Un dinosauro a Parigi

Un dinosauro a Parigi

Un dinosauro a Parigi

Un tirannosauro è tornato a Parigi.
Questa volta non è venuto per terrorizzare la popolazione ma per osservare l’eterno scorrere della Senna e accogliere i passeggeri a bordo dei Bateaux-Mouches.
La famosa compagnia parigina di trasporto fluviale ha scelto il terribile mostro preistorico come insolita mascotte incaricata di accogliere i turisti sui battelli.
Lungo 7 e alto 4 metri, la scultura dell’artista Philippe Pasqua è composta da 350 ossa, modellate a partire da un vero scheletro preistorico.
L’opera di Pasqua rappresenta la fragilità della vita e l’effimero trascorrere del tempo: questo dinosauro è scomparso milioni di anni fa come, probabilmente, scomparirà la specie umana dopo aver distrutto la biosfera.
Il Tyrannosaurus Rex gigante, in alluminio cromato, si trova sul bordo della Senna, ai piedi del ponte d’Alma.

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La Festa dei Pazzi (La Fête des Fous)

La Festa dei Pazzi (La Fete des Fous)

Ogni cosa nasconde un rovescio della medaglia!
E’ il caso di Notre Dame de Paris, la cui sacralità emana pietà, bontà, giustizia divina e trasporto dell’anima.
Sapevate che una volta all’anno (alcuni dicono a Natale, altri a Pasqua) si organizzava a Notre Dame la Festa dei Pazzi?
A questa festa partecipavano diaconi, preti, chierichetti e penitenti, uomini e donne, appena vestiti o completamente nudi che percorrevano la città praticando strani rituali: alcuni si bucavano le carni con i chiodi e segnavano il loro passaggio con il sangue, altri benedicevano gli spettatori con termini osceni ed eseguivano danze macabre, altri mangiavano minestra in un angolo dell’altare o bruciavano sterco di animali al posto dell’incenso.

Nel corso della serata la febbre saliva, si beveva, ci si insultava, e persino i preti, ubriachi, insultavano la folla scagliandogli contro pietre e rifiuti.
Ogni tanto questa strana processione faceva tappa in luoghi di prostituzione e finiva nell’orgia e nell’eccesso come a Sodoma e Gomorra.
Queste riunioni, per quanto possa sembrare incredibile, si protrassero fino al XVI secolo con la benedizione del re stesso.
La Festa dei Pazzi durava una giornata intera ma l’indomani tutto era dimenticato e la chiesa tornava alla normalità: la minima blasfemia o il più piccolo sacrilegio venivano puniti secondo le dure leggi della giustizia divina.
Si racconta la storia di un penitente che, non essendo ancora tornato al suo stato normale, disse una parola di troppo che pagò duramente: gli fu inchiodata la lingua sulla scrivania!