Formigoni: la casta a Parigi

Formigoni & Berlusconi

Formigoni & Berlusconi

Nel corso del suo recente viaggio a Parigi in qualità di commissario generale dell’Expo, Roberto Formigoni, presidente dimissionario della regione Lombardia (quella del Trota e della Minetti, per intenderci) si è esibito in uno spettacolo meschino e ridicolo alla sala d’imbarco AirFrance dell’aeroporto Charles de Gaulle.
Presentatosi in ritardo al gate d’imbarco, Formigoni e il suo staff hanno incalzato il personale di terra dello scalo parigino affinché l’imbarco, oramai chiuso, venisse riaperto appositamente per loro.
Oltre che per l’avvistamento di un UFO, il governatore lombardo ricorderà il suo recente viaggio a Parigi per questa figuraccia internazionale.
Sicuro di riuscire a convincere la hostess a riaprire il gate d’imbarco, Formigoni ha tirato fuori dal suo repertorio tutta una serie di frasi ad effetto come “dovete rispettare il contratto che avete firmato con noi”, “abbiamo relazioni con l’ambasciata francese” o ancora “mi dia il suo nome”.
Mentre Formigoni cercava di mettere la pressione sulla malcapitata hostess, uno dei suoi accompagnatori la fotografava ripetutamente in maniera intimidatoria.
Il signor “lei non sa chi sono io” però ha tralasciato il dettaglio di trovarsi in Francia dove le persone vengono trattate tutte allo stesso modo e la sua nomea di grande uomo politico non arriva nemmeno alle caviglie della hostess che cercava di spaventare.
Come noi comuni mortali, Formigoni con la coda fra le gambe hadovuto aspettare il volo successivo per rientrare a Milano.
In Italia probabilmente l’imbarco sarebbe stato riaperto e i paladini della casta avrebbero potuto sfoggiare il loro spocchioso complesso di superiorità.
Se anche in Italia i membri della casta venissero trattati come semplici cittadini quali essi sono, le cose comincerebbero a cambiare.
Forse non rivoluzioneremmo il sistema in questo modo, ma sarebbe già un bell’inizio e la loro vanagloria svanirebbe in una bolla di sapone.

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Bugarach e la fine del mondo

Bugarach e la fine del mondo

Da quando si è diffusa la leggenda che Bugarach sarà uno dei pochi (se non il solo) luogo a sopravvivere all’imminente apocalisse prevista dai Maya per il prossimo 21 dicembre 2012, il piccolo villaggio situato nella regione dell’Aude ha conosciuto una popolarità internazionale.
Gente proveniente da tutto il mondo ha cominciato a visitare questo piccolo agglomerato, che conta poco più di 200 persone, per carpire l’arcano mistero che lo circonda e che ne farebbe un luogo immune alla fine del mondo.
Bugarach è stata da sempre avvolta da un alone di misticismo e accarezzata dalla brezza dell’ignoto che soffia sulla montagna denominata Pech o montagna invertita che raggiunge un’altezza di 1230 metri, una montagna nata in un’epoca lontanissima da una forza tellurica straordinaria: gli strati geologici più antichi datano di 135 milioni di anni fa!
Questa particolarità conferirebbe un forte magnetismo alla montagna e le sue onde magnetiche sarebbero talmente potenti da impedire il volo di aerei e ostacolare le comunicazioni con i telefoni cellulari.
L’anomalo magnetismo generato dal Pech manderebbe in tilt i sistemi di misura e di calcolo degli aerei (anomalie magnetiche di questo tipo sono presenti anche in altre parti del mondo, si pensi per esempio all’Oregon vortex negli Stati Uniti).

Pseudo gruppuscoli settari hanno formulato teorie più fantasiose secondo le quali una base extra-terrestre si celerebbe sotto la montagna di Bugarach che ospiterebbe una grande cupola destinata ad accogliere alieni provenienti dalla costellazione di Orione.
Bisogna aggiungere che vari avvistamenti di UFO sono stati registrati in questa zona.
Tutti questi elementi hanno contribuito a creare la leggenda secondo la quale il villaggio di Bugarach si salverà dall’imminente fine del mondo.
Jean-Pierre Delord, il sindaco della piccola cittadina francese, comincia a preoccuparsi per le visite di curiosi che vengono a fotografare la montagna e a respirare l’aria misteriosa di questi luoghi.
Il primo cittadino del villaggio che supererà l’apocalisse afferma di essere entusiasta per l’introito finanziario generato dai turisti giunti per via della leggenda ma ammette di essere inquieto e impreparato di fronte alla moltitudine di gente prevista per il mese di dicembre.
Mentre ufologi, stregoni, santoni e illuminati arrivano a flotte nel borgo dell’Aude per studiarne le particolarità, gli abitanti di Bugarach si ingegnano per trarre il massimo profitto da questa insperata esposizione mediatica che toccherà il picco massimo il 21 dicembre 2012.
Alcuni cittadini hanno proposto di organizzare un mega-concerto dei Pink Floyd per quel giorno, altri hanno pensato di vendere su internet le pietre sacre della montagna invertita ma naturalmente il sindaco ha rifiutato entrambe le proposte.
Intanto un gruppo di specialisti dello studio del calendario Maya avrebbe ammesso un errore nel calcolo effettuato posticipando la data prevista dall’antico popolo scomparso al 2027.
Per sapere quale sia la data esatta basterà aspettare poco più di sei mesi.