Il calendario delle partite del mondiale di calcio 2010

La coppa del mondo

Ci siamo! La diciannovesima edizione del mondiale di calcio comincia domani.
La partita inaugurale Sudafrica-Messico si disputerà nello stadio di Johannesburg alle 16h00.
I maschi (e non solo) del pianeta non riescono piú a contenere la loro trepidazione e da domani monopolizzeranno tutte le televisioni per sintonizzarsi con il pianeta calcio.

Eccovi quindi il calendario completo delle partite del mondiale di calcio 2010 per non perdere nemmeno un incontro di quest’appassionante avventura.

GRUPPO A
11 giugno (Johannesburg, 16.00): Sudafrica-Messico
11 giugno (Città del Capo, 20.30): Uruguay-Francia
16 giugno (Pretoria, 20.30): Sudafrica-Uruguay
17 giugno (Polokwane, 13.30): Francia-Messico
22 giugno (Rustenburg, 16.00): Messico-Uruguay
22 giugno (Bloemfontein, 16.00): Francia-Sudafrica

GRUPPO B
12 giugno (Johannesburg, 13.30): Argentina-Nigeria
12 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Corea del Sud-Grecia
17 giugno (Bloemfontein, 16.00): Grecia-Nigeria
17 giugno (Johannesburg, 20.30): Argentina-Corea del Sud
22 giugno (Durban, 20.30): Nigeria-Corea del Sud
22 giugno (Polokwane, 20.30): Grecia-Argentina

GRUPPO C
12 giugno (Rustenburg, 20.30): Inghilterra-Stati Uniti
13 giugno (Polokwane, 16.30): Algeria-Slovenia
18 giugno (Johannesburg, 16.00): Slovenia-Stati Uniti
18 giugno (Città del Capo, 20.30): Inghilterra-Algeria
23 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Slovenia-Inghilterra
23 giugno (Pretoria, 16.00): Stati Uniti-Algeria

GRUPPO D
13 giugno (Durban, 16:00): Germania-Australia
13 giugno (Pretoria, 20.30): Serbia-Ghana
18 giugno (Port Elizabeth, 13.30): Germania-Serbia
19 giugno (Rustenburg, 13.30): Ghana-Australia
23 giugno (Johannesburg, 20.30): Ghana-Germania
23 giugno (Nelspruit, 20.30): Australia-Serbia

GRUPPO E
14 giugno (Johannesburg, 13.30): Olanda-Danimarca
14 giugno (Bloemfontein, 16.00): Giappone-Camerun
19 giugno (Durban, 16.00): Olanda-Giappone
19 giugno (Pretoria, 20.30): Camerun-Danimarca
24 giugno (Rustenburg, 20.30): Danimarca-Giappone
24 giugno (Città del Capo, 20.30): Camerun-Olanda

GRUPPO F
14 giugno (Città del Capo, 20.30): Italia-Paraguay
15 giugno (Rustenburg, 13.30): Nuova Zelanda-Slovacchia
20 giugno (Bloemfontein, 13.30): Slovacchia-Paraguay
20 giugno (Nelspruit, 16.00): Italia-Nuova Zelanda
24 giugno (Johannesburg, 16.00): Slovacchia-Italia
24 giugno (Polokwane, 16.00): Paraguay-Nuova Zelanda

GRUPPO G
15 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Costa d’Avorio-Portogallo
15 giugno (Johannesburg, 20.30): Brasile-Corea del Nord
20 giugno (Johannesburg, 20.30): Brasile-Costa d’Avorio
21 giugno (Città del Capo, 13.30): Portogallo-Corea del Nord
25 giugno (Durban, 16.00): Portogallo-Brasile
25 giugno (Nelspruit, 16.00): Corea del Nord-Costa d’Avorio

GRUPPO H
16 giugno (Nelspruit, 13.30): Honduras-Cile
16 giugno (Durban, 16.00): Spagna-Svizzera
21 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Cile-Svizzera
21 giugno (Johannesburg, 20.30): Spagna-Honduras
25 giugno (Pretoria, 20.30): Cile-Spagna
25 giugno (Bloemfontein, 20.30): Svizzera-Honduras

OTTAVI DI FINALE
26 giugno: a Port Elizabeth (16.00): 1A-2B (1); a Rustenburg (20.30): 1C-2D (3)
27 giugno: a Bloemfontein (16.00): 1D-2C (4); a Johannesburg (20.30): 1B-2A (2)
28 giugno: a Durban (16.00): 1E-2F (5); a Johannesburg (20.30): 1G-2H (7)
29 giugno: a Pretoria (16.00): 1F-2E (6); a Città del Capo (20.30): 1H-2G (8)

QUARTI DI FINALE
2 luglio: a Port Elizabeth (16.00): 5-7 (C); a Johannesburg (20.30): 1-3 (A)
3 luglio: a Città del Capo (16.00): 2-4 (B); a Johannesburg (20.30): 6-8 (D)

SEMIFINALI
6 luglio: a Città del Capo (20.30): A-C (F1)
7 luglio: a Durban (20.30): B-D (F2)

FINALE TERZO POSTO
10 luglio: a Port Elizabeth (20.30): P1-P2

FINALISSIMA
11 luglio: a Johannesburg (20.30): F1-F2

Paris d’Amour: l’amore in mostra all’Hotel de Ville

Una foto dell’esposizione Paris d’Amour

L’amore sarà l’ospite d’onore dell’Hotel de Ville di Parigi dal 6 maggio al 31 Luglio: il celebre municipio parigino ospita un’esposizione fotografica che celebra l’amore, la tolleranza e la libertà.
Il fotografo Gérard Uféras presenta gli scatti che ha realizzato durante due anni trascorsi a immortalare matrimoni parigini.
Numerose foto realizzate dall’artista francese illustrano unioni ufficializzate nei municipi dei vari arrondissement parigini e dipinge in questo modo un’immagine ottimista della società.
Il fotografo insiste sul tema della diversità, che caratterizza inequivocabilmente le foto presentate, per enfatizzare la sua convinzione dell’esistenza di un’identità parigina basata sulla multietnicità e sull’integrazione.
Mostrando questa serie di unioni tra esseri diversi per colore, razza o religione, Uféras rappresenta la volontà dell’individuo di andare verso gli altri e di uscire dal suo microcosmo.

Attraverso circa 70 matrimoni o pacs nella capitale, Gérard Uféras ripercorre gli stereotipi che ruotano attorno al tema dell’unione ufficializzata tra due persone.
Questi matrimoni rappresentano il caleidoscopico mosaico culturale e sociale che caratterizza Parigi: banchetti cinesi, gospel africani, sposi giapponesi con tanto di kimono, i clichés di svariati matrimoni s’intrecciano tra loro per formare un panorama eclettico e suggestivo.
Un viaggio attraverso la diversità sociale, culturale e religiosa di Parigi che viene raccontata da stupende immagini e interviste realizzate dallo stesso artista.
Il fotografo ha, infatti, intervistato, prima e dopo la cerimonia, le coppie che ha immortalato e ha carpito le impressioni, le emozioni e il sentimento nei confronti della città che ha fatto da contesto alla loro unione.
Alcuni spazi dell’esposizione sono dotati di supporti sonori che permettono di rendere ancora più vivide le scene e d’immaginare le coppie mentre pronunciano il tanto atteso “si”.
Gérard Uféras afferma “Avevo voglia di mostrare che a prescindere dalle differenti origini sociali, culturali o religiose, tutti gli uomini sono accomunati dallo stesso sogno: un sogno d’amore”.
L’esposizione ha luogo all’ Hotel de Ville Parigi dove, ogni anno, vengono ufficializzate tantissime unioni.
La mostra di Gérard Uféras continua la serie di eventi organizzati dalla capitale per rendere omaggio a quei fotografi, Willy Ronis, Doisneau e Izis per citarne alcuni, che hanno fato di Parigi la propria musa ispiratrice.

Paris d’amour
Dal 6 maggio al 31 luglio
Tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 10h  alle 19h.
Hotel de Ville
29, rue de Rivoli
75004 Paris
Ingresso gratuito

www.parisdamour.com

www.gerarduferas.com

L’erba del vicino…parigino

Due simpatici vicini di casa

Il parigino ha un rapporto particolare con i vicini.
Se nella mia Sicilia natale i vicini fanno quasi parte della famiglia, qui a Parigi il vicino è un entità amorfa e indefinibile.
In una città in cui le relazioni umane sono costantemente bloccate dalla diffidenza che aleggia sovrana sui rapporti interpersonali, il vicino viene visto come un nemico da allontanare ed evitare.
Da quando abito a Parigi ho cambiato casa parecchie volte e in tutti i posti in cui ho abitato non ho mai simpatizzato o conosciuto i miei vicini.
Pur ritenendomi una persona mediamente socievole, non sono mai riuscito a rompere quel resistente muro fatto di pregiudizi, diffidenza e indifferenza che separa ogni parigino dal proprio dirimpettaio.
I vicini vengono visti come potenziali nemici che vivono barricati dietro mura ostili e che tramano nell’ombra, loschi personaggi che cospirano contro di noi e che possono metterci in pericolo in ogni momento.

In Italia, soprattutto nel Sud, il vicino è un punto di riferimento su cui poter contare e con cui condividere piccoli momenti di quotidianità.
Se avete fatto un dolce vi viene istintivo portarne una parte al vicino, se dovete assentarvi per qualche giorno pensate immediatamente al vostro vicino per occuparsi dei pacchi e della posta o per dare da mangiare al gatto, se non avete più sale per terminare la ricetta che stavate realizzando vi recate immediatamente dall’inquilino della porta accanto.
Se fai un dolce e vuoi farlo assaggiare a qualcuno il vicino parigino è l’ultima persona a cui vai a pensare perché non sai come potrebbe prendere il tuo gesto.
Se hai bisogno di un pizzico di sale per finire la ricetta che stavi preparando, preferisci scendere a comprarlo dall’arabetto del quartiere (che te lo vede il triplo del prezzo normale) piuttosto che bussare alla porta del vicino.
Qui a Parigi, vai a bussare dal vicino soltanto se un’infiltrazione d’acqua proviene da casa sua e devi andare a chiedere la constatazione “amichevole”.
Le conseguenze di quest’enorme diffidenza, che caratterizza Parigi come tutte le grandi città, si sono palesate nel 2003 in occasione della grande ondata di caldo afoso (la famosa canicule) che ha tristemente segnato l’estate di quell’anno.
Quasi ventimila persone hanno perso la vita in quell’occasione: si é trattato nella maggior parte dei casi di persone anziane, abbandonate a se stesse, che da anni vivevano nella solitudine piú totale e che non hanno trovato nessun aiuto.

Il vicino parigino non é solitamente un personaggio su cui potete contare in caso di bisogno ma resta inaccessibile e costantemente nascosto nella sua casa-trincea.
Tuttavia, esiste un giorno dell’anno in cui il vicino diventa simpatico e accessibile: il giorno della festa dei vicini.
In quest’occasione la metamorfosi che non ti aspetti si compie: quello che fino a pochi giorni fa era un eremita che viveva rintanato nella sua abitazione diventa una persona umana e vuole venire verso di noi, quello che sembrava essere un orco solitario che si nascondeva dietro una porta blindata si rivela essere un simpaticone.
Quando ho visto che il condominio in cui abito attualmente organizzava una festa dei vicini, mi sono detto che nessuno avrebbe partecipato talmente era bassa la considerazione che avevo dei miei vicini.
Fortunatamente ho dovuto ricredermi: la gente era allegra e disposta al dialogo e tutti, stimolati dall’atmosfera festiva e dall’alcool, volevano raccontare la propria vita e conoscere gli altri.
Mi sono reso conto che in quel condominio che mi ospita da diverso tempo, abitano persone interessanti, di nazionalità e culture diverse, che durante il resto dell’anno vivono mimetizzate nell’anonimato parigino.
E’ stata davvero una bella occasione di convivialità e condivisione.
Peccato che il giorno dopo siamo tutti ritornati a nasconderci nelle nostre case e che bisognerà aspettare la prossima festa dei vicini per poter scambiare nuovamente qualche parola con quelle entità misteriose che abitano la porta accanto.

La pizza piú buona di Parigi? Da Pietro!

La pizzeria Da Pietro

Dove mangiare la pizza piú buona di Parigi?
La risposta a questa domanda resta difficile e legata ai gusti personali: chi sostiene che tutto dipende dalla pasta, chi punta tutto sul condimento, chi pretende una mozzarella di prima scelta.
Da quando abito a Parigi ho avuto molte delusioni legate alla pizza.
Mi è capitato di entrare in ristoranti che si spacciavano per italiani e rendermi rapidamente conto che la pizza presentata non era nemmeno la brutta copia della buona pizza italiana.
Ognuno ha una sua pizzeria preferita a Parigi in relazione ai propri gusti e alle proprie preferenze.

Personalmente una delle pizze piú buone di Parigi è quella della pizzeria Da Pietro.
Si tratta di una simpatica pizzeria situata nella rue Mabillon, nel cuore del quartiere latino, che da 50 anni a questa parte propone una cucina squisitamente italiana.
Ricchi antipasti, paste gustose e soprattutto buonissime pizze realizzate come la tradizione napoletana comanda.
La pizze vengono cotte con il forno a legna e sono letteralmente squisite: pasta cotta al punto giusto, ingredienti di qualitá e mozzarella filante.
Per terminare in dolcezza concedetevi un tiramisù o una panna cotta, entrambi deliziosi e fatti in casa.
L’atmosfera è conviviale e calorosa e i camerieri con il loro buonumore sapranno farvi sentire in Italia.

Da Pietro
12 rue Mabillon
75006 Paris
Metro: Mabillon
Aperto dal martedi alla domenica.

Il mondiale di calcio 2010 é alle porte del Sud Africa

La coppa del modo di calcio 2010 in Sud Africa

Amici tifosi è giunto il vostro momento! Mancano ormai pochissimi giorni prima dell’inizio della 19esima edizione della coppa del mondo di calcio.
Lo sport più popolare del pianeta raggiungerà, come ogni quattro anni, il suo momento di massimo splendore e verremo bombardati da risultati, pronostici, sintesi di partite, azioni salienti e commenti tecnici sui gol.  
L’estate che si avvicina a grandi passi sarà, dunque, inevitabilmente caratterizzata da interminabili discussioni su falli, rigori non dati, azioni salienti, gol da cineteca, moviole, simulazioni e tanto altro ancora.
Il calcio d’inizio della coppa del mondo di calcio 2010 verrà dato l’11 giugno e la squadra campione sarà proclamata l’11 luglio a Johannesbourg: un mese di forti passioni ed emozioni che spingerà anche i più profani ad avvicinarsi a questo popolarissimo sport.
Quest’anno la competizione si svolgerà in Africa del Sud.
L’organizzazione di questo attesissimo evento sportivo è  stato assegnato, quindi,  per la prima volta, ad un paese africano.
L’Africa del Sud, il paese di Nelson Mandela, sente particolarmente il peso di questa responsabilità e sta facendo tutto il possibile affinché tutto si svolga nel migliore dei modi.
Tutti gli aspetti legati all’organizzazione della coppa del mondo, dalla logistica alla sicurezza, sono stati curati nei minimi dettagli. La realizzazione di questo evento in Sud Africa viene vista come un’importante possibilità di rivincita e riscatto per un continente nel quale il calcio rappresenta una vera e propria religione.

Per quanto riguarda i pronostici, si parla del Brasile o dell’Argentina che si distinguono per degli attacchi altamente prolifici; l’Inghilterra che vanta un vivaio giovane e talentuoso che potrebbe permettergli di aggiudicarsi un trofeo che manca da più di 40 anni; la Spagna, attuale campione d’Europa, che si presenta con un biglietto da visita che conta 43 vittorie negli ultimi 51 incontri disputati e dispone d’un gioco affascinante ed efficace; la Germania e l’Olanda vengono considerate come delle possibili pretendenti al titolo.
Numerosi sono i dubbi che aleggiano intorno alla formazione francese; i galletti blu hanno raggiunto la fase finale della competizione con molte difficoltà e soprattutto grazie ad una svista arbitrale che non ha sanzionato un enorme fallo di mano di Thierry Henry durante la partita con l’Irlanda. Il livello di gioco mostrato è apparso mediocre fino adesso e lo stile dei francesi lascia alquanto a desiderare. Se non vogliono ripetere la catastrofica esperienza dell’Euro 2008, i cugini mangia-baguette dovranno cambiare mentalità durante il mondiale e ritrovare l’energia d’un tempo.
L’Italia, infine, campione del mondo in carica, non gode di ottime quotazioni da parte dei bookmakers che vedono in questa squadra un collettivo che non ha saputo rinnovarsi dopo la precedente competizione.
Tuttavia l’Italia, pur non avendo rinnovato sostanzialmente la sua fisionomia e il suo gioco, resta un avversario temibile e in occasione della coppa del mondo gli azzurri sanno sempre dare il massimo. Allora Forza Azzurri! (un tempo si diceva Forza Italia, ma oggi equivalerebbe a sostenere un partito politico. La politica, con la sua viscida demagogia e la sua spietata logica ci impedisce anche di tifare per la nostra Nazionale!).

E voi, quale pronostico prevedete per questo mondiale?

I gironi del mondiale di calcio 2010 in Sud Africa

La vittoria del 2006

L’Italia fa parte del girone F che include Nuova Zelanda, Paraguay e Slovacchia.
La nostra Nazionale giocherà la prima partita a Città del Capo il 14 giugno 2010 con il Paraguay.

Ecco l’elenco completo dei gironi mondiali:

Gruppo A: Sud Africa, Messico, Uruguay, Francia

Gruppo B: Argentina, Corea del Sud, Nigeria, Grecia.

Gruppo C: Inghilterra, Usa, Algeria, Slovenia.

Gruppo D: Germania, Australia, Ghana, Serbia.

Gruppo E: Olanda, Giappone, Camerun, Danimarca.

Gruppo F: Italia, Nuova Zelanda, Paraguay, Slovacchia.

Gruppo G: Brasile, Corea del Nord, Costa d’Avorio, Portogallo.

Gruppo H: Spagna, Honduras, Cile, Svizzera.

Ormai non ci resta che attendere il calcio d’inizio di questa nuova avventura mondiale e sperare che la nostra nazionale ci faccia sognare e trascorrere, come cantavano la Nannini e Bennato nel 1990, delle “notti magiche”.

Zakumi, la mascotte dei mondiali di calcio 2010

Zakumi: la mascotte dei mondiali di calcio 2010

La mascotte dei mondiali di calcio 2010 si chiama Zakumi ed è rappresentata da un simpatico leopardo dalla criniera verde.
Il nome è composto dalla sillaba “ZA”, acronimo di Sudafrica nella lingua afrikaans (Zuid Africa), e dal suffisso “Kumi” che significa 10 (per indicare il 2010).
Questo simpatico leopardo, che indossa i colori della squadra nazionale dei Bafana Bafana, vuole rappresentare l’essenza di questa prima competizione mondiale sul territorio africano.
Il leopardo é uno degli animali selvaggi che fanno la ricchezza delle riserve naturali sudafricane e il colore della sua criniera rimanda al colore dei terreni da gioco.
La Fifa ha introdotto la tradizione delle mascottes nel 1966 per rappresentare in maniera simbolica le tradizioni e lo spirito del paese organizzatore.

La mascotte incarna in maniera colorata la fauna, la flora, gli usi i costumi o la storia di un paese.
Ogni mascotte ha un proprio nome e una sua storia, ripercorriamola insieme:

Inghilterra 1966  – Willie un simpatico leoncino che indossa la maglietta con la Union Jack (la bandiera inglese)

Messico 1970 – Juanito, un allegro ragazzino messicano con un enorme sombrero.

Germania 1974 – Tip e Tap, due giovani ragazzi che indossano le maglie della Germania dell’Est e dell’Ovest. Sulle maglie si può leggere  « WM 74 » che sta per Coppa del Mondo 1974 in Germania.
Argentina 1978 – Gauchito, il giovane argentino con la maglia della sua Nazionale. Il cappello e il foulard che indossa sono tipici dei gauchos argentini.
Spagna 1982 – Naranjito, un’arancia, simbolo della Spagna, che indossa la maglia spagnola.
Messico 1986 – Pique è un simpatico peperoncino, simbolo messicano, con tanto di sombrero.
Italia 1990Ciao, una mascotte design decorata dal tricolore italiano.
USA 1994 – Striker, un cane che indossa la maglia degli Stati Uniti
Francia 1998 – Footix, il gallo, simbolo della Francia decorato con i colori della Nazionale. Il suffisso “ix” rimanda al famoso personaggio dei fumetti Asterix.
Corea del Sud e Giappone 2002 – Sphériks : Kaz, Nik et Ato, personaggi futuristi arancione, viola e blu.
Germania 2006 – Goléo VI il leone parlante e il suo compagno Pille, il pallone. Il 6 di Goléo si riferisce al 2006.
Sud Africa 2010 – Zakumi, un giovane leopardo che indossa i colori della squadra Nazionale dei Bafana Bafana.

Io adoro Zakumi e Ciao. Quali sono i vostri preferiti?