I ponti di Parigi

Il ponte Alexandre III

Parigi è, più di ogni altra, la città dei ponti.
Se esistono numerose città costruite da una parte all’altra di un fiume, è raro che abbiano un così grande numero di ponti: ben 37 contando ponti, passerelle e viadotti, su una lunghezza di appena 13 km ovvero un ponte ogni 350 metri!
E se alcuni di questi risalgono all’antichità, la maggior parte sono una creazione del XIX secolo, l’età d’oro per i ponti parigini.
L’insieme dei ponti della ville lumière rappresenta una vera e propria enciclopedia artistica che illustra l’evoluzione delle tecniche, della metodologia e dei materiali nel corso dei secoli.

Tra i ponti parigini che attraversano la Senna, alcuni sono molto antichi e altri sono classificati come monumenti storici (Pont Bir-Hakeim, Pont Marie, Pont Neuf, Pont Royal, Pont Alexandre III, Pont Mirabeau).
La maggior parte dei ponti sono stradali e dunque destinati alla circolazione, si contano poi 4 passerelle riservate ai pedoni e 2 viadotti ferroviari gestiti dalla RATP.
I ponti più antichi sono il pont Neuf (1578-1607), il pont Marie (1614-1635) e il pont Royal (1685-1689).
Una tale densità di vere e proprie opere d’arte che attraversano un fiume, non esiste in nessun altra città.
Ponti di pietra e di metallo, antichi o recenti, che grazie alla loro presenza hanno permesso uno sviluppo omogeneo delle due sponde della città, unendole e saldandole solidamente fra loro.
Vie di passaggio e di raccordo, i ponti conservano la memoria di Parigi.
Durante il Medioevo, la città diventa il primo porto del regno e i ponti accompagnarono la sua estensione, assicurando il facile accesso ai nuovi assi.
Per molto tempo i ponti parigini furono dotati di pedaggi e ospitarono varie abitazioni.
Il ponte della Concorde, in costruzione durante il periodo della rivoluzione del 1789, fu realizzato con i mattoni provenienti dalla Bastiglia appena demolita.

Pont des Artspont de Grenelle, pont de la Tournelle, pont au Change ognuno attraversa la Senna con il suo stile.
Il ponte National è il più lungo con i suoi 240 metri, il più corto è il Petit-Pont di soli 32 metri, il più largo è il ponte de l’Alma (40 metri), il pont Sully è il solo a non essere costruito perpendicolarmente alle rive.
La funzione dei ponti parigini non é soltanto quella di mettere in comunicazione le due rive del fiume o di riempire un vuoto, essi rappresentano un gioiello artistico che impreziosisce il fascino di Parigi e che rende magica la Senna.
Attraversare un ponte parigino significa assaporare una passeggiata sospesa in un romantico balcone galleggiante capace di accarezzare l’immaginazione dei sognatori.
Si tratta di uno spazio fuori dalla frenesia cittadina che permette di osservare la città da una prospettiva diversa.
Il pont Neuf é sicuramente il ponte più popolare (oltre ad essere il più antico) della città.
Inaugurato nel 1607 da Henri IV, fu il solo a non avere edifici che ostacolassero la vista sul fiume e rappresentò a lungo il cuore della capitale, il luogo in cui si svolgeva gran parte della vita sociale e degli scambi commerciali di Parigi

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I bouquinistes del lungo-Senna

I bouquinistes del lungo-Senna

Vero e proprio monumento umano della capitale, i bouquinistes presentano lungo la Senna più di cinquecentomila libri, riviste, fumetti, francobolli e cartoline da collezione.
I circa 250 bouquinistes di Parigi espongono quotidianamente un’enorme quantità di rarità e pezzi introvabili che richiamano l’interesse di appassionati e collezionisti e la curiosità dei turisti.
Si tratta di un susseguirsi di librerie a cielo aperto in piena Parigi che rappresenta un punto d’incontro unico per filatelici, bibliofili e amanti di libri antichi e riviste d’epoca.
Per alcuni di essi, il mestiere di bouquiniste è stato trasmesso per tradizione familiare e, quindi, dall’essere nati e cresciuti in quell’atmosfera.
Altri, invece, sono stati introdotti in quest’appassionante universo da amici e ne hanno fatto la loro professione.
Tutti sono motivati dalla stessa passione di divulgare le loro rarità al pubblico e dalla stessa voglia di stare all’aria aperta e a contatto con la gente.

L’origine dei bouquinistes è quasi contemporanea alla costruzione del Pont Neuf che, contrariamente al suo nome, è il più vecchio di Parigi e risale al 1607.
Fu su questo ponte che i primi mercanti ambulanti di libri si stabilirono per vendere libri giornali, spesso sovversivi e spesso vietati dall’Index librorum prohibitorum, una lista di libri interdetti dal Concilio di Trento.
Cacciati a più riprese dal Pont Neuf, fu soltanto nel XVII secolo che i mercanti ambulanti iniziarono a piazzarsi stabilmente sul ponte e sulle banchine della Senna trasformando i loro cartoni itineranti in postazioni sedentarie per la vendita di libri e riviste.
Oggi i bouquinistes non sono più venditori ambulanti ma, allineati sapientemente lungo la Senna, rappresentano una parte integrante del paesaggio urbano parigino.
La parola bouquiniste viene dal fiammingo boeckjîn e significa piccolo libro.
Le postazioni dei bouquinistes sono costituite da scatole montabili di 2 metri ciascuna che poste l’una accanto alle altre creano un colpo d’occhio molto suggestivo.
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