Sans rancune

Sans rancune!

Sans rancune!

Bestia selvaggia e insaziabile, il rancore è un sentimento potente e devastante che affonda le radici nel dolore e nella delusione.
Questo mostro deforme si nutre di collera e rabbia e assume proporzioni abominevoli quando accarezza morbosamente l’odio e il desiderio di vendetta.
Un sentimento d’amarezza viene a turbare la nostra serenità d’animo e uno sgradevole retrogusto ci avvelena le giornate alimentandosi attraverso il sentimento d’indignazione e il carattere inaccettabile della sua origine.
Di fronte all’ingiustizia subita, la presenza costante di una collera latente rappresenta una sorta di arma di difesa per non abbassare la testa e per non accettare l’inaccettabile.
Memoria amara, risentimento tenace che ci ricorda l’offesa subita e mal digerita, il rancore cresce ogni volta che il pensiero torna alle circostanze che lo hanno scaturito come una fiamma che si ravviva in presenza di un liquido infiammabile.
Un malessere sgradevole si stabilisce nel fondo del nostro animo per restarvi a lungo e per avvelenarci la vita con un senso di collera duraturo.
Cadiamo vertiginosamente nel vuoto, cerchiamo invano una giustificazione razionale allo sgarbo subito e ci blocchiamo in un impasse relazionale che può solamente degenerare verso una spirale orrenda fatta di depressione, tristezza, ansia, stress e altre malattie esistenziali.
Chiudersi nel rancore equivale a trasformare la propria vita in un inferno, deteriorare le relazioni umane e lasciare che l’ossessione compulsiva, l’odio e la rabbia vengano ad inquinare la nostra esistenza.
Il rancoroso si considera un giudice perfetto, il solo in grado di decidere se accettare o rifiutare le scuse del “colpevole”, la sua suscettibilità e il suo orgoglio sono troppo ingombranti per aprire il suo cuore e perdonare.
Chi decide di non perdonare diventa prigioniero della propria amarezza e della sua collera insensata.
L’odio e il rancore paradossalmente hanno qualcosa in comune con l’amore: accecano!
Il cuore del rancoroso non vede lo sforzo di chi fa il primo passo verso di lui, non riconosce la sua umiltà perché il suo orgoglio è troppo forte e preferisce la guerra a discapito della pace: nutrendo il rancore perde la propria libertà e conserva il male nel fondo del proprio animo.
Come si può essere felici se non ci si sbarazza del fardello dell’odio?
Il rancoroso non è altro che un essere triste e infelice che, per mancanza di maturità o cattiveria, ha scelto di cristallizzarsi nelle situazioni conflittuali del passato.
La sua arroganza gli impedisce di essere umile e di avanzare.

L’unica soluzione per non soccombere al rancore e liberarci da quest’emozione tossica è la comunicazione con le persone che ci hanno fatto soffrire mettendo da parte l’orgoglio e lasciando spazio al perdono.
Attraverso il perdono ci liberiamo del rancore e dei sentimenti negativi che lo accompagnano e li sostituiamo con la pace interiore, l’energia positiva e la buona salute.

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