L’inizio del Ramadan 2012

L’inizio del Ramadan 2012

Il ramadan, il mese sacro dei musulmani, comincia oggi venerdì 20 luglio 2012 e finirà il 17 o 18 agosto con la classica festa dell’aïd.
Il digiuno durante il mese del ramadan è il quarto dei cinque pilastri fondamentali dell’Islam che ogni buon musulmano adulto deve rispettare.
Dall’alba al tramonto, i praticanti della religione di Maometto non possono mangiare, bere o avere rapporti sessuali: i fedeli musulmani si privano delle cose normali nella loro quotidianità al fine di comprenderne l’importanza e di provare a immedesimarsi nella condizione di chi non le possiede.
La difficoltà di questa prova non è la fame, ma il cambiamento dell’abitudine.
Il pranzo viene rimandato, e non annullato, in segno di pietà per quelle persone che digiunano non per volontà, ma per necessità.
Il mese del ramadan rappresenta il nono mese del calendario musulmano e il significato della parola allude al calore della stagione estiva: si pensa che quando vennero attribuiti i nomi dei mesi il ramadan cadde nel corso di un periodo molto caldo.

Il mese del digiuno musulmano viene fissato sulla base dei cicli lunari e può durare 29 o 30 giorni.
L’astensione dal cibo durante il periodo del ramadan è una pratica molto seguita in Francia dove i musulmani rappresentano quasi il 10%  della popolazione nazionale.
Nei quartieri a forte dominante islamica, i ristoranti modificano i loro menù proponendo formule specialmente concepite per la festa, i fedeli si recano più spesso nelle moschee per pregare e si mostrano più generosi verso chi vive nell’indigenza.
Ogni sera la fine del periodo di digiuno viene vissuta come una festa e le donne arabe preparano una grande varietà di specialità culinarie per soddisfare i desideri dei loro familiari affamati.
Le donne arabe fanno a gara per sfornare deliziosi piatti e, in particolare, dolci prelibati dai nomi fantasiosi: il nido dell’usignolo, la corona del re, il dito della sposa, il turbante del giudice, il rullo di pistacchio e tanti altri ancora.
In un’amtosfera festiva, questo mese viene vissuto dai fedeli come un momento di condivisione, introspezione, spiritualità e solidarietà.
La pratica del digiuno durante il ramadan è una scelta e alcune persone sono dispensate da questa pratica (donne incinta, viaggiatori, ammalati, anziani).
Se in Francia, paese laico, sono tanti i musulmani che scelgono di non praticare il digiuno durante il mese sacro, lo stesso non si può dire dei paesi musulmani dove consumare cibo durante il ramadan viene interpretato come un grave peccato.
Nel Magreb e negli altri paesi a dominanza islamica si annoverano molti casi di persone arrestate perchè hanno consumavato cibo in pubblico durante il mese del digiuno o di ristoratori multati perchè hanno servito i clienti durante il ramadan.

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Un week end incandescente

Il
Quello che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato un week end incandescente e tesissimo.
Le cerimonie di commemorazione del nono anniversario della strage dell’11 settembre, che paradossalmente sono coincise con la data dell’ Aïd el-Fitr (la fine del Ramadan), si sono svolte in un’atmosfera tesissima.
La tensione è scaturita dalle forti polemiche relative alla costruzione di una moschea poco lontano da Ground Zero, il luogo in cui sorgevano le Torri Gemelle.
La scelta di edificare una moschea in quel luogo simbolo è stata interpretata come una beffa dai tantissime parenti delle vittime dell’attentato delle Twin Towers.
I toni sono stati inaspriti dalla proposta infelice del pastore evangelista Terry Jones di bruciare alcune copie del Corano, in concomitanza dell’anniversario dell’11 settembre, se la comunità musulmana non avesse desistito dalle proprie intenzioni.
Il pastore della Florida ha abbandonato la sua idea incendiaria ammettendo che la sua provocazione era solamente finalizzata a stigmatizzare i pericoli dell’Islam.
L’Imam Faisal Abdul Rauf, all’origine del progetto di costruzione della moschea, non vuole abbandonare il suo piano e sottolinea che l’annullamento del progetto potrebbe scatenare un’ondata di violenza e rabbia da parte del mondo musulmano.

Quanto successo questo week end resta un evento sintomatico: un pastore evangelista che minacciando, da un piccolo paesino in Florida, di bruciare il testo sacro musulmano scatena un caso mondiale.
Manifestazioni violente sono scoppiate nei paesi arabi per protestare contro il gesto di Jones e Barack Obama in persona lo ha invitato ad abbandonare il progetto.
Il bombardamento mediatico ha contribuito a dare rilievo alle minacce e ai propositi strampalati di integristi religiosi che sono apparsi nei principali dibattiti televisivi americani per esternare il loro odio.
Sembra essere giunto il momento in cui tutti devono rivedere la propria posizione e tornare sui propri passi: l’America deve scegliere se avere il volto di Barack Obama o quello di Terry Jones, la comunità musulmana deve comprendere il dolore ancora vivo degli USA e dei suoi abitanti e deve rispettarlo.
Purtroppo tra il dire e il fare c’è di mezzo il sentimento piú potente e deleterio di cui è dotato l’essere umano: l’odio.

La grande moschea di Parigi

La moschea di Parigi

L’istituto musulmano della grande moschea di Parigi occupa un’ampia superficie situata nel cuore del quartiere latino.
Si trova in un vero e proprio crocevia di scambi religiosi e culturali a pochi passi dal Jardin des Plantes.
La grande moschea di Parigi é la più grande moschea di tutta la Francia, inaugurata il 15 luglio 1926 dal presidente Doumergue, è stata costruita in seguita alla battaglia di Verdun per rendere omaggio ai cinquantamila musulmani caduti in battaglia.
Di stile ispanico-moresco e ispirata alla moschea di Fés, la grande moschea di Parigi è dotata di un minareto quadrangolare alto 33 metri.
L’intera opera di decorazione é stata affidata a un gruppo d’artigiani dell’Africa del Nord che ha impiegato materiali provenienti dal loro paese. 

La moschea è aperta al pubblico durante tutto l’anno, fatta eccezione per la sala dei sermoni degli Imam, della lettura del Corano, delle preghiere e delle meditazioni che sono riservate ai praticanti dell’Islam.
Al centro degli edifici religiosi si trova un patio ispirato all’Alhambra di Grenada, circondato da arcate finemente scolpite.
La sala di preghiera è degna di attenzione per gli splendidi tappeti.
Adiacente alla moschea si trovano un ristorante tipico che permette di assaporare i piatti tipici della tradizione magrebina (tajine e couscous), un salone di the (the alla menta, loukoum, pasticceria marocchina, narguilé), un hammam (non misto: aperto in alternanza agli uomini e alle donne), e negozi di prodotti tipici arabi.

2, bis place du puits de l’Ermite
75005 Paris
Metro: Place Monge o Jussieu