Una storia parigina – III

Un nuovo inizio

Un nuovo inizio

Seduto sul divano rosso fuoco che troneggiava al centro del suo piccolo appartamento, Simone sfogliava svogliatamente le pagine del Parisien leggendo le ultime novità e scrutando gli annunci di lavoro.
Teneva in mano un evidenziatore giallo per sottolineare le offerte più interessanti che avrebbe contattato successivamente.
Quel giorno, come spesso accadeva, il giornale non si tinse di giallo e gli annunci consultati non suscitarono l’attenzione del giovane in cerca di occupazione.
Disilluso e stanco di cercare invano, accese la televisione e si sintonizzò su TF1 per ascoltare le ultime notizie e cercare di ingannare la mattinata.
La presentatrice aveva appena dato la linea alla collega meteorologa che annunciava con molta enfasi l’arrivo di una nuova perturbazione sulla regione parigina.
Non sarebbe stato il cielo, quindi, a risollevare il morale del trentenne catanese.
Erano appena passate le undici, quando il cellulare di Simone si mise a squillare e a saltellare sul tavolo per via delle vibrazioni.
Allô?
– Buongiorno, parlo con il signor Puglisi? Chiese una voce femminile mai sentita prima.
– Si. Chi parla?
– Sono Madame Tivolier dei Bateaux Parisiens.
Simone rimase in silenzio aspettando il seguito della comunicazione.
Sono la responsabile delle risorse umane. Lei è stato scelto per il posto di guida. Aggiunse la voce sconosciuta con un tono serio e deciso.
Oui Madame, furono le sole parole che fu in grado di pronunciare.
– E’ disponibile per un colloquio questo pomeriggio?
– Certamente, rispose Simone la cui salivazione si era improvvisamente azzerata.
– Perfetto. La aspettiamo alle 16h30. A dopo.
– Va bene, a più tardi.
Au revoir.

Simone non credeva alle sue orecchie. Erano passate due settimane dal giorno in cui, trovatosi per caso davanti all’annuncio della compagnia di navigazione fluviale, aveva lasciato una copia del suo curriculum.
Aveva atteso inutilmente una chiamata o un’email nei giorni successivi e con il passare del tempo era arrivato alla conclusione che il suo CV non era stato selezionato.
Uno squillo di telefono aveva squarciato il vuoto di quella fredda mattina di febbraio e il tono di voce professionale di Madame Tivolier gli aveva annunciato il suo imminente incarico lavorativo.
La donna le aveva parlato di un colloquio pomeridiano e Simone non stava nella pelle all’idea di cominciare un’esperienza nuova che vedeva come una svolta radicale alla monotonia delle sue giornate.
Colto da un improvviso panico per l’appuntamento imminente, si mise a percorrere in lungo e in largo i venticinque metri quadrati del suo monolocale simulando di trovarsi su un battello stracolmo di turisti.
Gesticolando freneticamente il ragazzo descriveva, ora in spagnolo ora in inglese, i principali monumenti parigini aiutandosi con i pochi elementi d’arredamento presenti nell’appartamento: la piantana alogena si era trasformata nell’obelisco di Luxor che domina Place de la Concorde, il tavolo di legno era diventato l’Arco di Trionfo voluto da Napoleone per celebrare le sue vittorie e l’appendiabiti posto all’ingresso era stato magicamente mutato nella Torre Eiffel.

Simone aveva indossato il vestito elegante delle grandi occasioni, acquistato un paio d’anni prima alle gallerie Lafayette, si era rasato meticolosamente, aveva studiato il sito internet della compagnia e si era spruzzato qualche goccia di eau Sauvage prima di lasciare il suo appartamento.
Aveva preso la metropolitana e si era recato alla sede della compagnia situata nel settimo arrondissement, sul porto della Bourdonnais, ai piedi della Tour Eiffel.
Dopo aver lanciato uno sguardo fugace alla maestosa costruzione metallica realizzata da Gustave Eiffel in occasione dell’esposizione universale del 1899, aveva sceso una decina di gradini per raggiungere l’ufficio in cui si sarebbe svolto il colloquio.
Era arrivato con dieci minuti d’anticipo all’appuntamento e aveva aspettato in religioso silenzio nella saletta d’attesa.
Pochi istanti dopo, una robusta signora in tailleur apparve da una porta rimasta socchiusa fino a quel momento e gli strinse vigorosamente la mano.
Era Madame Tivolier, la stessa persona con cui aveva parlato al telefono in mattinata.
Bienvenue Mr Puglisi, esordì la signora sfoggiando un sorriso accogliente.
Merci Madame, rispose Simone con cortesia.
– Il suo CV è molto interessante. Testeremo rapidamente le sue conoscenze linguistiche e, se tutto va bene, potrà cominciare la formazione.
La corpulenta signora aveva acceso un computer posto sulla scrivania vicina e aveva lanciato un programma che prevedeva vari test.
Vous avez une demi heure. Madame Tivolier aveva annunciato che il tempo a disposizione era di mezz’ora.
Era la prima prova da superare. Simone rispose minuziosamente ai numerosi test di grammatica e sintassi che scorrevano sullo schermo del PC e terminò la prova con un certo ottimismo.
In seguito, la stessa responsabile delle risorse umane lo accolse nel suo ufficio ponendogli varie domande sul percorso professionale e invitandolo a presentarsi nelle lingue straniere richieste per il lavoro.
Alla fine del colloquio, Madame Tivolier aveva ritirato un foglio dalla stampante e lo aveva esaminato mantenendo un’espressione seria. Erano i risultati dei test informatici che Simone aveva svolto pochi attimi prima.
Il volto della donna s’illuminò improvvisamente con lo stesso sorriso con cui lo aveva accolto.
Félicitations Mr Puglisi. Le poste de guide est à vous!
Simone avrebbe voluto abbracciarla, ma si limitò a ringraziarla e chiedere informazioni pratiche sulla missione lavorativa.
Avrebbe cominciato la formazione il giorno successivo nella stazione adiacente alla cattedrale di Notre Dame, dove aveva originariamente letto l’annuncio e dove la guida attuale aveva dato le dimissioni.
Merci Madame, disse Simone prima di congedarsi.
– Siamo lieti di averla nella nostra équipe, rispose la donna.
– Con chi ho appuntamento domani? Aggiunse il giovane catanese.
– La guida attualmente in servizio si occuperà della sua formazione. Lei è molto fortunato, è un italiano anche lui!
Simone lasciò l’ufficio carico di nuove speranze. Aveva superato brillantemente il colloquio, aveva ottenuto il posto e la persona che lo avrebbe formato al lavoro era un suo connazionale.
I suoi occhi vedevano finalmente sorgere sul cielo di Parigi l’alba incerta della speranza.
_____________
La IV puntata tra cinque giorni…

4 Risposte

  1. perché bisogna aspettare giorni?

  2. “quando una telefonata ti cambia la vita.. “

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