Carla Bruni e la statua della discordia

Carla Bruni e la statua della discordia

Da qualche settimana a questa parte un’iniziativa insolita e inaspettata fa discutere gli abitanti di Nogent sur Marne, un piccolo paesino a sud-est di Parigi.
Jacques Martin, sindaco della cittadina francese e militante del partito UMP (il partito di Sarkozy), ha deciso di erigere una statua in onore delle cosiddette plumassières , le operaie, prevalentemente italiane, che lavoravano nelle fabbriche di piume di Nogent agli inizi del 1900.
La statua di bronzo, alta due metri, occuperà una piazzetta all’ingresso del quartiere della petite Italie (piccola Italia) e sarà realizzata dalla scultrice Elisabeth Cibot.

Presentata in questo modo la notizia non desta scalpore, ma sembra piuttosto un gesto lodevole nei confronti delle nostre connazionali che emigrarono in Francia per guadagnarsi onestamente da vivere.
La notizia assume tinte grottesche se aggiungiamo un dettaglio essenziale: la statua avrà l’immagine di Carla Bruni Sarkozy.
Le reazioni di politici, stampa e semplici cittadini non si sono fatte attendere esprimendo  l’incredulità e talvolta lo sdegno di fronte a questa iniziativa assurda.
La scelta dell’effige di Carla Bruni per rappresentare la classe operaia italiana risulta a dir poco azzardata e ha scatenato un’accesa polemica tra i cittadini di Nogent.
Personalmente non penso che le operaie italiane del passato e del presente siano orgogliose di essere rappresentate dal volto della première dame di Francia poiché la Bruni appartiene a un universo completamente diverso dalla classe operaia.
Rappresentare il sudore e i sacrifici della classe operaia italiana con il volto di una donna che naviga nel lusso e nella ricchezza non è un’idea particolarmente apprezzata come testimoniano le tante reazioni contrarie alla realizzazione della statua.
Il progetto iniziale dell’opera, che costerà circa 80 mila euro, è stato modificato in seguito alle proteste dei cittadini e dell’opinione pubblica: la statua non sarà più collocata in una piazza ma nello spiazzo antistante a una proprietà privata e il comune di Nogent ha rinuciato al finanziamento di una parte delle spese che saranno interamente pagate dallo sponsor Cogedim.

Il caso ha voluto che quest’omaggio alla moglie di Nicolas Sarkozy coincida con il periodo elettorale e con la campagna presidenziale che chiamerà i francesi alle urne tra pochi giorni per una scelta fondamentale per la democrazia francese.
L’iniziativa ruffiana e irriverente del sindaco di Nogent si rivela ancora più fastidiosa se si pensa alle recenti dichiarazioni della Bruni che aveva affermato di “essere felice di non essere più italiana.”
L’ex-modella e cantante aveva azzardato questa sua esternazione per esprimere il suo disgusto nei confronti dell’infelice sortita dell’ex premier Silvio Berlusconi che aveva definito il presidente Barack Obama come “abbronzato”.
La reazione sdegnata della Bruni nei confronti di una delle tante figuracce internazionali di Berlusconi ci sta tutta.
Rinnegare la sua italianità, invece, è una pesante caduta di stile.
Il sentimento d’italianità di Carla Bruni si è rivelato molto instabile e altalenante nel corso del tempo.
Nel 2006 ha sfoggiato orgogliosa il suo essere italiana in occasione della cerimonia di apertura dei giochi olimpici invernali di Torino, sventolando il tricolore e cantando l’inno di Mameli.
Qualche anno dopo ha snobbato la sua italianità dichiarando apertamente di preferire la nazionalità francese.
Tralasciando tali considerazioni legate alla crisi d’identità e di nazionalità della première dame, bisogna pur considerare che la Bruni non ha mai svolto un lavoro usurante o che richieda un particolare sforzo fisico tale da poterla paragonare a un’operaia.
L’artista incaricata della realizzazione dell’opera ha già cominciato a scolpire la statua che presto sarà collocata tra le vie di Nogent.
Ogni cittadino del comune francese potrà vedere ciò che vuole in quel volto scolpito: alcuni penseranno alle operaie italiane che cucivano piume negli abiti e nei cappelli, altri vi rivedranno un simbolo di arrivismo e di disuguaglianza sociale.

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Bang Pa-In e Ayutthaya

Il palazzo reale di Bang Pa-In

Lunedì 27 giugno. Oggi ci aspetta un’interessante escursione che include il Palazzo Reale di Bang Pa-In, la visita delle rovine di Ayutthaya e il ritorno a Bangkok in crociera sul fiume Chao Praya.
Il minibus viene a prenderci puntuale in hotel alle 7:00 e, dopo aver recuperato altri viaggiatori in vari hotel di Bangkok, intraprende il tragitto verso la prima tappa dell’escursione.
La nostra guida, Paul, parla un perfetto inglese e ci fornisce preziose informazioni intervallate da spiritose battute che allietano il viaggio.
Situato a 20 km di distanza da Ayutthaya, Bang Pa-In è un affascinante insieme di palazzi, pagode e padiglioni che fu utilizzato dai re thailandesi come residenza estiva.
Quando Bangkok divenne la nuova capitale della Thailandia nel 1782, Bang Pa-in rimase abbandonata per circa 80 anni.
Il palazzo fu restaurato nel XIX secolo dai re Rama IV e Rama V che fecero costruire una residenza con edifici in stile thai, cinese ed europeo.
Tra le più belle realizzazioni di questo periodo occupa un posto importante il Phra Thinang Wehart Chamrun, un palazzo in stile cinese interamente realizzato con materiali provenienti dalla Cina.
Situato in mezzo al lago e dotato di grande bellezza, il padiglione in stile thailandese Aïsawan Thipha-At è considerato una delle più belle rappresentazioni d’arte thai.
Il complesso di Bang Pa-in stupisce i visitatori per la diversità e l’etrogeneità degli stili presenti.
L’eclettismo architettonico che caratterizza il regno di Rama V fa convivere nello stesso spazio una cappella buddista in stile neogotico, un palazzo in stile italiano e una torre d’osservazione (Ho Withun Thasana) in mezzo a un bacino acquatico.

E’ possibile visitare il complesso di Bang Pa-in a piedi o utilizzando le piccole vetture disponibili all’ingresso.
Numerose statue, monumenti votivi, alberi rigogliosi e cespugli decorati con forme di animali rendono la visita piacevole.
Apprezziamo particolarmente la passeggiata lungo i viali alberati di questa Versailles thailandese e ci divertiamo a scoprire i particolari nascosti un pò dappertutto.

Ayutthaya

Riprendiamo il minibus e ripartiamo in direzione di Ayutthaya, l’antica capitale del Siam.
Fondata nel 1350 dal re Rama I lungo il fiume Chao Praya, Ayutthaya fu distrutta nel 1767 dai Birmani.
Ayutthaya è situata su una grande isola sul punto di confluenza di tre fiumi (Chao Praya, Lopburi e Pa sak); questa posizione strategica le ha permesso di sviluppare il  commercio internazionale e le ha valso il soprannome di Venezia d’Oriente.
Seconda capitale del Siam dopo Sukhotai, ha ospitato 33 re, diverse dinastie mantenendo il suo ruolo di capitale per più di quattro secoli.
Oggi città turistica, Ayutthaya offre ai suoi visitatori splendide rovine che danno un’idea dello splendore d’un tempo e dei numerosi tempi che abbellivano la città.

Il famoso buddha scolpito tra le radici

Il parco archeologico di Ayutthaya, nominato patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1991, comprende rovine di templi, monasteri e reliquari di vario tipo.
Visitiamo il Wat Mana That, uno dei templi più famosi della città dove è possibile ammirare numerose statue di buddha, resti di templi e la famosa testa di Buddha scolpita tra le radici di un albero.
Dopo aver visitato altri tre templi, ci imbarchiamo su una comoda nave che ci riporterà a Bangkok.
Il buffet servito a bordo è di ottima qualità e la crociera si rivela un ottimo mezzo per scoprire suggestivi scorci di Bangkok.
La vista panoramica sulla città ci permette di notare maggiormente il contrasto tra i grattacieli e le misere palafitte che si sviluppano lungo il Chao Praya.

Crociera sul Chao Praya

Le cere di Grevin a Parigi, viaggio nell’arte e nella fantasia

Parigi, capitale dell’amore, dell’arte e della fantasia.
Che la bellissima città francese sia anche la capitale dei musei non è una novità (lo stesso agglomerato urbanistico è un gigantesco museo a cielo aperto), quello che forse non tutti sanno è che ve ne sono alcuni assai curiosi: come il Museo delle Cere. Si trova in boulevard Montmartre e vale la pena di essere visitato perché può regalare momenti di gran divertimento.

I più pensano che il museo delle cere di Londra sia molto più affascinante, ma molti non la pensano così. Dunque se vi rimane un po’ di tempo tra un Louvre e una Torre Eiffel, fateci un salto, vi farete delle gran risate e soprattutto rimarrete sorpresi dalle riproduzioni in cera di decine di personaggi famosi, come Napoleone Bonaparte, i tre moschettieri, attori, cantanti e atleti contemporanei (Stanlio e Olio, Brigitte Bardot, Naomi Campbell, Monica Bellucci e persino Roberto Benigni. All’interno del museo vi è anche una sala degli specchi, che farà impazzire anche i bambini.

Certo se trascorrerete soltanto qualche giorno a Parigi sarete presi da ben altro, ma se ad esempio vi fermate un po’ di più, vale la pena farci un salto. Per esempio se vi trovate in Francia per le vacanze studio, se partite per poter fare dei corsi di francese a Parigi e soggiornate in città per qualche settimana, il museo delle Cere sarà tappa obbligata per chi vorrà trascorrere una mezza giornata tra opere d’arte non necessariamente impegnative. Vi sorprenderete a scoprire però anche momenti della storia francese e non: partiamo dal palazzo che lo ospita, mix di stile Luigi XIV e rococò veneziano, all’interno del quale troverete anche personaggi come Giovanna d’Arco, Luigi XVI alla Bastiglia, l’assassinio di Marat, la caduta del muro di Berlino o il primo uomo sulla luna. All’interno del museo poi vi è anche un percorso che rivela tutti i segreti per la realizzazione delle sculture di cera.

Il museo di Grevin può, insomma, essere una tappa interessante dei vostri soggiorni di studio e può risultare più utile di quanto pensiate durante il vostro soggiorno per corsi francese Parigi. La città poi è una fonte inesauribile di tesori nascosti, ma questo lo sapete già….

Gli schiavi morenti di Dausmenil

Gli schiavi morenti di Dausmenil

Questo palazzo è dotato di una splendida decorazione formata da 12 statue (5 sull’avenue Dausmenil e 2 sulla rue Rambouillet) realizzate dall’architetto spagnolo Manuel Nuñez-Yanowski.
Yanowski si è ispirato all’opera originale di Michelangelo intitolata Lo schiavo morente realizzata tra il 1513 e il 1515 e conservata al Louvre.
Se vi trovate a passare nei dintorni del quartiere Dausmenil, alzate gli occhi al cielo o rischierete di perdervi un vero spettacolo.

78 avenue Dausmenil e 23 rue Rambouillet
75012 Paris

La statua equestre di Giovanna d’Arco

La statua equestre di Giovanna d'Arco

La statua equestre di Giovanna d’Arco, eretta sulla place des Pyramides nel 1874, risale agli inizi della terza repubblica.
L’opera doveva contribuire alla ripresa di fiducia del popolo francese dopo l’umiliante sconfitta del 1870.
Realizzata dallo scultore Fremiet, l’opera sarà collocata nel luogo in cui l’eroina nazionale era stata ferita durante il tentativo infruttuoso di entrare a Parigi.
La statua, divenuta simbolo della riconquista nazionale fino alla Prima Guerra Mondiale, rappresenterà un luogo di pellegrinaggio per i partiti reali e tradizionalisti soprattutto in seguito alla canonizzazione di Giovanna nel 1920.
Fremier, scultore che prediligeva il mondo animale, affermerà di non essere soddisfatto della sua opera sostenendo che la statua rappresentante il cavallo non fosse all’altezza della cavaliera.
L’artista riprodurrà la stessa statua, riducendo le dimensioni del cavallo e aggiungendo svariate decorazioni, per la città di Nancy.
Il cavallo della statua parigina sarà sostituito con una copia, avente la taglia di quello di Nancy, dieci anni più tardi.

Giovanna d’arco rappresenta senza dubbio una delle figure più emblematiche della storia francese.
Soprannominata la Pucelle d’Orléans o più semplicemente la Pucelle è divenuta, dopo la morte, una Santa della chiesa cattolica.
Agli inizi del XV secolo Giovanna guida vittoriosamente le truppe francesi contro le armate inglesi, togliendo l’assedio dalla cittá d’Orléans, conducendo il delfino Charles a Reims per la consacrazione e contribuendo in maniera decisiva a cambiare il corso della guerra dei cent’anni.
Catturata dai Borgognoni a Compiègne, viene venduta agli inglesi da Jean de Luxembourg per la somma di diecimila sterline e sarà condannata la rogo, nel 1431, dopo aver subito un processo per eresia.
Dopo la morte, papa Callisto VI annulla il processo che l’aveva decretata eretica e con un secondo processo la innalza al rango di martire.
Giovanna d’Arco viene beatificata nel 1909 e canonizzata nel 1920.
E’ una delle Sante patrone della Francia.

Place des Pyramides
75001 Paris
Metro: Pyramides

La ragazza dell’Istituto Ungherese

La ragazza che aspetta davanti l’Istituto Ungherese

Questa curiosa statua vi da il benvenuto all’Istituto Ungherese situato nella rue Bonaparte nel VI arrondissement.
Una graziosa fanciulla seduta su una panchina dorata sembra aspettare qualcuno e, a causa della lunga attesa, appare alquanto annoiata.
Scambiareste due parole con lei per farle tornare il sorriso?

92 rue Bonaparte
75006 Paris
Metro: Saint Sulpice

La ragazza che aspetta davanti l’Istituto Ungherese

La Fontana Molière

La Fontana Molière

Questa fontana che rappresenta un omaggio della città di Parigi al grande commediografo francese Molière, è stata costruita nel 1844 sotto la direzione dell’architetto Louis Tullius Joachim Visconti (che ha anche realizzato la fontana di Place Saint Sulpice).
La statua principale, realizzata in bronzo dallo scultore Bernard Gabriel Seure, troneggia sul complesso statuario e rappresenta Molière seduto.
Due figure femminili di marmo, la Commedia seria e la Commedia leggera, sono poste di fianco alla statua principale del commediografo e ciascuna di esse tiene una pergamena dove sono scritte le opere principali di Molière.
Il complesso statuario è contornato da una nicchia circondata da quattro colonne corinzie che sostengono un frontone circolare.

Nella parte superiore della nicchia, l’iscrizione M DCCC XLIV ricorda la data della consacrazione del monumento.
Nella parte inferiore della fontana varie maschere e teste di leoni fanno sgorgare acqua che confluisce in una vasca semicircolare.
La fontana può essere apprezzata maggiormente dall’incrocio tra la rue Traversière e la rue Richelieu.
L’intero monumento misura 16 metri di altezza e 6,5 di larghezza e poggia su un piedistallo marmoreo che porta quest’iscrizione:

A Molière, né le 15 janvier MDCXX, mort le 17 février MDCLXXIII. – Souscription nationale.

Angolo della rue Molière e la rue Richelieu
75002 Paris
Metro: Palais Royale (linea 1e 7)