Il Canal Saint Martin cambia pelle

A worker wades in the water as he inspects abandoned bicycles during the draining of the Canal Saint-Martin in Paris

Velib’ sul fondo del canal Saint Martin

Il canal Saint Martin è oggetto in questi giorni di una vasta operazione di pulizia effettuata generalmente ogni dieci anni. Le ultime “rinfrescate” del canale risalgono al 1993 e al 2001.
Dopo essere stato svuotato dei suoi  90 000 metri cubi d’acqua, il canale resterà a secco per tre mesi per permettere le operazione di manutenzione e il rinnovo di nove sbarramenti.
Il cantiere iniziato lo scorso 4 gennaio andrà avanti fino al 4 aprile impegnando una cinquantina di operai.
Il canal Saint Martin, che attraversa il X, l’Xi e il XIX arrondissement, è un elemento naturale essenziale per Parigi e ospita una fauna ricca e diversificata: anatre, anguille, barbi, cozze d’acqua dolce, gazze, cormorani, passeri, cigni e aironi apprezzeranno, in primavera, la ritrovata pulizia di questo ramo fluviale che attraversa la città.
Buona parte della fauna acquatica sarà pescata e rilasciata in un secondo momento permettendo, al tempo stesso, ai biologi di recensire lo stato di salute delle specie che popolano il corso d’acqua.
La pulizia dei rifiuti che giacciono sul fondo del canale riserva spesso molte sorprese e il ritrovamento di oggetti  inaspettati.
Quest’anno le operazioni di recupero hanno già portato alla luce una pistola, numerosi Velib’, vari elettrodomestici, una sedia a rotelle, segnali stradali, cartelloni pubblicitari, carrelli della spesa, una macchina da gelato,  scooters, bottiglie, siringhe, lattine e casseforti vuote.
Si stima che circa quaranta tonnellate di rifiuti partiranno a Aubervilliers, per via fluviale, per raggiungere i centri di raccolta che gestiscono lo smistamento, lo smaltimento e il riciclo degli oggetti.

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Un’ingegnosa trovata

Una “bouche de lavage” in azione

Lo ammetto. Scrivendo le mie riflessioni tra le pagine di questo blog, ho spesso criticato i francesi per la mancanza d’igiene in alcuni fondamentali aspetti della vita quotidiana (come per esempio il trasporto della baguette o l’assenza del bidet nella maggior parte degli appartamenti parigini).
Questa volta, invece, voglio lodare la loro illuminata ingegnosità e la loro bravura per la pulizia delle strade.
I più attenti di voi avranno già notato che i marciapiedi di Parigi sono dotati di strane aperture laterali e si saranno chiesti quale sia la funzione di questi dispositivi.
Queste aperture chiamate bouches de lavage svolgono una funzione essenziale per la pulizia della città permettendo la fuoriuscita di un getto d’acqua a bassa pressione che trascina via la sporcizia urbana.
La maggior parte delle città dispongono di un unico sistema di approvvigionamento d’acqua che viene utilizzato per ogni uso: cucinare, lavarsi, innaffiare i giardini, pulire le strade o spegnere gli incendi. L’acqua potabile e quella non potabile provengono quindi dalle stesse tubature.
A Parigi le cose funzionano diversamente.
Due differenti sistemi di tubature scorrono sotto le strade della ville lumière: uno fornisce l’acqua necessaria per la pulizia delle strade, un altro provvede alla fornitura d’acqua potabile a case, negozi, ristoranti ed edifici.
Esistono, dunque, due reti di fornitura d’acqua, ognuna dotata di una diversa purezza e qualità, che non si mescolano mai tra loro (a Parigi l’acqua del rubinetto si può bere tranquillamente).
Il circuito idraulico utilizzato per la pulizia delle strade trasporta l’acqua della Senna e del canale dell’Ourcq attraverso le vie della città, facendola fuoriuscire attraverso le circa 1200 bouches de lavage disseminate nel tessuto urbano e scaricandola nel sistema fognario. Quest’acqua è successivamente trattata e gettata nella Senna.

Il duplice e ingegnoso sistema idraulico che scorre sotto le vie della capitale francese risale al XIX secolo ed è il frutto dell’intervento e dell’arguzia di un gruppo di personaggi che mirarono a modernizzare radicalmente Parigi: Napoleone Bonaparte, Napoleone III, il Barone Haussmann e l’ingegnere Eugène Belgrand.
Napoleone Bonaparte realizzò la prima importante fornitura d’acqua attraverso la creazione del canale dell’Ourcq.
Napoleone III e il barone Haussmann cambiarono radicalmente l’aspetto della città eliminando strette viuzze, creando grandi assi stradali e dando ampio respiro ai boulevards.
Nell’intento di dotare d’infrastrutture moderne l’ambiziosa rete urbana che stava creando, il barone Haussmann scelse l’ingegniere Eugène Belgrand per la realizzazione del sistema idraulico e fognario della capitale.
Parigi aveva un sistema idraulico vetusto e confusionario. Belgrand ingrandì considerevolmente la portata del sistema raddoppiando la capacità idrica giornaliera disponibile per ogni residente.
Fu proprio Belgrand che ebbe l’idea di separare il circuito dell’acqua potabile da quello dell’acqua utilizzata per altri fini.
L’idea rivoluzionaria dell’ingegnere francese permette ancora oggi di pulire le strade di Parigi in maniera intelligente.

La Baguette magique

baguette

Il trasporto della baguette

Una delle cose che mi piace di piú a Parigi è il pane.
Possiamo criticare mille altre cose ai nostri cugini transalpini ma non il pane e i dolci.
Il pane francese è veramente squisito e in ogni boulangerie avrete l’imbarazzo della scelta.
La baguette, famosa in tutto il mondo, si è affermata nell’immaginario collettivo come simbolo della panificazione alla francese.
Come tutti sanno, si tratta di un pane dall’emblematica forma allungata: la crosta è croccante e dorata e la mollica soffice e bianca.
La fragrante baguette, squisita se mangiata appena sfornata, diventa irresistibile se abbinata a salumi e formaggi.
Esiste anche nella variante tradition, altrettanto gustosa e saporita, realizzata con una farina di grano selezionato e senza additivi.

Peccato che un pane così buono sia rovinato, ancora una volta, dalla mancanza d’igiene dei parigini.
La deliziosa baguette, infatti, nel tragitto dal panificio a casa, diventa un’accalappia-microbi.
Il panettiere consegna la baguette in un microscopico foglietto di carta (che dovrebbe servire a evitare il contatto con le mani) e  il parigino, con la sua baguette in mano (per non dire sotto l’ascella), si lancia in una gimkana urbana per riuscire a prendere la metropolitana il prima possibile.
La baguette si trova così catapultata in un contenitore di microbi e sporcizia prima di essere servita a tavola.
E se si utilizzasse un sacchetto?

Il bidet …questo sconosciuto

bidet

Addio bidet

I parigini non godono di un’ottima reputazione in materia d’igiene.
Non voglio dire che sono un mucchio di zozzoni o che ogni parigino abbia uno sciame di mosche che gli ronza intorno ma, di certo, hanno una concezione diversa dell’igiene.
La prova lampante è il fatto che non facciano uso del bidet.
Nella maggior parte delle case e delle stanze d’hotel della capitale francese, infatti, non troverete questo accessorio onnipresente nei bagni italiani.
Quando inizialmente chiedevo ai miei amici francesi come si organizzassero per farne a meno, la risposta che ricevevo sistematicamente era “On prend une douche” e a me veniva da rispondere: “Ma quante docce vi fate al giorno?!?”

Il non-utilizzo del bidet è qualcosa di abbastanza paradossale poiché quest’utile accessorio è stato ideato, intorno al 1710, proprio da un francese, Marc Jacoud.
L’etimologia stessa del termine affonda chiaramente le sue radici nella lingua francese: il termine bidet deriva dal francese antico e si riferisce all’atto di montare a cavallo (si monta su un bidet un pó come si monta a cavallo).
Nonostante abbia trovato le sue origini in Francia, il bidet non ha riscosso successo nelle case dei parigini che lo hanno totalmente soppresso dai loro bagni.
Chi volesse provare a pulirsi adeguatamente dopo aver fatto i propri bisogni in un bagno parigino, dovrà districarsi, in un equilibrio instabile, tra cesso e lavandino. Bon courage!