L’impiccato che non voleva morire

L’impiccato che non voleva morire

La Place Maubert porta questo nome dal XII secolo.
Si pensa che il nome provenga dal Maestro M.Albert, più conosciuto sotto lo pseudonimo di Alberto il Grande, un alchimista domenicano che scrisse numerosi trattati di magia.
Era un’epoca in cui il rogo dell’inquisizione iniziava a bruciare e la piazza avrebbe visto la fine di molti eretici e blasfemi.
Si racconta la storia incredibile di un ragazzo accusato di aver assassinato il suo maestro.
Il giovane fu impiccato e il boia che dopo una buona mezz’ora venne a staccargli la corda dal collo, si rese conto che il ragazzo continuava a dimenarsi.
Fu sul punto di tagliargli la gola ma alcune donne, sensibili a quella scena, gridarono al miracolo e implorarono il boia di concedere la grazia.
Quest’ultimo accettò e il giovane che non aveva smesso di proclamare la sua innocenza affermò di essere resuscitato “Ero morto diceva e la mia preghiera nel momento in cui trapassavo mi ha riportato in vita”.
Nessuno aveva mai sopravvissuto ad un’impiccagione dopo mezz’ora di supplizio e ciò suscitò un grande clamore in tutta la città.
Lo stesso re Francesco I graziò il miracolato e l’inchiesta che il sovrano fece condurre provò che il ragazzo non aveva mentito: il suo maestro era stato assassinato dalla moglie.
Non bisognò altro per confermare il miracolo.

Le piazze di Parigi

Place Vendome

In passato le piazze erano, molto più di oggi, luoghi in cui si svolgeva la vita pubblica e a volte anche quella privata: si intrecciavano operazioni commerciali e affari, le persone si incontravano per stringere amicizie, per assistere ad eventi politici, folkloristici o per essere testimoni di esecuzioni capitali.
Le piazze parigine sanno ben raccontare la storia millenaria della ville lumière e sono una delle principali tappe turistiche che non possono mancare durante una visita nella capitale.
Numerose sono le piazze incastonate nel tessuto urbano parigino, ognuna si distingue per lo stile, l’atmosfera e un carattere proprio.

Come non ricordare la place de la Concorde (anticamente place de la Révolution) che fu scenario di numerose esecuzioni capitali nel XVIII secolo, la place Vendome che oggi accoglie i più rinomati gioiellieri del mondo o ancora la place de l’Hotel de Ville, vero e proprio cuore associativo della capitale.
La place du Chatelet caratterizzata da una fontana sormontata da una vittoria che distribuisce i suoi allori e due teatri dalle ampie e armoniose proporzioni, fanno dimenticare che qui s’innalzava un tempo la più sinistra delle prigioni parigine.
La place de la Nation che rappresenta  l’ingresso monumentale situato nella parte orientale di Parigi da dove Luigi XIV era rientrato a Parigi.

La place Saint Germain des Près dove ha sempre soffiato lo spirito esistenzialista e la piazza Saint Michel che da anni rappresenta il luogo d’appuntamento privilegiato di migliaia di parigini.
La place du Trocadéro caratterizzata da due ali curve che inquadrano larghi giardini in rampe con vista sul Campo di Marte e la Tour Eiffel.
La place des Vosges dove nacque nel 1626 Madame de Sevigné, e vissero Marion Delorme, Bossuet e Victor Hugo, la cui casa (al n°6) fu trasformata in museo nel 1902.