Il museo Zadkine

Il museo Zadkine

Uno stretto passaggio situato tra alti palazzi conduce all’ingresso del discreto museo Zadkine, in fondo a uno spazio per metà cortile e per metà giardino.
Qui visse Ossip Zadkine dal 1928 fino alla morte nel 1967.
Zadkine nasce in Russia nel 1890 e arriva a Parigi all’età di 19 anni.
Espone per la prima volta nel 1920 e raggiunge rapidamente il successo.
L’artista presenta 47 sculture all’esposizione internazionale del 1937 e, lo stesso anno, si reca a New York per esibire le sue opere alla galleria Brummer.
Sfuggendo alla minaccia nazista, Zadkine ritorna a New York durante la guerra e dedica buona parte del suo tempo all’insegnamento.

Ma aldilà del lavoro di Zadkine, questa passeggiata nel giardino della rue d’Assas permette d’evocare gli innumerevoli cortili nei quali gli artisti di Montparnasse vivevano e lavoravano.
La modesta casa dove viveva lo scultore è stata trasformata in piccolo museo.
Di legno, di pietra o di bronzo, le sculture di questo artista, sapienti concatenamenti di forme, si contemplano con grande emozione: il gesso del monumento dedicato a Van Gogh è un capolavoro di sensibilità.
Nel giardino una panchina accoglie volentieri i passanti per contemplare statue di varie misure.
In perfetta sintonia con gli alberi e la vegetazione del posto, esse rappresentano un omaggio reso alla natura da un artista fuori dal comune.

100 bis, rue d’Assas
75006 Paris
Metro: Notre Dame des Champs

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La cappella espiatoria

La cappella espiatoria

La piazza Luigi XVI ospita una cappella espiatoria costruita sui resti di un cimitero che accoglieva i corpi dei ghigliottinati di place de la Concorde, tra cui le spoglie di Luigi XVI e di Maria-Antonietta.
Nel 1794 il cimitero fu chiuso e venduto a basso prezzo.
Un sostenitore della monarchia che aveva individuato le sepolture reali, lo ricomprò e l’offrì a Luigi XVIII.
I resti del re furono riesumati come anche quelli di Maria-Antonietta, identificata grazie ai brandelli delle calze che indossava il giorno della sua esecuzione.
Chateaubriand, macabro, pretese che la regina fosse stata riconosciuta dal sorriso.
Le ceneri dei monarchi furono trasportate nella cripta della basilica di Saint Denis dove si trovano tuttora.
Tra il 1816 e il 1826 l’architetto Fontane innalzò quest’edificio neoclassico, recintando il cimitero con delle mura.
La cappella è ornata da sculture decorative e bassorilievi.

Square Louis XVI
29, rue Pasquier
75008 Paris
Metro: Saint Augustin

59 rivoli: l’aftersquat

L’aftersquat 59 Rivoli

Chiuso da diversi anni, lo squat artistico situato al 59 rue de Rivoli, nel I arrondissement di Parigi, ha da poco riaperto le porte sotto il nome di aftersquat, un vero e proprio microcosmo artistico nel cuore della capitale.
Mimetizzato tra i negozi della rue de Rivoli, lo squat si nasconde agli occhi della gente che passa freneticamente da un negozio all’altro.
Si tratta di un luogo unico, un vero e proprio vulcano d’idee e creazioni, che raggruppa artisti provenienti da tutto il mondo.
L’edificio, che è stato rinnovato da poco, si compone di sei piani e accoglie pittori, scultori e artisti d’ogni genere che espongono liberamente le loro opere.
Risorto dalle ceneri dell’antico squat, diventato rapidamente una meta privilegiata della cultura parigina, l’aftersquat nasce, nel 1999, dall’occupazione dell’edificio da parte di alcuni artisti del collettivo Chez Robert, électron libre.

Emblema dell’arte libera, il 59 Rivoli è cambiato nel corso del tempo e ha mutato veste ma non ha perduto la sua vocazione originaria e cioè la volontà di divulgare l’arte e renderla accessibile a un pubblico sempre più vasto.
Un impegno che Gaspard Delanoë, porta-parola del collettivo 59 Rivoli, continua a portare avanti con entusiasmo e coinvolgimento.
L’edificio ospita artisti facenti parte dell’associazione ma anche vari artisti di passaggio che godono, per un periodo limitato di tempo, di un atelier nel cuore di Parigi.