ha attraversato il mio quotidiano posso dire che il mito del parigino scorbutico è pienamente confermato!
Esistono tantissime eccezioni di persone più socievoli e cordiali ma in linea di massima posso affermare che il popolo parigino non passa l’esame della simpatia.
Recentemente l’autorevole rivista Marianne ha realizzato un sondaggio sull’immagine che il resto dei francesi ha dei parigini.
I risultati di quest’interessante indagine hanno rilevato che i provinciali tacciano gli abitanti della capitale di essere poco sorridenti, sgarbati, sciovinisti, arroganti, nervosi, poco accoglienti, egoisti e intolleranti.
Tuttavia gli stessi francesi intervistati hanno riconosciuto i pregi e le qualità dei parigini che sarebbero più istruiti, informati, lavoratori e chic del resto del Paese.

Prescindendo dai sondaggi e dalle opinioni personali possiamo comunque trovare una ratifica importante dell’antipatia diffusa verso il popolo parigino nei proverbi.
Ho sempre pensato che i proverbi siano la rappresentazione più vivida e suggestiva della saggezza popolare e che quest’ultima sia detentrice di una sapienza che oltrepassa gli archivi delle biblioteche e le ricerche su Google.
Esiste un proverbio, coniato naturalmente da un provinciale con il dente avvelenato nei confronti degli abitanti della ville lumière, che recita Parisien, tête de chien! Parigot, tête de veau!.
Questa colorata espressione popolare enfatizza il lato più scorbutico e scontroso del popolo parigino che viene rappresentato sotto sembianze semi-animalesche.
La frase idiomatica è entrata a far parte della lunghissima lista di detti e proverbi che colorano la lingua francese come testimoniano le numerose opere letterarie in cui compare.
Riporto di seguito un passaggio tratto dal romanzo Mourir d’enfance di Alphonse Boudard:
Fallait […] que je devienne un Parisien. On disait à la campagne : “Parisien tête de chien !… Parigot tête de veau !” Ça se voulait d’une ironie féroce. Tous les cercles, les clans, les bourgades, les corporations se réconfortent dans leur connerie, de la sorte. Tête de chien… tête de veau. (A. Boudard, Mourir d’enfance, 1995, p. 51.).
Se durante la vostra permanenza a Parigi, quindi, v’imbatterete in strani esseri dal corpo umano e la testa di cane o vitello, non vi spaventate. Sono solo i parigini!

Le Parisien, il vaut mieux l’avoir en journal

I parigini non sono uno dei popoli più simpatici del mondo.
Non è solamente il sottoscritto a pensarlo ma una cattiva reputazione che grava sulla testa degli abitanti della capitale da diversi anni.
Camerieri scorbutici, taxisti stressati, cittadini incivili, un selvaggio campionario umano che rende acide le vie della ville lumière.
Da quando ho iniziato a scrivere questo blog ho cercato di stigmatizzare ed enfatizzare i difetti dei nostri amici parigini attraverso vari articoli che li riguardano.
Il giornale Le Parisien in una famosa campagna pubblicitaria riesce perfettamente a rendere visualmente ciò che ho cercato di fare a parole.
Lo slogan azzeccatissimo della campagna è Le Parisien, il vaut mieux l’avoir en journal ovvero “Il parigino, meglio averlo come giornale (che come essere umano)”.