Sophie Calle in mostra

Voir la mer

La famosa artista contemporanea Sophie Calle, autrice dell’emblematica cabina telefonica sul ponte Garigliano, ha da poco inaugurato presso la galleria Emmanuel Perrotin, nel Marais, la nuova esposizione personale intitolata Pour la dernière et pour la première fois.
Tra le collezioni di fotografie proposte dall’artista occupa un posto particolare la serie di 13 scatti intitolata La Dernière Image.
Una serie di fotografie, corredate da testi descrittivi, che rappresentano l’ultimo ricordo visivo di un gruppo di persone divenute cieche nel corso della loro vita.
La fusione dei racconti toccanti dei protagonisti di queste storie, che descrivono i  loro ultimi ricordi del mondo visibile, e le vivide fotografie realizzate da Sophie Calle crea un uragano di emozioni nel pubblico.
Un’altra perla preziosa di questa interessante mostra fotografica è la collezione Voir la mer: 14 cortometraggi nei quali l’artista documenta la reazione di alcuni turchi, dell’entroterra del Paese, che vedono per la prima volta il mare.

Pour la dernière et pour la première fois
Fino al 27 ottobre 2012
Galerie Perrotin
76 rue de Turenne
75003 Paris

La cabina telefonica di Sophie Calle

La cabina telefonica di Sophie Calle

“Mon nom est Sophie Calle
Vous êtes dans ma cabine téléphonique
Je suis seule à en connaître le numéro
Je le composerai régulièrement,
mais de manière aléatoire,
dans l’espoir d’avoir quelqu’un au bout du fil.” 

Queste parole sono incise sul fianco di una cabina telefonica situato sul Pont du Garigliano.
Sophie Calle, originale artista francese, ha avuto l’idea di realizzare quest’opera ispirandosi a una cabina telefonica piantata nel bel mezzo del deserto che attirava la curiosità di molti turisti.
Si tratta di un telefono a senso unico, ovvero capace di ricevere soltanto chiamate in entrata.
La sola persona in grado di poter chiamare questa postazione telefonica è proprio l’artista che, in ogni momento, può fare squillare il telefono aspettando che un passante incuriosito si decida a rispondere.
L’artista potrà, allora, intrattenere l’interlocutore sconosciuto con un racconto o semplicemente spiegare il senso di quella chiamata.
L’opera d’arte è il frutto della collaborazione dell’eccentrica fotografa e artista francese che trasforma il quotidiano in arte e Franck Gehry, architetto della cinemateca francese e del Museo Guggheneim di Bilbao che ha concepito la struttura metallica ispirata ai petali di un fiore.