C’era una volta la prima classe

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Vagoni rossi di prima classe

Forse non tutti sanno che, un tempo non molto lontano, la metro di Parigi era suddivisa in vagoni di prima e seconda classe.
Oggi la metropolitana parigina rappresenta una sorta di livella che azzera le differenze sociali e mescola insieme i vari ceti: poveri e ricchi, uomini d’affari e proletari, borghesi e barboni si ritrovano a condividere lo stesso spazio.
Sembra difficile immaginare che fino al 1 agosto del 1991 esistevano vagoni di prima classe, di colore giallo o  rosso, dedicati ai più abbienti e vagoni verdi e grigi riservati alla gleba.
Il prezzo del biglietto era di 25 centesimi per la prima e 15 centesimi per la seconda classe.
La metro parigina è stata la sola al mondo ad applicare questa forma di distinzione delle classi e gli oppositori hanno dovuto protestare a lungo prima che venisse soppressa.
Alla fine la lotta di classe ha portato i suoi frutti tra i vagoni della RATP che ha deciso di abolire la prima classe perché non molto frequentata e richiedeva importanti costi di manutenzione e l’impiego di numerosi controllori.

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