Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Da quando ho messo online il sito Italiani a Parigi e questo blog ho ricevuto tantissime email riguardo la possibilità di trovare un lavoro a Parigi.
Trovare lavoro rappresenta uno dei tasselli fondamentali che permettono, a chi decide di vivere a Parigi, d’integrarsi nel tessuto sociale.
Troverete in questo post alcuni consigli per evitare che la ricerca di un’attività professionale nella ville lumière si trasformi in una snervante odissea.
La capitale francese custodisce una miniera di occasioni che aspettano di essere colte al volo, spetta a voi procedere in maniera intelligente e carpire le tante possibilità disponibili.
Il vostro futuro datore di lavoro non vi chiederà documenti particolari per finalizzare la vostra assunzione: successivamente all’entrata in vigore delle norme comunitarie, tutti i cittadini europei hanno il diritto di spostarsi liberamente in un altro Paese della comunità e trovare un lavoro.
Un tempo agli italiani che si stabilivano in Francia veniva richiesta una carte de séjour per giustificare la loro presenza nel territorio francese, oggi basta semplicemente essere in possesso della carta d’identità.
Altri documenti che dovrete presentare per procedere alla vostra futura assunzione sono il RIB (relevé identité bancaire), un’attestazione della carte vitale e un justificatif de domicile che certifica la vostra residenza attuale.

Tappa obbligata per un italiano a Parigi alla ricerca del suo primo lavoro è il Consolato italiano (5, Boulevard Emile Augier, 75016 Paris).
Recatevi al consolato per visionare gli annunci affissi nella bacheca sita all’ingresso e al tempo stesso lasciate un annuncio in cui vi presentate e spiegate che tipo di lavoro cercate:la vostra caccia al lavoro è iniziata!
Dopo avere depositato il vostro annuncio/CV al Consolato italiano, recatevi all’ Istituto di cultura italiana (73, rue de Grenelle – 75007 Paris) per ripetere la stessa operazione.
Il Consolato e l’Istituto di Cultura sono frequentati quotidianamente da tantissimi italiani residenti a Parigi che consultano sistematicamente gli annunci esposti in bacheca.

Un importante passo da compiere per accelerare la ricerca di lavoro è recarsi all’ANPE (Agence Nationale pour l’emploi), il punto di riferimento indiscusso per la ricerca di lavoro a Parigi che rappresenta l’equivalente del nostro ufficio di collocamento.
L’ANPE dispone di centinaia d’agenzie sparse sul territorio nazionale al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
All’ ANPE potrete consultare gli annunci esposti nelle bacheche, ottenere informazioni, navigare su siti specializzati attraverso le postazioni internet e iscrivervi come demandeur d’emploi.
Le agenzie ANPE sono molto ben strutturate e dotate di tutti i mezzi per permettervi di effettuare delle ricerche corrispondenti alle vostre competenze.
Esistono, inoltre, agenzie ANPE specializzate in determinati settori come quello turistico, alberghiero, informatico, dello spettacolo e della ristorazione.
Se la vostra ricerca di lavoro verte principalmente su incarichi di tipo manageriale consultate piuttosto il sito dell’APEC (Association Pour l’Emploi des Cadres) che si rivolge ai giovani diplomati in istituti superiori o Università (almeno 4 anni di studi).

Un altro strumento essenziale per chi si avvicina per la prima volta al l’universo del lavoro francese sono le agenzie CIDJ Centres d’Information et de Documentation Jeunesse che offrono tutta una serie di utili servizi.
Ricordo che durante i primi mesi della mia permanenza a Parigi ero un assiduo frequentatore del CIDJ sito vicino la Tour Eiffel (101, quai Branly – 75015).
Si tratta di luoghi preziosissimi per la vostra ricerca di lavoro e per ottenere informazioni fondamentali sul mondo del lavoro francese.
Troverete uno spazio d’informazione con numerose schede consultabili sugli organismi e le agenzie di collocamento e orientamento, annunci di lavoro e postazioni informatiche.
Numerosi consulenti sono a vostra disposizione per aiutarvi a perfezionare la vostra ricerca, spiegarvi il funzionamento del sistema lavorativo francese, seguirvi nella preparazione del curriculum vitae e della lettera di motivazione.
Da non sottovalutare gli annunci sulle riviste specializzate e sui principali quotidiani francesi come il Figaro (martedì e venerdì) Le Monde (martedì) e Libération (tutti i giorni).

Personalmente ho trovato i miei primi lavoretti tramite il Fusac.
Si tratta di una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci di case in affitto, servizi e numerose opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea, distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale, contiene molti più annunci.
La gente che pubblica annunci sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri: cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac poichè gli annunci sono attesissimi.

Un metodo essenziale per la ricerca di offerte professionali a Parigi è internet.
La rete propone numerosi strumenti che permettono di ricercare, consultare, e postulare ai tantissimi annunci di lavoro disponibili.
Focalizzatevi inizialmente sugli annunci presenti sui principali portali dedicati agli italiani a Parigi come Italiansonline e Italie à Paris.
Un ottimo strumento online è il sito del Cyberemploi che offre una larga selezione di siti web specializzati nell’offerta di lavoro e più di 5000 siti d’aziende che assumono in Francia.
Il sito l’Hotellerie, invece, propone vari annunci legati al mondo della ristorazione.
Se non parlate ancora il francese potete focalizzare la vostra ricerca sui tantissimi ristoranti e pizzerie italiane sparsi in tutta la città.

Per aumentare maggiormente le vostre possibilità di trovare il lavoro ideale a Parigi, effettuate una ricerca sui principali motori di ricerca lavorativi, magari utilizzando la parola chiave italien, e naturalmente scegliendo Parigi come città.
Eccone alcuni:

Keljob
Wanajob
Monster 
Stepstone 
Hays
Option carriere
Cmonjob
Carriere online
Parisjob

Annunci

Trovare casa a Parigi

Trovare casa a Parigi

Trovare casa a Parigi

Gli italiani residenti a Parigi che non hanno mai abitato in una chambre de bonne alzino la mano.
Questa modesta sistemazione rappresenta la prima forma d’alloggio per la maggior parte degli stranieri che decidono di stabilirsi a Parigi: minuscole stanzette, apparse per la prima volta a Parigi intorno al 1830, che venivano utilizzate per ospitare la servitù delle ricche case adiacenti.
Solitamente situate sotto i tetti e accessibili dalle scale di servizio, le insalubri camere ospitavano i domestici reclutati per occuparsi delle faccende di casa (il termine bonne deriva da bonne à tout faire ovvero “in grado di far tutto”).
Questi spazi ristretti risultavano angusti e dotati di un confort abbastanza discutibile, il bagno era spesso situato sul pianerottolo ed era condiviso con gli altri abitanti del piano.
Le precarie condizioni di vita che si conducevano in queste chambre de bonne furono denunciate già nel XIX secolo dal professore Paul Brouardel dell’Accademia dei medici che accusò pubblicamente la mancanza delle condizioni igieniche basilari.

Bisogna ammettere che dal 1830 a oggi le cose non sono molto cambiate.
Ad abitare in queste sistemazioni fatiscenti non sono più les bonnes ma gli schiavi moderni: studenti squattrinati e lavoratori sottopagati che non hanno altra scelta.
Gli annunci ingannevoli presentano queste squallide topaie come splendidi monolocali dotati di infiniti angoli (angolo cucina, angolo doccia, angolo scrivania) e ingegnose soluzioni salvaspazio (divani-letto, ripostigli improvvisati, tavoli e sedie pieghevoli).
Rassegnatevi, dunque, all’idea di dover abitare per i primi mesi della vostra avventura parigina in un’angusta stanzetta priva di luce situata al sesto piano, senza ascensore, di un bellissimo edificio haussmaniano.
Ricordo ancora la stanza nella quale ho abitato nel 2003, quando ero appena arrivato a Parigi: 15 metri quadrati che ospitavano un letto, una doccetta, un tavolo, una sedia e un armadio (il bagno era in comune con gli sconosciuti del pianerottolo).
Non avevo neppure la televisione ma soltanto una radiolina che mi teneva compagnia e che mi ha aiutato molto a migliorare il francese.
Fortunatamente abitavo vicino lo Champ de Mars e potevo praticare molto sport e attività fisica all’aria aperta per scappare da quella cella inospitale.

Dopo aver individuato una zona di Parigi che preferite e avere identificato il vostro budget, siete pronti per iniziare a consultare gli annunci.
Uno strumento essenziale per cercare casa a Parigi sono gli annunci sulle riviste specializzate.
Una delle riviste più conosciute per la ricerca di appartamenti è PAP (“particulier à particulier” ovvero da “privato a privato”) che offre il vantaggio di proporre esclusivamente annunci di privati.
Il vantaggio è che non ci saranno costi aggiuntivi legati a un’eventuale agenzia, lo svantaggio è che i beni proposti non sono garantiti da nessuno. Così accade che gli splendidi monolocali degli annunci si rivelino orrende topaie.
La rivista viene distribuita nelle edicole ogni giovedì e contiene più di cinquemila annunci settimanali.
Dovrete munirvi rapidamente della preziosa copia di PAP e cominciare a chiamare subito gli annunci che vi interessano: la richiesta d’appartamenti è altissima a Parigi e ogni momento d’esitazione potrebbe rivelarsi decisivo.
PAP è anche consultabile online.

Personalmente ho trovato le mie prime sistemazioni a Parigi tramite il Fusac, una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci dedicati alle case in affitto, offerte di servizi e opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea (distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale) contiene molti più annunci.
La gente che pubblica sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri. E cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac, poiché gli annunci sono attesissimi.
Anche i principali quotidiani come Le Figaro e Liberation dispongono di una sezione dedicata agli annunci immobiliari che spesso presentano annunci filtrati da agenzie.

Un ottimo strumento di ricerca resta indiscutibilmente Internet che offre svariati siti specializzati come per esempio:

SE LOGER
A VENDRE A LOUER

Il miglior metodo per trovare casa a Parigi resta comunque il passaparola: parlatene a colleghi, amici e conoscenze che mobiliteranno la propria rete di contatti aprendovi nuove possibilità.
Dopo aver capito dove cercare gli annunci, vediamo adesso come decifrarli.
A prima vista un annuncio di una rivista immobiliare può sembrare un indovinello in sanscrito o uno geroglifico egiziano di difficile comprensione.
Dovrete imparare a barcamenarvi nell’universo delle abbreviazioni francesi legate al campo semantico dell’immobiliare.

Eccovi le principali:

AL = à louer
appt= appartement
asc. = ascenseur
b. ét. = bon état
ch. = chambre
disp. = disponible
dup. = duplex (appartamento su due piani)
exc. = excellent
gd = grand
impec. = impeccable
sdb = salle de bains
sdd = salle de douche
TTC = toutes taxes comprises
vis. Rdv = visites sur rendez-vous

Un ottimo periodo per trovare casa nella ville lumière sono i mesi da maggio a luglio mentre si sconsigliano settembre e ottobre che registrano il ritorno degli studenti in città.
Se avete individuato un appartamento che soddisfa le vostre aspettative, considerate anche il quartiere poiché sarà il contesto che accompagnerà le vostre giornate. Visitate la zona di giorno e di notte in modo da farvi un’idea di quello che vi aspetterà.

Il momento cruciale della ricerca d’appartamento sono naturalmente le visite che spesso si traducono in estenuanti attese con file chilometriche di candidati pronti a darsi battaglia.
Munitevi di tanta pazienza e portate sempre con voi il famigerato dossier, un insieme di documenti che vi saranno richiesti per presentare la candidatura a un determinato appartamento.
Il dossier d’affitto è formato da vari documenti che il padrone di casa richiede per verificare la vostra situazione e accertarsi che siate in grado di pagare l’affitto.
Conviene fare molteplici copie del dossier perché con molta probabilità visiterete svariati appartamenti e avrete bisogno di un malloppo di paperasse (così i francesi definiscono un mucchio indistinto di documenti) da presentare al vostro ipotetico padrone di casa.
Vediamo nel dettaglio i documenti necessari:

– Fotocopia della carta d’identità o del passaporto
– Ultima dichiarazione dei redditi
– Le tre ultime buste paga o il contratto di lavoro
– Se eravate già in affitto precedentemente, munitevi delle ultime ricevute di pagamento delle mensilità (quittance de loyer)

Il proprietario di casa richiede molti documenti per essere sicuro della vostra identità e della vostra capacità di pagare l’affitto a fine mese.
Tuttavia deve limitarsi a chiedere i documenti citati sopra e non ha il diritto di chiedervi altri documenti personali come la carte vitale, un certificato di lavoro, una foto o altro ancora.
Nel caso in cui il vostro salario non copra tre volte il valore dell’affitto, avrete bisogno di un garante, una persona che guadagni più di voi e che s’impegni a pagare al posto vostro se necessario.
Se non conoscete nessuno disposto a garantire per voi, potete fare ricorso al Loca-Pass.
Leggete bene il contratto d’affitto prima di firmarlo ed esaminate attentamente le clausole riguardanti la disdetta ed eventuali spese aggiuntive.

Al momento di entrare nella nuova casa, il proprietario vi chiederà di versare il primo mese e un mese di cauzione (il cosiddetto mese morto) che servirà a coprire eventuali danni constatati al momento della partenza.
Per gli appartamenti ammobiliati i proprietari chiedono due mesi di cauzione.
Infine, un’altra soluzione per trovare casa a Parigi risparmiando una buona parte del budget è la cosiddetta colocation ovvero la coabitazione.
Un’ottima soluzione che consente di dividere in due o più persone il costo totale dell’affitto pur tenendo presente che l’armonia tra gli inquilini rimane molto fragile e delicata e rischia di degenerare in situazioni catastrofiche.

Se l’idea di dividere l’appartamento con qualcuno vi tenta eccovi alcuni siti specializzati:

Colocation
Cherchecoloc
Appartager

Il colloquio di lavoro – 3 parte

Il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro

Nell’ambito di un colloquio di lavoro spesso vengono poste alcune domande rituali per esaminare la personalità e le competenze del candidato.
Non esiste un’unica maniera per rispondere a queste domande ma alcuni approcci sono migliori di altri.
Ecco qualche consiglio per rispondere alle domande classiche da colloquio.

– Potrebbe parlare un poco di lei?
Anticipate questa domanda frequente, spesso posta all’inizio del colloquio, preparando un riassunto che valorizzi la vostra carriera e il vostro percorso formativo.
Sintetizzate al massimo le vostre esperienze e ponete l’accento sulle competenze acquisite e gli obiettivi raggiunti.
Il vostro discorso deve permettere al datore di lavoro di capire ciò che potete offrire all’azienda.
Evitate di raccontare la vostra vita dilungandovi in dettagli inutili, citate solo gli elementi in relazione con il posto di lavoro per cui vi candidate.

– Perchè volete entrare nella nostra azienda?
Per rispondere a questa domanda non bastano le conoscenze di base che già possedete sul marchio.
Effettuate una ricerca approfondita sul web e cercate le informazioni principali sulla storia dell’azienda e sulla sua reputazione e sulla sua cultura.
Più disporrete di informazioni e più potrete argomentare le ragioni per le quali vi considerate il candidato ideale per quel posto.

– Qual è il vostro punto debole?
Questa domanda viene posta spesso nel corso di un colloquio e sono tanti i candidati che restano in silenzio o, peggio ancora, elencano una lista interminabile di difetti.
Rispondere a questo quesito equivale a dimostrare che vi conoscete e che conoscete i vostri limiti.
Rispondete citando un ambito in cui potreste migliorarvi e sottolineate gli sforzi che avete fatto per avanzare.

Come vi vedete tra cinque anni?
Proiettatevi nel futuro immediato con realismo, flessibilità e un pizzico di ambizione. Parlate della vostra voglia di assumere nuove responsabilità e di evolvere professionalmente.
Citate l’eventualità di seguire una formazione che vi consenta di sviluppare ulteriormente le vostre competenze o di acquisirne nuove.
Evitate risposte megalomani o inaccessibili. Un colloquio di lavoro non è il buon contesto per sognare a voce alta.

Perchè ha lasciato il suo precedente posto di lavoro?
Ponendovi questa domanda il datore di lavoro vuole capire cosa vi ha portato a postulare per la sua azienda, vuole vedere se siete veramente motivati per quel posto di lavoro o se vi serve soltanto una fonte di sostentamento.
Mostrate il vostro interesse e non date l’impressione di essere scappati dal vostro precedente lavoro.
Siate sinceri e non parlate male del vostro precedente contesto lavorativo.

Ecco le altre domande maggiormente poste durante un colloquio:

Sul passato
– Qual è la vostra formazione?
– Che studi avete fatto?
– In quale materie eccellevate?
– Durante gli studi avete lavorato?
– Siete soddisfatti degli studi che avete fatto?
– Avete fatto degli stages o delle formazioni?

Sul presente
– Siete disponibile immediatamente?
– Accettereste di viaggiare spesso?
– Potreste traslocare per questo lavoro?
– Qual è la vostra situazione familiare?
– Da quanto tempo cerca lavoro?
– Che lavoro fa sua moglie/marito?
– Ha già effetuato dei colloqui con altre aziende?
– Ha ricevuto altre proposte?
– Quanto vorrebbe guadagnare?

Sul futuro
– Qual è il vostro obiettivo professionale?
– Come vede il suo futuro nella nostra azienda?
– Quali sono i vostri obiettivi a breve, medio e lungo termine?
– Come vede la sua carriera tra 20 anni?

Sull’azienda
– Perchè vuole lavorare nella nostra azienda?
– Cosa conosce del nostro marchio?
– Perché desidera lavorare in una grande (o piccola) azienda?
– Cosa pensa di poterci offrire?
– In che modo pensa di partecipare allo sviluppo della ditta?

Sul posto di lavoro
Cosa vi piace di questo posto?
– Quali possono essere gli svantaggi di questo lavoro?
– Vi sentite all’altezza per questa missione professionale?
– Quali sono le competenze necessarie?

Sull’esperienza
– Quali funzioni avete occupato nel passato?
– Cosa vi è piaciuto maggiormente? Perchè?
– Quali obiettivi avete raggiunto?

Sulle competenze
– In quale ambito vi reputate maggiormente competenti?
– Perchè vi dovrei scegliere?
– Parlate lingue straniere?

Sulla personalità
– Quali sono i vostri hobbies?
– Preferite lavorare soli o in gruppo?
– Quali sono le vostre qualità e difetti?
– Vi piacciono i lavori monotoni?
– Riuscite a lavorare sotto pressione e stress?
– Come vi ponete nei confronti della gerarchia?

Il colloquio di lavoro – 2 parte

Il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro

Affrontare un colloquio di lavoro mette i nervi a dura prova. Bisogna mantenere la calma, avere fiducia in se stessi e scegliere attentamente le risposte.
Il nervosismo può talvolta giocare brutti scherzi e una semplice domanda potrebbe farvi sudare freddo ed entrare nel panico.

Ecco qualche affermazione da evitare nel corso di un colloquio:

– Detestavo il mio ex capo!
Il vostro capo vi tormentava e vi rendeva la vita impossibile. Facevate incubi terribili nei quali vi inseguiva chiedendovi di sbrigare pratiche interminabili in tempi brevissimi. Non perdeva occasione per umiliarvi davanti ai colleghi.
Sicuramente avete vissuto un’esperienza difficile e traumatica ma non menzionatela durante il colloquio.
Se parlerete male del vostro ex capo, il vostro futuro datore di lavoro potrà pensare che tra poco tempo direte la stessa cosa di lui.

– Non conosco questa azienda
La persona che avrete di fronte vi chiederà sicuramente di parlare dell’azienda.
Evitate di fare scena muta e informatevi appropriatamente la vigilia del colloquio.
Studiate la storia del marchio e il suo sviluppo nel corso degli anni.
Mostrando la vostra conoscenza dell’azienda, dimostrerete che il posto vi interessa non soltanto per i soldi ma sopratutto perché desiderate fare carriera in un gruppo che stimate.

– Non ho altre domande
Allo stesso modo di dire che non conoscete l’azienda, dire che non avete altre domande equivale a una mancanza di interesse da parte vostra. Anche se il datore di lavoro ha risposto a tutte le domande e i dubbi che avevate formulato, preparate una domanda che mostri l’interesse verso il posto di lavoro offerto.
Il giorno prima del colloquio, fate una rapida ricerca su internet e spulciate attentamente le informazioni della ditta.
Troverete sicuramente spunti interessanti da utilizzare per il colloquio.

– Avrei bisogno di prendere alcuni giorni di vacanza
La persona che vi riceverà per il colloquio sa che avete delle esigenze familiari e personali che vi terranno lontano dal lavoro qualche giorno. E’ fuori luogo e fortemente negativo iniziare l’incontro con il vostro futuro capo parlando di vacanze e giorni di assenza.
Rischiereste di apparire presuntuoso e di lasciare intendere che riteniate che il posto sia già vostro.
Conservate le domande relative alle domande per le fasi avanzate del colloquio quando sarete in fase di negoziazione salariale.

– Fra quanto tempo potrò avere una promozione
Anche se volete mostrare che siete dei tipi ambiziosi e che vi siete fissati degli obiettivi, evitate di porre questo tipo di domanda al vostro primo incontro.
Il vostro interlocutore potrebbe avere l’immagine di uno spietato arrivista pronto a tutto per scalare i gradini della gerarchia aziendale.
Chiedete in maniera diplomatica quali sono le eventuali possibilità evolutive del posto.

La lettera di motivazione

Un colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro

Inviare la propria candidatura per un posto di lavoro in Francia equivale ad inviare una copia del curriculum accompagnata da una lettera motivazionale.
Creare una lettera di motivazione attraente e interessante può rapidamente trasformarsi in un vero rompicapo.
La chiave di volta per riuscire a redigere una lettera efficace è la personalizzazione e l’uso di un vocabolario mirato al posto che ci interessa.

Ecco alcuni spunti per comporre una lettera valida che lasci trapelare la vostra motivazione.

Capire il ruolo della lettera motivazionale
La lettera non ha nulla a che vedere con il CV e ha il compito di trasmettere la vostra motivazione al datore di lavoro. Se il curriculum illustra le vostre competenze e le esperienze lavorative, la lettera decanta la voglia di fare bene e di fare parte di quella azienda.
La lettera di motivazione si colloca a metà tra il CV e il posto di lavoro e svolge un essenziale ruolo intermediario tra questi due elementi.
Il CV e la lettera sono complementari: si completano e si rinforzano tra loro in un gioco di continui collegamenti e rimandi.
La lettera motivazionale ha il compito di focalizzare l’attenzione dell’interlocutore sui punti forti del vostro CV che corrispondono all’offerta di lavoro.

Usate il giusto tono
Scrivere una lettera di motivazione rappresenta molto di più di un semplice esercizio di stile nel quale riempire un foglio di belle parole su di noi.
Tre paragrafi (15 o 20 righe) bastano per riassumere i concetti fondamentali.
La lettera deve essere scritta in un francese corretto, senza nessun errore di ortografia o sintassi (fatela rileggere a un madrelingua prima di inviarla), in uno stile elegante che si avvicini più al tono professionale che a quello letterario.
Cercate il giusto mezzo tra l’originalità, che potrebbe non piacere, e la banalità, che vi amalgama alla massa.

Non parlate soltanto di voi
Il principale difetto di una lettera di motivazione è il fatto di incentrarla esclusivamente su voi e sul vostro percorso formativo-professionale.
Creare una sorta di doppione del vostro CV e non parlare minimamente dell’azienda rischia di far perdere l’interesse della lettera.
Parlate di voi ma dedicate anche alcune riflessioni all’azienda e ai progetti che vi attirano.

Collegate il vostro progetto ai bisogni dell’azienda
Rendete la lettera attraente creando collegamenti tra il vostro profilo professionale e i bisogni della ditta. Mostrate la vostra affinità alla cultura aziendale. Più le vostre argomentazioni saranno precise e coerenti, più susciterete l’interesse del vostro interlocutore che avrà voglia di conoscervi maggiormente in occasione di un colloquio.

Adattate la lettera
Non confondete le risposte agli annunci di lavoro e le “candidature spontanee”. In quest’ultimo caso potete inviare una lettera standard con un tono abbastanza generico e vago.
Nel caso di una risposta a un annuncio, dovrete utilizzare riferimenti precisi e specifici relativamente al posto che vi interessa.

Non rispondete a tutti gli annunci
Concentrate la vostra ricerca di lavoro solamente verso gli annunci che vi interessano e per i quali possedete i giusti requisiti. Evitate di inviare la vostra candidatura per tutti gli annunci di lavoro includendo i posti troppo tecnici per voi. Sprechereste tempo ed energia.

Gli errori da evitare in un CV

Gli errori da evitare in un CV

Gli errori da evitare in un CV

La voglia di dare molte informazioni e il desiderio di fornire un’ottima impressione possono indurci a sovraccaricare inutilmente il curriculum.
Ricordatevi che i datori di lavoro impiegano pochi secondi per esaminare un CV e che la sua brevità è un requisito essenziale.

Ecco gli altri errori da evitare:

Una foto inappropriata
La presenza di una foto nel CV non è essenziale. Se avete deciso di inserire una foto, sceglietela con cura: dimenticate la foto in costume della scorsa estate o quella dell’addio al celibato. Optate piuttosto per una foto professionale e austera.

Interessi utili
Se non hanno niente a che vedere con il posto che vi interessa, lasciate da parte i vostri hobbies. Dire che amate leggere, andare al cinema e giocare a scacchi non vi permetterà di ottenere il posto più facilmente. Se, invece, praticate uno sport che denota la vostra tenacità o avete trascorso un anno in Australia per imparare  l’inglese, segnalatelo e sottolineatelo.

Errori di ortografia
Rileggete più volte il documento finale e fatelo correggere ai vostri amici e familiari. Il CV non deve contenere nessun errore ortografico.

Informazioni personali
Tutto ciò che non riguarda la sfera professionale deve essere eliminato dal vostro curriculum: religione, altezza, siti o blog, ecc. ecc.
Se le informazioni che inserite  non hanno nulla a che vedere con le competenze richieste per il lavoro, escludetele.

Email strampalate
I vostri amici trovano molto simpatica la vostra email miesembratodivereungatto@email.com ma un datore di lavoro potrebbe non pensarla allo stesso modo. Se non lo avete ancora, create un nuovo indirizzo email nome.cognome@email.com, eviterete di indisporre chi dovrà comunicare con voi.

Impaginazione stravagante
A meno che non cerchiate un lavoro nel campo artistico, prediligete la semplicità: testo nero su fondo bianco, scrittura facilmente leggibile e paragrafi ben suddivisi tra loro.

Bugie
Evitatele. Potrebbero rivoltarsi contro di voi con un tragico effetto boomerang.

Elementi negativi
Inviando un CV a un’azienda state cercando di vendervi. Evitate, dunque, tutto ciò che potrebbe dare una cattiva immagine di voi. Dire che avete lasciato il vostro precedente lavoro perchè il capo era un tiranno potrebbe indurre vostro futuro datore di lavoro a pensare che tra qualche tempo parlerete di lui allo stesso modo.

Come redigere un buon CV

Un buon CV

Un buon CV

Dalle statistiche del blog, dai vostri commenti e dalle email che mi inviate, gli articoli relativi alla ricerca di lavoro a Parigi sembrano essere quelli che vi interessano di più.
Nei post che ho scritto in precedenza vi ho fornito alcune informazioni su come cercare e trovare lavoro nella capitale francese.
Se avete spulciato attentamente il blog avrete anche reperito notizie riguardo alle forme contrattuali esistenti in Francia, le sfumature culturali in ambito lavorativo, la varie forme di interruzione di un contratto  e i dati relativi alla disoccupazione francese.
Proprio perchè l’argomento lavoro sembra essere quello che più vi interessa, ho deciso di scrivere qualche post per facilitarvi la ricerca del vostro futuro lavoro a Parigi.
Chi prende la delicata decisione di lasciarsi alle spalle l’Italia, la famiglia e gli affetti, lo fa principalmente per la ricerca del lavoro.
Una tappa essenziale del processo di ricerca lavorativa è la stesura del curriculum.
Il CV è la vostra carta di visita nei confronti di un eventuale datore di lavoro e deve essere capace di convincere rapidamente il vostro interlocutore.

Ecco i punti fondamentali da rispettare per attirare l’interesse di un datore di lavoro francese.

Definite un obiettivo – Prima di iniziare la stesura del vostro CV, definite un progetto professionale. Fissatevi un obiettivo e formulate il curriculum in funzione di questo. La definizione di un progetto vi faciliterà la scelta delle competenze e delle esperienze da includere nel CV. E’ essenziale, inoltre, adattare il CV al posto che ci interessa.

Mettete un titolo – Mettete sempre un titolo al CV che inviate. Il titolo può corrispondere al nome del posto per il quale state inviando la candidatura.

Una sola pagina – Anche se avete un portfolio di esperienze ricchissimo, fate in modo di sintetizzarle e di riassumerle efficacemente in una sola pagina. Un CV non è un romanzo autobiografico ma deve presentare in maniera coincisa e chiara i punti chiave della vostra formazione e del vostro percorso professionale.
I responsabili delle assunzioni impiegano mediamente 30 secondi per esaminare il CV di un candidato.

Rispettate la cronologia – Ogni storia ha un inizio e una fine. La stessa regola vale per il curriculum che deve presentare prima le esperienze più recenti per sottolineare le ultime competenze acquisite. Lo stesso principio deve essere seguito nella presentazione del percorso scolastico e formativo presentando i diplomi e le certificazioni ottenute dal più recente al più antico.

Occhio all’ortografia! – Non c’è niente di peggio di un CV pieno di errori di ortografia. Il francese è una lingua piena di particolarità e accenti che non esistono in italiano e che possono facilmente indurci ad errori di battitura o di sintassi. Non sprecate la prima possibilità di fare buona impressione a causa della fretta o della distrazione.
Chiedete sempre a un madrelingua di rileggere il vostro CV prima di inviarlo all’azienda.

Strutturate il CV – Curate attentamente l’impaginazione e la strutturazione del CV per facilitare la presentazione delle informazioni essenziali.
Create delle sezioni e suddividetele tra loro: informazioni personali, esperienze professionali, competenze, percorso scolastico e formativo, lingue parlate, ecc. ecc.

Foto: si o no? – Riguardo alla possibilità di inserire una fotografia nel CV esistono due scuole di pensiero. La presenza della foto non è di nessun interesse per i datori di lavoro e potrebbe provocare un giudizio che prescinda dalle vostre competenze.
Se proprio ci tenete a inserire una foto, almeno non scegliete una foto dove siete in spiaggia nel bel mezzo di una partita di beach volley!

Non mentite! – Le bugie hanno le gambe molto corte e non vanno lontano. E’ inutile cercare di impressionare l’azienda vantandosi di parlare quattro o cinque lingue e di praticare sport estremi. La verità viene presto a galla e rischiereste una brutta figura a causa della menzogna inserita nel CV. Meglio essere onesti.

Rinominate – Se inviate il CV via email, ricordate di rinominarlo appropriatamente con il vostro nome e cognome. Optate per un documento Word in formato .rtf o eventualmente un PDF.