Il barbiere sanguinario della rue Chanoinesse

Il barbiere sanguinario

L’Ile de la Cité custodisce una leggenda talmente incredibile e inverosimile che ha ispirato numerosi scrittori e il regista Tim Burton per il film Sweeney Todd.
La leggenda racconta che, nel XVI secolo, alcuni studenti che alloggiavano presso il convento di Notre-Dame iniziarono a scomparire uno dopo l’altro.
Il cane di uno degli studenti scomparsi vegliò e pianse, tutta la notte successiva alla scomparsa del suo padrone, davanti la porta del barbiere vicino.
Gli abitanti del quartiere, insospettiti, scoprirono il mistero: il barbiere sgozzava i giovani clienti e depositava i corpi in una cantina comunicante con il macellaio.
Quest’ultimo, secondo la leggenda, dopo aver tritato, speziato e lavorato la carne l’avrebbe venduta ai propri clienti.
I due complici sarebbero stati bruciati vivi e le loro case rase al suolo.

18-20 rue Chanoinesse
75004 Paris
Metro: Cité

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Il mangia-lamette della rue de la Huchette

Il mangia-lamette della rue de la Huchette

Da quando abito a Parigi ho visto gente di tutti i tipi: gente che parla da sola, schizofrenici, pazzi di ogni sorta (da chi si crede Napoleone a chi parla ai suoi molteplici amici immaginari), gente ricoperta di piercing e/o tatuaggi, nani, elfi, hobbit, mostri, mutanti ma il personaggio di cui vi voglio parlare in questo post occupa un posto a parte nel campionario umano parigino.
Si tratta del mangia-lamette della rue de la Huchette.
L’anziano artista dell’assurdo suole esibirsi quotidianamente lungo la rue de la Huchette, una delle vie più frequentate dai turisti, proponendo uno spettacolo che lascia il pubblico senza fiato: l’arzillo vecchietto è specializzato nell’ingoiare una quantità considerevole di lame di rasoio.
Il primo gesto che il mangia-lamette compie per dimostrare ai presenti che quelle che ingurgiterà sono veramente delle taglienti lame, solitamente utilizzate per rasarsi, è quello di utilizzarle per tagliare dei fogli di carta in tanti piccoli pezzi.
Assodato il fatto che si tratta di lame di rasoio, l’artista pazzoide inizia a introdurre le lame una dopo l’altra in bocca e si esibisce in varie prove al limite dell’assurdo come farle ruotare con la lingua o, ancora, ingoiarle facendole sparire completamente dalla sua bocca per poi farle magicamente riapparire.
Per terminare il suo numero in bellezza e per “sciacquarsi” la bocca che ha dovuto subire un simile tormento, il vecchietto accende una serie di fiammiferi e uno dopo l’altro se li spegne sulla lingua.