La California dice no al foie gras

Legale e illegale

Gli Stati Uniti d’America sono un Paese dalle mille contraddizioni.
La legge americana stabilisce, per esempio, che bisogna avere compiuto 21 anni per acquistare dell’alcool.
Il secondo emendamento della stessa costituzione americana afferma che “essendo necessaria, per la sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben organizzata, non è violato il diritto del popolo di tenere e portare armi”.
Collezionisti, cacciatori, veterani di guerra e psicopatici possono acquistare una pistola o un fucile da tenere in casa.
I nostri amici a stelle e strisce, oltre ad esportare la democrazia, amano emanare leggi inverosimili che sistematicamente lasciano di stucco l’opinione pubblica mondiale.
L’ultima trovata, in ordine cronologico, proviene dal governo della California che ha vietato la produzione e la distribuzione di foie gras (fegato d’oca) nel suo territorio.
La produzione di questa prelibatezza francese comporta effettivamente orrende torture alle oche che vengono ingozzate (il cosiddetto gavage) di mangime, attraverso un tubo infilato in gola, per ottenere l’accumulo di grasso nel fegato.
Una pratica immorale e violenta, vietata in molti Paesi del mondo, che da molti anni fa dibattere gli ambientalisti riguardo la liceità di questo procedimento.
La decisione di vietare il foie gras in uno Stato come la California, dove vige ancora la pena di morte, risulta una decisione paradossale e contraria al libero mercato.
I ristoratori californiani che proporranno il fegato d’oca nei loro menù rischiano una multa di mille dollari.
I golosi estimatori californiani saranno costretti ad acquistare la prelibatezza francese di nascosto al mercato nero, come se acquistassero marijuana.
Il foie gras è soltanto l’ultima vittima delle obsolete leggi degli USA.
Nel Paese dello zio Sam  non possono essere importati nemmeno la maggior parte dei formaggi a pasta molle fabbricati a partire dal latte pastorizzato e persino il mitico ovetto Kinder non è il benvenuto (per via di una legge che impedisce di introdurre materiale non commestibile nei prodotti alimentari)!

Oregon vortex: un mistero insoluto

Oregon vortex: un mistero insoluto

Scrivendo il post precedente relativo alla leggenda che aleggia sulla cittadina di Bugarach sono venuto a conoscenza di uno strato fenomeno che si verifica nel sud dell’Oregon, a Gold Hill negli Stati Uniti, dove si trova un posto misterioso che alimenta le teorie più controverse e dove le leggi della fisica sembrano essere impazzite.
Il cosiddetto Oregon vortex è uno dei tanti misteri insoluti del pianeta che continua ad appassionare gli studiosi di effetti paranormali e gli amanti del mistero.
Il fenomeno avrebbe origine dalla presenza in quella zona di un vortice magnetico che gira attorno a un cumulo d’energia.
Il risultato della presenza di questo fenomeno sono strani effetti ottici, impressionanti cambiamenti di dimensione e l’assenza di gran parte delle leggi della fisica.
In molti hanno cercato invano di risolvere il segreto del campo elettromagnetico anti-gravitazionale che caratterizza questo luogo.
Durante l’epoca della febbre dell’oro, la compagnia Old Grey Eagle Mining decise di costruire un laboratorio d’analisi per studiare la qualità dell’oro estratto nelle vicinanze.
La compagnia si rese rapidamente conto delle anomalie che interessavano quella zona osservando il malfunzionamento delle bilance e l’assenza di segnali radio.
La piccola costruzione di legno, ribattezzata The house of mistery, esiste ancora ed è diventata metà di pellegrinaggio per curiosi e scienziati che vengono a realizzare esperimenti per testare il vortice.

Uno dei principali esperimenti effettuati per provare la sospensione delle leggi della fisica derivante dalla confluenza di diversi campi magnetici è quello del cambiamento di altezza: se due persone si pongono l’una di fronte all’altra, in piano e lungo un’asse nord–sud, ciascuna risulterà più bassa quando si troverà sul lato sinistro rispetto a quando sarà sul lato destro.
All’interno della casa del mistero si possono osservare fenomeni assurdi: se mettiamo una scopa sul pavimento in posizione verticale e la lasciamo, questa rimarrà diritta…senza cadere, se mettiamo un’asse di legno in posizione obliqua dentro la casa e vi poggiamo sopra una pallina, questa risalirà l’asse anziché scendere.
La leggenda racconta che i nativi americani della zona consideravano quel luogo come “terra proibita” e che i loro cavalli, così come altri animali, si rifiutassero di entrare.
Un geologo e ingegnere minerario di nome John Lister giunse nella zona nel 1920 e rimase talmente sorpreso dagli strani fenomeni che vide da restare in quel posto per il resto della sua vita per eseguire tutti gli esperimenti possibili.
Lister morì nel 1959 ma non si seppe mai nulla dei risultati dei suoi esperimenti poiché il geologo bruciò tutti i suoi documenti prima di morire lasciandoci questa dichiarazione: “l’umanità non è ancora pronta ad affrontare questo fenomeno.”

La Fiamma dell’Alma

La Fiamma dell’Alma

La fiamma della libertà è un monumento situato nell’VIII arrondissement di Parigi, poco lontano dal tristemente conosciuto ponte dell’Alma, dove nel 1997 perse la vita in un incidente stradale Lady Diana.
La fiamma rappresenta una riproduzione a grandezza reale della torcia in mano alla statua della libertà posta all’entrata del porto di New York.
Il monumento, misura 3,5 metri, e si compone di una scultura rappresentante una fiamma in rame dorata riposta su una base di marmo grigio e nero.
La scultura è stata offerta alla Francia dagli Stati Uniti nel 1989 come segno di ringraziamento per il restauro della statua della libertà.
L’operazione di restauro era stata realizzata tre anni prima da due ditte francesi: les Métalliers Champenois per il lavoro sul rame e les ateliers Gohard per la doratura della fiamma.
La fiamma rappresenta un simbolo dell’amicizia che unisce i due paesi come anche la stessa statua della libertá che è stata offerta agli Stati Uniti dalla Francia.
Il monumento doveva inizialmente essere installato sulla place des Etats Unis ma il sindaco di Parigi, allora Jacques Chirac, si oppose e scelse di piazzarlo all’incrocio tra l’avenue di New York e la place de l’Alma, dove si trova attualmente.
La fiamma è stata inaugurata il 10 maggio 1989 da Chirac e una targa commemorativa ne ricorda la storia:
“Donné aux français par des donateurs du monde entier en symbole de l’amitié franco-américaine. À l’occasion du centenaire de l’International Herald Tribune. Paris 1887-1987.”

Il monumento, che era stato dimenticato nel corso degli anni, ha attirato grande attenzione nel 1997 in seguito all’incidente stradale di cui è stata vittima Lady Diana nel sottopassaggio situato sotto al monumento.
La mattina del 31 agosto 1997, quando la morte di Lady D venne annunciata, la fiamma della libertà è stata rapidamente ricoperta da fiori e messaggi lasciati da anonimi ammiratori e turisti.
La fiamma della libertà è diventata rapidamente un altare dedicato alla memoria di Lady Diana e molti visitatori pensano che il monumento sia stata creato appositamente  per commemorare il ricordo della principessa inglese.
Bisogna riconoscere che il simbolo della fiamma richiama la canzone Candle in the Wind che Elton John ha dedicato a Lady D.

Place de l’Alma
75008 Paris
Metro: Alma (linea 9)

Breakfast in America: colazione all’americana

Breakfast in America – Un diner a Parigi

Se avete voglia di cibo americano a Parigi, Breakfast in America è il luogo ideale per voi.
Il locale, che prende il nome da una canzone dei Supertramp, è piccolino ma arredato con uno stile particolarissimo: divanetti rossi, tostapane sparsi dappertutto, camerieri anglofoni e una caffettiera sempre piena di caffè americano sono gli elementi essenziali che sapranno farvi sentire in un vero e proprio Diner degli States.
BIA (abbreviazione del nome del locale) vanta un successo unico e, soprattutto il week end, dovrete affrontare una piccola coda per poter accedere al locale.
I frequentatori del locale sono prevalentemente americani che abitano a Parigi o semplicemente in visita, e studenti che vengono ad assaggiare la colazione all’americana.
BIA non propone soltanto squisite colazioni a stelle e strisce a base di pancakes, uova e bacon: l’americanissimo ristorante prepara vari tipi di hamburgers, chili con carne, burritos, cheesecakes, bagels, toasts, omelettes, milkshakes e tanto altro ancora per soddisfare la vostra voglia di gastronomia dello zio Sam.

Il locale è l’opera di un ragazzo del Connecticut innamorato di Parigi ma frustrato di non poter ritrovare, nella ville lumière, i sapori americani.
Trovati dei soci motivati dalla stessa volontà d’impiantare un angolo d’America a Parigi, BIA apre i battenti per la prima volta nel 2003 al 17 rue des Écoles, nel V arrondissement, e in seguito a un successo travolgente il secondo locale apre le sue porte nel 2006 nel Marais.
Si tratta di un locale simpatico e conviviale, frequentato da una clientela multietnica e poliglotta, unico a Parigi per il suo “american style”.
In settimana, avrete la possibilità di scegliere tra due menù: il menù étudiant a 7.95 € e un menù a 9.95 € (hamburger + bibita). La domenica viene proposto un brunch a 15.95 €.
Personalmente vi raccomando di fare una capatina a BIA per assaggiare la colazione americana; se non sapete cosa prendere, provate il Triple Play (3 uova + 3 bacon + 3 pancakes). Have a nice breakfast or meal at BIA!

Breakfast in America (BIA 1)
17, rue des Ecoles 75005 Paris
Métro: Cardinal Le Moine o Jussieu

Breakfast in America (BIA 2)
4, rue Malher 75004 Paris
Metro: St Paul

Aperto tutti i giorni dalle 8h30 alle 23h
Dal lunedì al sabato: colazione servita durante tutta la giornata
Domenica: Menu brunch dalle 8h30 alle 23h, pranzo e cena dalle 16h alle 23h