Igiene parigina

Lavarsi le mani è importante

Lavarsi le mani è importante

Un recente sondaggio ha rivelato che per i francesi l’igiene non è una priorità essenziale.
Conoscevamo già l’antipatia dei nostri cugini verso il bidet, adesso apprendiamo che un francese su cinque non si lava tutti i giorni.
Il sondaggio realizzato dalla società BVA ha evidenziato dati inquietanti riguardo le cattive abitudini igieniche dei francesi:
– Il 20% dei francesi saltano la doccia quotidiana e si contentano di lavarsi un giorno su due
– Il 55% degli intervistati non si lava le mani sistematicamente dopo aver preso la metropolitana o i bus pubblici; 1 francese su 5 non si lava le mani prima dei pasti; il 12,5% dei francesi non si lava le mani prima di uscire dal bagno.
Lo studio Bagel, un delirante canale di video su Youtube, ha interpretato alla sua maniera i risultati di questo sondaggio.
Il risultato è una parodia esilarante che stigmatizza con grande ironia le cattive abitudini dei francesi.

Tempi duri per i roditori

Il negozio Aurouze

Se avete provato in vano tutti i veleni e tutte le trappole a vostra disposizione per sbarazzarvi dell’odioso problema di avere topi, ratti, scarafaggi o altri ospiti indesiderati in casa, Aurouze è l’indirizzo che fa per voi!
Il negozio offre il materiale necessario per lottare contro i roditori che invadono i vostri appartamenti: dalle classiche trappole a scatto alle tavolette di colla passando per vari tipi di veleni.
Aurouze ha aperto i battenti nel 1872, nel centralissimo quartiere delle Halles, in un’epoca in cui topi e roditori vari stavano letteralmente invadendo Parigi.
Il negozio si chiamava inizialmente La Volpe Bianca e il suo successo era legato all’astuzia e all’inventiva del suo proprietario Etienne Auroze capace d’ideare trappole d’ogni genere che chiamava con nomi poetici: polvere diabolica, colla del diavolo, trappola letale.
La vetrina del negozio non lascia indifferenti i passanti la cui attenzione è immediatamente catturata dai numerosi topi e ratti imbalsamati, rappresentati nel momento in cui  sono stati intrappolati.
Non è una casualità se nel cartone animato Ratatouille, il padre di Remy (il topolino protagonista), conduce il figlio davanti la vetrina del negozio per mostrargli quanto gli esseri umani possono esseri pericolosi.

Aurouze
8 Rue des Halles
75001 Paris

Il bidet …questo sconosciuto

bidet

Addio bidet

I parigini non godono di un’ottima reputazione in materia d’igiene.
Non voglio dire che sono un mucchio di zozzoni o che ogni parigino abbia uno sciame di mosche che gli ronza intorno ma, di certo, hanno una concezione diversa dell’igiene.
La prova lampante è il fatto che non facciano uso del bidet.
Nella maggior parte delle case e delle stanze d’hotel della capitale francese, infatti, non troverete questo accessorio onnipresente nei bagni italiani.
Quando inizialmente chiedevo ai miei amici francesi come si organizzassero per farne a meno, la risposta che ricevevo sistematicamente era “On prend une douche” e a me veniva da rispondere: “Ma quante docce vi fate al giorno?!?”

Il non-utilizzo del bidet è qualcosa di abbastanza paradossale poiché quest’utile accessorio è stato ideato, intorno al 1710, proprio da un francese, Marc Jacoud.
L’etimologia stessa del termine affonda chiaramente le sue radici nella lingua francese: il termine bidet deriva dal francese antico e si riferisce all’atto di montare a cavallo (si monta su un bidet un pó come si monta a cavallo).
Nonostante abbia trovato le sue origini in Francia, il bidet non ha riscosso successo nelle case dei parigini che lo hanno totalmente soppresso dai loro bagni.
Chi volesse provare a pulirsi adeguatamente dopo aver fatto i propri bisogni in un bagno parigino, dovrà districarsi, in un equilibrio instabile, tra cesso e lavandino. Bon courage!