Il respiro di Parigi

Uno scorcio di Notre Dame

Caotica, rumorosa e chiassosa, Parigi nasconde il suono del suo respiro all’orecchio distratto dei suoi abitanti.
Ma se ascolti attentamente puoi sentirlo, soprattutto la notte, quando attraversa la città addormentata.
Devi carpirlo tra i clacson indiavolati della baraonda metropolitana, le sirene delle ambulanze che avanzano a velocità spiegata, le urla eccitate dei turisti che procedono freneticamente tra marciapiedi affollati.
Il suono del traffico domina la città, possenti pneumatici divorano l’asfalto ritmando il loro passaggio attraverso le arterie stradali.
Le macchine delle aziende lavorano senza tregua, stampando, stirando, producendo, pressando e riempiendo l’atmosfera con il loro ronzio.
Suoni stridenti sibilano in lontananza, ogni angolo della città rimbomba di sirene impazzite che strillano il proprio terrore mescolandosi al pianto di neonati che gridano nel buio l’angoscia d’incomprensibili bisogni.
Gatti randagi s’inseguono furiosamente zigzagando tra i tetti.
L’assordante rumore di bottiglie di vetro riversate dentro a un camion si mescola al gracchiare dei corvi.
Telefoni cellulari vibrano al suono di melodie psichedeliche.
File di scooter scaldano impazientemente il motore aspettando il verde del semaforo.
Battelli stracolmi di turisti solcano le acque della Senna accompagnati dalla voce di guide poliglotte che decantano le bellezze artistiche della capitale francese.
Poi tutto si ferma.
Il traffico s’interrompe, le sirene si ammutoliscono,  gli allarmi si zittiscono per lasciare spazio alla quiete.
Gli autobus assopiti nel deposito aspettano il nuovo giorno per attraversare nuovamente la città e tornare a  riempirsi di passeggeri stressati.
Il silenzio invade ogni quartiere e, intervallato ai suoni della notte, puoi sentire il respiro di Parigi.

Assapora questo respiro prima che la luce della città lo soffochi inesorabilmente con il suo movimento perpetuo.

I Pierrots de la nuit

I Pierrots de la nuit

E’ sabato sera. Uscite dalla discoteca dopo aver bevuto qualche Mojito di troppo e iniziate a gridare a squarciagola tra le vie di Parigi per dare sfogo alla vostra euforia.
Mentre vi dimenate allegramente e urlate frasi strampalate di canzoni che vi passano per la testa sentite qualcuno che vi tocca la spalla.
Vi girate e vi trovate di fronte un clown triste, vestito da Pierrot, che vi fissa bonariamente e comincia a mimare azioni immaginarie.
No, quello che vi trovate davanti non è un sogno o un’allucinazione (sempre che non abbiate assunto sostanze stupefacenti o funghetti allucinogeni in discoteca) ma si tratta di uno dei cosiddetti Pierrot de la nuit.
Brigate d’intervento artistico notturno da qualche settimana si aggirano per le vie di Parigi con lo scopo di invitare il popolo della notte a non alzare troppo il volume e rispettare la città che riposa.
Il sindaco di Parigi Bertand Delanoë ha fatto appello a quest’originale idea, già adottata con successo in altre città europee come Vienna e Barcellona, per facilitare la serena coabitazione tra divertimento notturno e tranquillità dei residenti.
I Pierrots de la nuit errano tra quindici arrondissement (quelli più animati) della capitale francese, per invitare i festaioli scatenati a rispettare la gente che dorme e che lavora.
Lo scopo secondario di questi artisti di strada è anche quello di evitare le chiusure amministrative di pub e locali notturni a causa delle lamentele del vicinato.
Proponendosi in maniera ludica, artistica e gioiosa, gli allegri clown veicolano un importante messaggio pedagogico finalizzato al rispetto degli altri.
Una squadra di Pierrots si compone di un mediatore e due mimi che attraverso simpatiche scenette, slogans e una buona dose di humour mirano a sensibilizzare i nottambuli e i tiratardi della ville lumière.
Questi artisti vestiti di bianco utilizzano il silenzio per combattere l’inquinamento acustico.
I risultati ottenuti nelle altre città lasciano presagire che i simpatici interventi artistici dei Pierrots de la nuit otterranno un maggiore effetto persuasivo rispetto alle coercitive discese notturne della polizia.

I Pierrots de la nuit hanno un blog  e una pagina Facebook per informare i parigini sulle loro performances.

Il riposante giardino dell’Unesco

Il giardino della pace dell’Unesco

Moltissime nazioni hanno visitato la sede dell’Unesco, situata nel VII arrondissement di Parigi, e ciascuna ha lasciato la sua personalissima impronta.
Tra le opere offerte dai vari paesi è possibile ammirare una croce armena, installazioni eoliche provenienti dalla Grecia, realizzazioni murali di Picasso, lo spazio Miró e tanto altro ancora.
Il pezzo resta indiscutibilmente il giardino giapponese realizzato dall’architetto paesaggista Noguchi che nel concepirlo ha dato un tocco personale alla sua creazione.
Per gustare pienamente questo giardino bisogna attraversarlo nella sua totalità e scoprire le differenti sfaccettature e colori che cambiano seguendo il percorso del visitatore.

Potrete ammirare, su 1700 metri quadrati, una fontana centrale avente la forma di un ideogramma che significa “cuore puro”, una passerella fiorita ispirata al teatro giapponese kabuki, una lanterna che custodisce il fuoco protettore e purificatore, un ruscello e altri luoghi incantati.
L’armonia regna in questo spazio che é stato studiato con cura dal suo realizzatore per conferire una sensazione di pace.
Lo scultore e disegnatore nippo-americano, Isamu Noguchi, si é recato personalmente nell’isola giapponese di Shikoku per scegliere i materiali che avrebbe utilizzato per la composizione del giardino.
In seguito, 88 tonnellate di pietre sono state trasportate a Parigi dove tre giardinieri giapponesi le hanno disposte minuziosamente nello spazio antistante il palazzo dell’UNESCO.
Per terminare il jardin de la paix dell’UNESCO sono, infine, stati piantati alberi di bambou, camelie, aceri e ciliegi.

Sulla pietra piú alta della fontana, scelta per la bellezza della sua forma, è incisa la parola pace nei caratteri giapponesi: la parola è incisa al contrario in maniera tale che anche il suo riflesso sull’acqua sia leggibile.
L’angelo di Nagazaki, una scultura scampata all’esplosione della bomba atomica, veglia su questo luogo fatato.
Se lo stress parigino vi attanaglia e avete bisogno di un luogo tranquillo in cui ritrovare pace e tranquillitá, il giardino dell’Unesco vi aspetta!

7, Place du Fontenoy
75007 Paris
Metro : Cambronne o Ségur