Il Salone dell’Erotismo di Parigi

Il Salone dell'Erotismo di Parigi

Il Salone dell’Erotismo di Parigi

Il Salone dell’erotismo di Parigi, chiamato anche Eropolis, sarà di ritorno nella ville lumière il 3, 4 e 5 marzo 2017 al Parc des expositions de Paris – Le Bourget. Forte del successo delle edizioni precedenti, il salone dell’erotismo richiama sempre più coppie in cerca di trasgressione e scoperte piccanti.
Appuntamento atteso da tantissimi parigini, il salone Eropolis mescola insieme erotismo, sesso, spettacolo e divertimento e vanta un’affluenza di gran lunga superiore a quella degli altri saloni europei dello stesso tipo.
Sex toys, peep show, biancheria intima provocante e esibizioni spinte e disinibite sono gli ingredienti che rendono eccitante questo evento che l’anno scorso ha visto la presenza di duecentomila visitatori.

Ecco le piccanti sorprese dell’Eropolis 2017:

Una zona femminile
Una zona dedicata esclusivamente alle donne dove una squadra di aitanti spogliarellisti farà salire la temperatura alle stelle. Su richiesta, é possibile ottenere degli show privati per festeggiare addii al nubilato o altri eventi.

Una zona spogliarello
In quest’area del salone vengono realizzati spogliarelli di tutti i tipi: parziali e integrali, maschili e femminili, hot e soft.

Una zona go-go dancing
Decine di go-go dancers balleranno in abiti succinti su piattaforme, cubi o dentro gabbie metalliche mandando in visibilio il pubblico.

Una zona X
Le più famose porno-star e i divi del cinema hard internazionale accoglieranno i loro fans per farsi fotografare con loro , firmare autografi e svelare i segreti delle riprese a luci rosse.

Gay Pride 2016: la marcia dell’orgoglio

gay pride 2016 paris

La Gay Pride di Parigi

La marcia dell’orgoglio si chiamava inizialmente chiamata Gay Pride, poi Lesbian & Gay Pride, LGBT Pride  e alla fine ha preso il nome di Pride o marcia dell’orgoglio.
Si tratta di una manifestazione che promuove la libertà e l’uguaglianza per tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere (etero, lesbiche, gay, bi, trans).
La marcia è caratterizzata da una coloratissima ed eterogenea sfilata di partecipanti che mostrano senza alcun complesso il loro gusto sessuale.
Questa manifestazione si svolge nella maggior parte delle città del mondo, tutti gli anni, durante i mesi di maggio e giugno, per ricordare gli scontri di Stonewall che avvenero nella Christopher Street a New York .
Il 28 giugno 1969, un gruppo di lesbiche, gay e transessuali si ribellarono contro le forze dell’ordine che avevano fatto irruzione allo Stonewall Inn, un bar gay di New York, e una dura lotta, durata ben tre giorni, si scatenò tra la polizia e gli omosessuali.
Da quel giorno, gli scontri di Stonewall vengono considerati come il punto di partenza delle rivendicazioni egualitarie degli omosessuali.

Brenda Howard, conosciuta come la “madre dell’orgoglio”, alla testa del gay liberation front e della gay activists alliance, organizzò una prima commemorazione di quegli eventi a un mese dagli scontri.
Marce commemorative si svolsero anche a San Francisco e Los Angeles.
Col passare degli anni, le marce si sono propagate in tutti i Paesi e sebbene ognuna presenti le sue peculiarità, si ritrova sempre la stessa organizzazione.
In testa al corteo si trovano i personaggi ufficiali: uomini politici della regione, gli organizzatori della manifestazione e le associazioni.
Dietro questa prima rappresentanza del corteo si dispongono la maggior parte dei manifestanti riuniti attorno a colorati carri-camion dotati di potenti sistemi d’amplificazione che diffondono in prevalenza musica elettronica e house music.

La prossima gay pride di Parigi avrà luogo sabato 25 giugno 2016.

Per informazioni:
www.gaypride.fr

Sei disoccupato? Pôle emploi ha un lavoro per te!

L'annuncio di lavoro

L’annuncio di lavoro “hot” di Pôle Emploi

Dal 1999 il numero dei disoccupati non era mai stato così elevato in Francia.
Il governo di François Hollande, già impegnato a fare i conti con il malcontento popolare per le misure d’austerità, ha promesso di mettere in atto tutti i mezzi a sua disposizione per diminuire il tasso di disoccupazione.
Per risolvere la piaga dilagante della disoccupazione la Francia dispone di un’arma potentissima: Pôle Emploi, l’agenzia di collocamento francese.
Pôle Emploi ha pubblicato martedì scorso un annuncio di lavoro che ha scatenato una valanga di reazioni sui social network e tra i disoccupati in cerca di un impiego.
L’annuncio, classificato nella categoria “arti drammatiche” proponeva un posto di comparsa/figurante in un film. E fin qui tutto normale.
Enorme è stato lo stupore degli utenti che hanno cliccato sulla descrizione dettagliata della proposta di lavoro e che si sono resi conto del genere di film in questione:

“Recrutement hommes et femmes pour tournage porno (H/F) – Urgence, Nous sommes une grande maison de production de film x, nous recherchons des personnes très sérieuses et indépendantes, pour faire d’eux une star porno. Débutants acceptés.».

Pôle emploi cerca persone serie e indipendenti, anche senza esperienza, per sfondare nel mondo dell’hard e diventare una pornostar o un porno divo.
Dopo essersi resi conto del contenuto dell’annuncio, i responsabili dell’agenzia di collocamento hanno rimosso l’annuncio non perché considerato illegale ma per l’impiego del termine “star” che non risponde ai criteri obiettivi ammessi nelle proposte di lavoro.

Il Kamasutra in mostra a Parigi

Il Kamasutra in mostra a Parigi

Il Kamasutra in mostra a Parigi

Tra le esposizioni del mese di Ottobre, va sicuramente segnalata la mostra dedicata al Kâma-Sûtra ospitata dalla Pinacothèque di Parigi dal 2 ottobre all’11 gennaio 2015.
L’obiettivo degli organizzatori dell’esposizione è quello di proporre un’altra visione di uno dei testi principali dell’induismo medievale, spesso interpretato erroneamente dal mondo occidentale come un libro pornografico.
Più di 500 opere antiche, sculture, pitture, miniature e oggetti della vita quotidiana, che coprono il periodo che va dall’era pre-moderna al Medioevo, illustrano i precetti del Kâma-Sûtra.
Scritto nel IV secolo da un membro della classe erudita, il Kâma-Sûtra è stato redatto in sanscrito, lingua sacra indiana, al fine di guidare gli uomini verso la virtù (dharma), il benessere materiale (artha) e l’amore (kâma).

L’erotismo occupa la parte principale del libro in virtù della filosofia induista che invita a “creare il mondo, lo riprodurre e favorire la creazione” attraverso l’amore e il desiderio sessuale.
Il libro è composto di sette sezioni divise in trentasei capitoli: parte generale, l’unione erotica, i rapporti con le fanciulle, le donne sposate, le spose d’altri, la prostituzione e le dottrine segrete.
La sezione dedicata al sesso, all’unione erotica e alle posizioni dell’amore è quella maggiormente conosciuta in Occidente e testimonia la libertà sessuale in India e l’estetica erotica tipica della vita culturale indiana.
L’esposizione parigina è intitolata Spiritualità e Erotismo per sottolineare lo stretto legame tra induismo ed erotismo nella cultura indiana dove l’arte di fare bene l’amore coincide con l’elevazione dello spirito.

Kâma-Sûtra
Dal 2 Ottobre 2014 all’ 11 Gennaio 2015
Pinacothèque de Paris
28 Place de la Madeleine
75008 Paris

Le trappole di Pigalle

Le trappole di Pigalle

Le trappole di Pigalle

Il quartiere di Pigalle possiede una duplice anima: quella spensierata e colorata che accompagna i turisti venuti dai quattro angoli del mondo per recarsi nella vicina Montmartre e quella maledetta e viziosa che si nasconde dietro le vetrine dei tantissimi sexy shop e peep show che costellano il boulevard de Clichy, il boulevard de Rochechouart e le zone adiacenti.
Locali dai nomi ambigui, come il famoso Sexodrome, invitano i passanti alla trasgressione e alle lussuriose tentazioni che la luccicante capitale francese ha concentrato in questa zona della città.
Pigalle sta a Parigi come il Red light district sta ad Amsterdam, un quartiere frequentato da personaggi ambigui che nasconde un volto malizioso ai passanti frettolosi.
Poco lontano da place Pigalle svetta il famoso Moulin Rouge, oggi diventato un cabaret di fama mondiale, dove un tempo il pittore Toulouse Lautrec si recava per trarre ispirazione guardando gli eleganti balli che qui si tenevano.
Lontano dalla poesia e dall’arte di Lautrec, oggi a Pigalle domina un’atmosfera ben differente caratterizzata dalla presenza di club libertini e locali notturni dove tutti gli eccessi sembrano permessi.
La reputazione licenziosa del quartiere portò, durante la seconda guerra mondiale, al soprannome Pig Alley (vicolo dei maiali, in inglese), da parte dei soldati alleati che vi si recavano in cerca di divertimento.
Un’altra particolarità della zona è la presenza di molti butta-dentro che aspettano avidamente il passaggio dei turisti per convincerli a comprare il biglietto per lo spettacolo erotico proposto dal loro locale.
Appollaiati viscidamente sul marciapiede, questi loschi personaggi avvinghiano i passanti e con motivazioni stravaganti li invitano a entrare per assistere a spogliarelli e altri show di questo tipo.
Se il passante rifiuta adducendo come motivo il prezzo del biglietto, l’abile venditore di fantasie erotiche abbassa drasticamente la cifra della sua offerta costringendo l’ingenuo acquirente ad accettare.

Se siete passati almeno una volta da Pigalle sarete sicuramente stati abordati da questi “pubblicitari” che con raffinatissime strategie di marketing tentano di vendervi il loro “prodotto”.
Personalmente mi sono sempre divincolato dal pressing asfissiante dei butta-dentro di Pigalle e ho sempre declinato le loro proposte: in primo luogo perchè non trovo di nessun interesse frequentare tali luoghi e soprattutto perchè girano storie poco rassicuranti riguardo questi locali.
Se accettate l’invito di questi poliglotti commerciali da marciapiede, nel migliore dei casi assisterete a uno squallido spettacolo di una ragazzina che si spoglia davanti ai vostri occhi incollati a una vetrina ma nel peggiore dei casi lo spettacolo vi costerà caro!
Gira voce che (e me lo hanno confermato alcuni amici che ci sono incappati), mimetizzati tra i sexy shop e gli spettacoli vietati ai minori di Pigalle, esistano molte trappole per turisti dove i malcapitati vengono letteralmente derubati.
Il modus operandi dei malfattori è semplice.
Dopo che un butta-dentro vi ha convinto a entrare nel locale per un prezzo modico, vi trovate immediatamente immersi nella penombra, circondati da un paio di belle ragazze che vi fanno le fusa chiedendovi da bere.
Voi, naturalmente offrite un drink alle ragazze.
Mentre due donne dai corpi statuari danzano lascivamente e si strusciano sul vostro corpo, voi assaporate tranquillamente un momento di piacere.
In realtà offrendo da bere a quelle ragazze seminude avete firmato l’inizio della vostra fine.
Accecati da fantasie erotiche e dalle sinuose forme delle pseudo-ballerine, vi rendete conto che i prezzi non sono esposti in nessun posto e che non vi siete informati sul costo delle consumazioni che avete offerto alle ragazze.
Colti da un’improvvisa angoscia vi recate immediatamente alla cassa per chiedere il conto e, dopo aver dato un’occhiata veloce al foglietto, il vostro dramma si consuma spietatamente.
Il gestore dello squallido locale vi ha fatturato 800€ per un paio di cocktail e una bottiglia di champagne che non avete neppure ordinato.
Spiegate all’imbroglione che si trova dietro al bancone che non possedete quella cifra e che la vostra carta di credito non vi consente di pagare simili somme.
A questo punto il farabutto chiama un suo collaboratore, un omaccione palestrato e poco rassicurante, che si presta di accompagnarvi alla banca più vicina per ritirare la somma necessaria a pagare il conto.
Se sarete in grado di negoziare con le canaglie che vi hanno teso questa trappola, ve ne uscirete con qualche centinaio di euro.
Se, invece, vi lascerete prendere dall’angoscia e dalla paura, pagherete l’intero importo e pagherete a caro prezzo un triste momento di solitudine.

Un altro trabocchetto che potreste incontrare a Pigalle, e nel resto della città, sono i falsi saloni di massaggio.
Inizialmente i cinesi che si stabilivano a Parigi aprivano un ristorante o un negozio di abbigliamento per guadagnarsi da vivere.
Adesso, forse per via della crisi in corso, gli immigrati dagli occhi a mandorla puntano sul filone dei saloni dei massaggi.
Tra le vie della ville lumière se ne vedono sempre di più:  ne ho individuati parecchi nella zona in cui abito (XI arrondissement) e molti di più nella zona in cui lavoro (IX arrondissement).
L’inganno consiste nell’attirarvi dentro il salone attraverso un’insegna mendace che pubblicizza massaggi cinesi, thailandesi, a quattro mani, rilassanti, californiani e chi più ne ha più ne metta.
Quando siete distesi sul lettino del salone, l’avvenente e sfrontata massaggiatrice vi presenta un servizio un pò più particolare di quello che vi aspettavate proponendovi un happy ending o come dicono qui in Francia una finition (ovvero un massaggio particolarmente intimo).
Se accetterete le avances della professionista del massaggio venuta dal Sol levante dovrete pagare profumatamente il servizio e, inoltre, potrete incappare in una delle tante incursioni della polizia.
Godetevi gli eccessi di Pigalle, se volete, ma tenete sempre gli occhi bene aperti.

Sex in the city

Sex in the city

Una mostra maliziosa, gratuita e istruttiva anima la Place de la Bastille fino al 4 dicembre.
Lasciatevi sedurre dall’esposizione Sex in the city organizzata dall’associazione Solidarité Sida che da anni lotta per la prevenzione dell’AIDS e delle malattie sessualmente trasmissibili.
Lo scopo della mostra creata nell’ambito del Festival Solidays è quello d’istruire soprattutto le giovani generazioni sulle corrette abitudini sessuali e sull’importanza dell’uso del preservativo.
Tutti i temi legati alla sfera del sesso vengono affrontati, dall’erotismo alla sensulalità, per invogliare i visitatori a vivere la loro vita sessuale senza taboo ma in modo sicuro.

Per fornire un’informazione completa e ludica al tempo stesso, la mostra si suddivide in tre diversi spazi.
Interamente dedicata al piacere, la prima sezione espositiva è composta da una vetrina di sex-toys e un letto appeso al muro che evoca notti di passione.
Il secondo padiglione illustra i rischi associati alla sessualità insistendo sull’importanza del sesso sicuro.
L’ultimo spazio della mostra permette ai visitatori di scambiare pareri e opinioni con medici, volontari e membri dell’associazione Solidarité Sida.
La mostra che è sconsigliata ai minori di 16 anni, vuole fare ridere, discutere  riflettere su un tema che ancora oggi non è affrontato adeguatamente.

“Sex in the city”
Dal 19 novembre al 4 dicembre
Place de la Bastille
75004 Paris

Tutti i pomeriggi dal mercoledì alla domenica

Il Pompidou si protegge!

Il Pompidou si protegge!

L’artista irlandese Bryan McCormack ha tappezzato il Centro Pompidou con 80 000 preservativi di tutti i colori.
Il famoso museo di arte contemporanea ospiterà fino al 5 dicembre questa installazione effimera e originale intitolata Les sons de ma vie. Preservation is life“.
L’effetto di questi colorati preservativi che decorano le pareti di vetro del Centro Pompidou è sconcertante e spettacolare al tempo stesso.
L’opera di McCormack è stata inaugurata martedì in occasione della cena di gala organizzata dalla fondazione Aides au Centre Pompidou nell’ambito della raccolta di fondi per la ricerca sull’AIDS.
I visitatori che utilizzeranno le scale mobili esterne per salire in cima al museo parigino si troveranno davanti tanti colorati condom che ricordano l’importanza del sesso sicuro.
Ogni piano del Centro Pompidou è stato decorato con un colore diverso, dal verde al blu cielo, e da un suono che richiama il battito del cuore di persone di età diverse (più si sale di piano e più avanza l’età del battito del cuore).
Al piano di colore rosa, il primo, l’artista fa ascoltare i velocissimi battiti del cuore di un feto nel ventre della madre.
Al piano successivo si ascolta il suono del cuore di un bambino di sette anni.
In cima, il suono di sottofondo che accompagna i visitatori è il battito del cuore dello stesso  McCormack.
L’artista ha spiegato che “Il preservativo è associato all’AIDS, al sesso, alla contraccezione e alla religione. Spesso non se ne parla o lo si considera un argomento taboo. Ho voluto che la gente guardasse al preservativo in maniera differente, con leggerezza, in modo neo-pop. Tutti conoscono il preservativo. Quando è isolato può simboleggiare tantissime cose ma se lo si riproduce decine di migliaia di volte, il pubblico perde i suoi riferimenti.”