Nojnoma : il volto di Parigi

nojnoma

Nojnoma

Se abitate a Parigi o vi venite spesso in vacanza, avrete sicuramente incrociato il volto di Nojnoma tra le strade della ville lumière.
Dal 2001 il suo viso sorridente, in bianco e nero,  tapezza in maniera massiccia il tessuto urbano della capitale francese.
Da tempo i parigini si chiedevano chi fosse questo personaggio e la ragione della sua onnipresenza.
Una recente intervista realizzata dalla rivista Les Inrocks ha permesso di scoprire i retroscena di un’ iniziativa originale e insolita.
A metà strada tra il graffitaro e l’uomo politico, Nojnoma fonda la sua arte sullo slogan “è la promozione che fa l’artista” e, suscitando la curiosità nel pubblico, vuole sviluppare tematiche importanti come la definizione dell’arte, l’immagine e la sua interpretazione,  il posto dell’artista nella città e la promozione della sua attività.
L’artista francese,  nato nel 1982, ha sviluppato  la sua forza creativa disseminando migliaia di poster  sui muri di Parigi per lasciare un segno del suo passaggio: ogni immagine affissa rappresenta  una traccia che lo rappresenta e lo promuove per un tempo limitato.

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Rosa Park: il più grande graffito parigino

rosa parks mur paris

Rosa Parks: viva la street art

Il muro che costeggia i binari della futura stazione dell’RER Rosa Parks, nel XIX arrondissement,  è stato trasformato in una gigantesca opera d’arte a cielo aperto grazie alla collaborazione di cinque giovani street-artist.
Bastardilla, Tatyana Fazlizade, Kashink, Katjastrophe e Zepha  hanno decorato i 400 metri del muro situato in rue d’Aubervilliers con originali raffigurazioni e colorati disegni che inneggiano alla libertà e alla solidarietà.
Il progetto Rosa Parks fait le mur ha dato vita al più grande graffito parigino che sarà visibile fino a giugno al fine di creare uno spazio di discussione, creazione e partecipazione.
I variopinti disegni sublimano l’originalità della street art che con la sua presenza insolita e inaspettata interpella i passanti sul valore dello spazio urbano.
La street art si appropria dello spazio pubblico per rivisitarlo, rivalorizzarlo e sottolineare che appartiene a tutti proprio come Rosa Parks, nel dicembre 1955, occupò un posto in un autobus riservato ai passegeri bianchi per denunciare il razzismo delle leggi americane.
Il suo gesto di ribellione, supportato dall’intervento di Martin Luther King, segnò la fine delle leggi di segregazione razziale.

Marylin Monroe incanta la rue Saint Honoré

Miss: Bubble: Marylin Monroe incanta la rue Saint Honoré

Miss: Bubble: Marylin Monroe incanta la rue Saint Honoré

L’arte contemporanea ha assunto il volto della divina Marylin Monroe per incantare la centralissima rue Saint Honoré, nel 1° arrondissement di Parigi.
Un’opera monumentale, intitolata Miss Bubble, è stata recentemente installata al numero 384 della rue Saint Honoré per coprire il cantiere edile del palazzo che ospita lo showroom John Galliano.
In collaborazione con la profumeria Marionnaud e la Maison des Artistes, l’artista Chloé ha realizzato un mosaico monumentale, formato da oltre tremila volti di donne, che raffigura il volto enigmatico di Marylin.
Miss Bubble occupa una superficie di circa 100 m² e rappresenta la concezione molteplice della bellezza femminile: le donne presenti nel gigantesco mosaico sono tutte diverse tra loro per razza, colore, religione, età e cultura ma i loro volti si fondono armoniosamente per creare una nuova forma di bellezza.
Il volto di Marylin Monroe, icona di bellezza universale, non è stato scelto casualmente e la tecnica del mosaico/collage rafforza l’idea della diversità che sposa l’unicità, di tanti messaggi unici e irripetibili che si nascondono dietro a un messaggio globale.

Tour Paris 13: il regno della street art

Tour Paris 13: il regno della street art

Tour Paris 13: il regno della street art

La mostra temporanea Tour Paris 13 è stato uno degli eventi parigini che ha riscosso il maggior successo nel 2013.
Più di 25.000 persone hanno affrontato file interminabili per accedere a questo tempio effimero dedicato alla street art, situato nel XIII arrondissement, di fronte alla Senna e al ministero delle Finanze.
L’esposizione, organizzata dalla galleria Itinerrance all’interno di un palazzo destinato alla demolizione, ha visto la partecipazione di 80 artisti provenienti da tutto il mondo che hanno esposto le loro creazioni in uno spazio di 4500 m² distribuito su 10 piani e 36 appartamenti.
L’elemento che ha reso questa mostra unica e che ha determinato un incredibile afflusso di visitatori è stato il carattere effimero della mostra.
La consapevolezza dell’imminente distruzione del palazzo e dei suoi graffiti ha motivato migliaia di parigini desiderosi di partecipare a un evento insolito e originale.
La Tour Paris 13, vittima del suo successo, è stata presa d’assalto da tantissimi curiosi e appassionati d’arte che ogni mattina, schierati in simmetrica fila indiana, hanno pazientato per ore interminabili davanti all’edificio rosso fuoco della rue Fulton.
Nel rispetto delle misure di sicurezza vigenti, l’accesso al palazzo era limitato a 49 persone contemporaneamente.
Questa restrizione unita alla grande affluenza di pubblico e alla gratuità dell’evento ha determinato file mostruose: i visitatori hanno dovuto attendere mediamente dalle 5 alle 7 ore di fila!

Ho visitato la Tour Paris 13 il 31 ottobre scorso, ovvero l’ultimo giorno disponibile per vedere la mostra.
Se interessati, potete vedere le foto che ho scattato e i video che ho girato visitando rispettivamente la pagina Facebook e il canale Youtube del blog.
Mi sono presentato sotto il palazzo decorato da un enorme graffito tribale su sfondo rosso, intorno le 9h30 del mattino.
Ho messo piede all’interno della Tour Paris 13 alle 16h30.
Sette estenuanti ore di attesa hanno messo a dura prova la mia pazienza e svariate volte ho avuto la tentazione di abbandonare la fila e rientrare a casa.
La voglia di prendere parte a un evento effimero e di poter dire “io c’ero” è stata più forte.
La fila infinita ha rappresentato un’esperienza psicologica e umana che ha testato la pazienza di migliaia di parigini, allineati disciplinatamente, per aspettare il fatidico momento dell’accesso al palazzo.

La mostra, coloratissima e fantasiosa, era semplicemente stupenda.
Artisti come C215, Katre, El Seed, Rapto, Pantonio, Lek & Sowat, Guy Denning, HOPNN, Marko 93, Stew e tanti altri sono stati capaci di convertire un palazzo semi-abbandonato in un gigantesco museo effimero che ha accolto la più grande esposizione di street art del mondo.
Gli artisti hanno dato sfogo a tutta la loro creatività e ogni appartamento della Tour 13 si è trasformato in un pianeta del loro universo onirico e allucinato: un vero e proprio festival dell’arte urbana impreziosito da tecniche artistiche finemente utilizzate (collage 3D, spray, pixacao, light painting), stanze segrete, passaggi inattesi e una riproduzione in stile puntinista dell’affresco della cappella Sistina.
Nonostante varie petizioni e richieste al municipio, la mostra sarà distrutta tra poco tempo insieme al palazzo che l’ha ospitata.
Le creazioni artistiche della Tour Paris 13 sono ancora visibili sul sito dedicato all’esposizione che dal 1 novembre (data di chiusura della mostra) è simbolicamente disponibile nella versione in bianco e nero.
Se non è stato possibile salvare l’esposizione reale dalla sua fine imminente è, invece, realizzabile il progetto di conservare l’esposizione vitrtuale.
Per salvare virtualemente i graffiti della Tour Paris 13, i visitatori del sito dovranno cliccare, prima dell’11 novembre, uno dei 500.000 pixel della mostra online.
Il pixel cliccato si colorerà come per magia e quando la percentuale di salvataggio avrà raggiunto il 100%, l’opera avrà la certezza di continuare a esistere almeno sul web.

Il codice della strada di Clet

Il codice della strada di Clet

Il codice della strada di Clet

Clet Abraham è un’artista eclettico che alterna scultura e pittura con grande maestria.
Completati gli studi alle Belle Arti di Rennes, Clet abbandona la Francia nel 1990 per lavorare come restauratore di mobili antichi a Roma.
Dal 2005 l’artista ha stabilito il suo atelier a Firenze e ha raggiunto una discreta notorietà che lo ha portato a esibire le sue opere in varie gallerie d’arte.
Clet è conosciuto soprattutto per le sue opere di street art, creazioni d’arte urbana che decorano magicamente la segnaletica stradale.
Se abitate a Parigi, vi sarà sicuramente capitato di vedere i cartelli di divieto trasformati in simpatiche vignette che rappresentano un omino nero intento nel compiere svariate azioni.
L’originale artista sottolinea che le sue opere non sono atti di vandalismo e che non rovinano la leggibilità dei cartelli.
Utilizzando la derisione e l’umorismo come armi di battaglia, Clet vuole invitare il pubblico a dare una lettura diversa del paesaggio urbano.
La cartellonistica stradale della capitale francese rappresenta la fonte primaria d’ispirazione per questo creatore visionario che riesce a dare una seconda vita ai segnali di obbligo, divieto o pericolo.
In sella alla sua bicicletta, Clet percorre le strade di Parigi personalizzando con il suo tocco artistico scialbi cartelli che regolano il traffico parigino.
Partendo dal principio che la segnaletica stradale è diventata asfissiante nelle grandi città, Clet vuole rivalutarne la sua presenza urbana con la sua fantasia senza limiti.

Parigi e Pacman

I fantasmini a Parigi

Il famoso personaggio del videogioco degli anni 80 ha da sempre avuto uno stretto legame con Parigi.
Il simpatico testone giallo campeggia tra i boulevards e le avenue di Parigi insieme ai suoi nemici fantasmini e occupa un posto essenziale nel panorama della street art parigina.

Pacman a Parigi

Talvolta, poi, il mitico mangia-fantasmini può trovarsi sotto i vostri piedi mentre attraversate un passaggio pedonale.

Pacman mangia il passaggio pedonale

Nel 2005 si era diffusa una tendenza virale che consisteva nell’incollare un piccolo adesivo di Pacman in qualunque posto fossero presenti simboli associabili alle pilloline del videogioco (come per esempio le tabelle delle linee della metro).

Pacman a Parigi

La magica metamorfosi della rue Goscinny

I colorati paletti di Cyklop

Qualche tempo fa vi avevo parlato sia della rue Goscinny, ridente via parigina situata nel XIII arrondissement, sia di Cyklop, artista urbano specializzato nella decorazione dei paletti anti-parcheggio.
L’incontro tra il creativo artista e la via dedicata al famoso fumettista francese (conosciuto soprattutto per Asterix) ha dato origine a una colorata serie di paletti animati.
Cyklop ha coinvolto nel suo fantasioso progetto un gruppo di bambini del XIII arrondissement aiutandoli a trasformare i grigi paletti della via Goscinny negli eroi preferiti.
Dopo aver scelto un personaggio dei cartoni animati, i bambini hanno lavorato, per circa una settimana, alla realizzazione dei disegni, la decorazione e la scelta dei colori da applicare ai paletti.
L’unico criterio da rispettare rigorosamente per la creazione dei personaggi è stata la presenza di un occhio solo, caratteristica essenziale delle creazioni dello street artist parigino.
Ogni bambino ha creato una miniatura del suo personaggio preferito e la ha consegnata a Cyclop. L’artista ha utilizzato le sue fedeli bombolette spray per dipingere i paletti attribuendogli le sembianze dei simpatici eroi dei bambini.
Potete ammirare lo spettacolare risultato di questa sapiente collaborazione recandovi nella rue Goscinny: Batman, Spongebob, Asterix, i Simpson, quasi tutti gli eroi della fantasia animata hanno il loro equivalente ciclopico!

La magica metamorfosi della rue Goscinny