La sadica scommessa metropolitana

Il coniglio RATP…infortunato

Utilizzando quotidianamente la metropolitana come mezzo di trasporto, si sviluppano inconsciamente piccole abitudini alle quali spesso non facciamo caso.
Compio ogni mattina lo stesso tragitto per recarmi al lavoro e con il passare dei giorni mi sono reso conto delle abitudini che si sono automatizzate nel mio percorso giornaliero: effettuo il cambio per prendere la corrispondenza in una stazione precisa per risparmiare tempo, utilizzo sistematicamente un passage interdit per accorciare il cammino, getto un’occhiata veloce ai cd masterizzati dello sri lankese di turno, mi siedo in uno dei tanti strapontins (i sedili pieghevoli) che preferisco ai sedili classici nei quali è facile restare impelagati a causa del groviglio umano e della calca che regolarmente si crea.
Questa mattina mi sono reso conto che una nuova abitudine si è aggiunta alle tante che ormai costellano  le tappe del mio percorso: la scommessa della porta.
Ogni volta che scendo dalla metropolitana per intraprendere il cammino che mi porterà al lavoro o a casa, mi lascio alle spalle il serpentone metallico che emette un suono di sirena per invitare i ritardatari a sbrigarsi a scendere o a salire.
Dopo aver emesso il suo impetuoso squillo, la metro chiude inesorabilmente le porte sbarrando l’accesso ai molti viaggiatori che per pochi secondi non sono riusciti ad entrare nel vagone.

Da qualche mese a questa parte ho sviluppato la sadica abitudine di scommettere, nel momento in cui scendo dal vagone e mi accingo ad allontanarmene, sui passeggeri che cercano disperatamente di non perdere la metro.
Quando mi allontano dal vagone identifico immediatamente dei possibili candidati sui quali scommettere: uomini d’affari che si esibiscono in scatti da record mondiale pur di riuscire a prendere la metro, mamme che trascinano bambini piagnucolanti, studenti carichi di zaini ingombranti o semplici turisti che non vogliono perdere minuti preziosi della loro vacanza.
Identificato il protagonista della mia scommessa mentre scende le scale affannosamente e si divincola tra la calca umana formata dal flusso di passeggeri che escono dalla metro, mi dico “Questo non ce la fa”.
E cosi, dopo che la sirena della bestia metallica targata RATP ha emesso il suo ultimo stridente sibilo e il corridore prescelto ha superato il mio campo visivo, mi giro repentinamente per conoscere l’esito della mia scommessa.
Un perverso brivido di compiacimento mi assale mentre osservo morbosamente le porte chiudersi in maniera brusca davanti lo sguardo incredulo e disperato del malcapitato che ha perso la metro.

Il gigante della rue Tombe Issoire

Il gigante della rue Tombe Issoire

La via, situata nel XIV arrondissement di Parigi, è una delle piú antiche della capitale francese e anticamente permetteva l’accesso alla cittá.
La piccola arteria urbana, che metteva in comunicazione Parigi e Orléans, continua il suo itinerario cambiando nome e diventando la rue du Faubourg Saint Jacques e, poi, la rue Saint Jacques fino ad arrivare alla Senna.
Il nome della via deriverebbe da una leggenda legata a un gigante chiamato Isouard, Isoré, Isoire o Issoire che distruggeva i viaggiatori che si trovavano a passare per il cammino d’Orléans.
Numerosi di questi malcapitati erano pellegrini che seguivano il cammino di Saint-Jacques-de-Compostelle.
Il gigante venne catturato e ucciso da Guillaume d’Orange o Guillome de Gellone, nipote di Carlo Martello. Quest’ultimo, dopo avergli tagliato la testa, seppellì la restante parte del cadavere del gigante nello stesso luogo in cui aveva fino a quel momento seminato il panico.
Il parco Montsouris poco distante richiama questa leggenda attraverso un cartello che narra la storia.

 « Roi Isoré tint la hace tranchante,
Vers dant Guillaume est venus tost corant,
Férir le guide sour son hiaume luisant
Li quens se haste si le ferir avant
Le col li trence aussi con qu’un enfant
Puis prend la teste à tout l’elme luisant
Ainc n’en veut plus porter ne tant se quand
Le corps laissa à terre tout sanglotant »

La leggenda legata al gigante rivive grazie a una scultura monumentale, realizzata da Corinne Béoust, piazzata sulla facciata della scuola materna che si trova al 77 rue de la Tombe-Issoire, all’angolo con la rue d’Alésia.
La suggestiva opera, realizzata in fibra e polistirolo, rappresenta il gigante accovacciato sulla finestra della scuola mentre osserva il passaggio quotidiano dei giovani scolari che lo guardano stupiti.
Se vi trovate a passare in questa via, non dimenticate di salutare il gigante!

77 rue de la Tombe-Issoire
75014 Paris
Metro: Saint Jacques