Linea 14: Bajada por el lado izquierdo

Linea 14: Bajada por el lado izquierdo

I pendolari che quotidianamente utilizzano la linea 14 della metropolitana parigina saranno sicuramente rimasti sorpresi dal nuovo messaggio introdotto recentemente.
Il messaggio che caratterizzava la linea di trasporto automatica della RATP è stato modificato in occasione dei 10 anni della linea come conseguenza delle numerose lamentele da parte dei viaggiatori riguardo il volume eccessivamente elevato dei messaggi sonori.
La versione francese e quella inglese sono state riadattate ma il cambiamento principale del messaggio trilingue della famosa linea viola è stato rappresentato dalla sostituzione dello spagnolo con l’italiano.
Il passaggio al messaggio italiano è motivato dal fatto che numerosi viaggiatori italiani, giunti in treno alla stazione di Bercy, utilizzano la linea 14.
La mitica frase Bajada por el lado izquierdo che ha segnato la storia della linea 14, e in particolare quella della stazione Gare de Lyon, è stata sostituita dalla frase in italiano Uscita a sinistra.
Un italiano a Parigi come me può solamente rallegrarsi di questo cambiamento e sorridere ogni volta che si trova a passare da Gare de Lyon a bordo della linea 14.
Tuttavia i pendolari parigini sembrano aver accolto con poco entusiasmo il cambiamento e implorano la RATP di restaurare l’annuncio spagnolo al quale si erano tanto affezionati.
Ammetto che, dopo averlo ascoltato per parecchi anni, anche io lo associavo automaticamente alla linea 14 e mi stava molto simpatico.
Preferisco pero’ poter ascoltare la mia lingua e sapere che i parigini rosicano perché non gradiscono il nuovo messaggio.
I simpatici amici mangia-baguette hanno addirittura creato vari gruppi e pagine Facebook per rivendicare il ritorno al vecchio messaggio spagnolo a scapito di quello italiano.
I cugini transalpini, infuocati dalle inimicizie culturali e calcistiche tra i due Paesi, sostengono che la metropolitana parigina non deve parlare italiano.

Anche la voce del messaggio è cambiata: una voce maschile annuncia i nomi delle stazioni nel senso Olympiades/St Lazare e una voce di donna nel senso inverso.
La linea 14 ha segnato una svolta nelle abitudini dei pendolari parigini e forse anche per questo i viaggiatori si sono maggiormente affezionati alla cosiddetta linea Météor (MÉTro Est-Ouest Rapide), la prima linea automatica del circuito parigino, l’unica a non avere un conduttore.
La linea 14 ha accolto i suoi primi passegeri il 15 ottobre 1998 e si è rapidamente guadagnata un particolarissimo posto nell’immaginario collettivo dei parigini che l’ammirano come se fosse un monumento nazionale.
Inizialmente limitata al percorso Madeleine – Bibliothèque, la linea Météor ha beneficiato di un primo prolungamento fino a Saint Lazare nel 2003 e nel 2007 il capolinea sud-est è stato prolungato fino a Olympiades.
Il recente cambiamento d’identità sonora della linea 14 ha destabilizzato molti fedeli pendolari ma ha fatto contenti i tanti italiani a Parigi.

Nuno’s bar: facciamo una scommessa?

Al Nuno's bar decidono i dadi

Al Nuno’s bar potete tentare di vincere le consumazioni giocando ai dadi.
Questa nuova e originale idea lanciata da Nuno, Fernando e Victor, i tre proprietari del locale, inizia a riscuotere molto successo e a richiamare clienti da tutte le parti della città.
Il principio è semplicissimo: dopo aver consumato il pasto o aver bevuto una bottiglia di vino in compagnia dei vostri amici potete scegliere di giocarvi il conto ai dadi.
Il Ta pago (“ti pago” in portoghese ) è diventato un vero e proprio metodo di pagamento al Nuno’s bar.
I clienti del locale possono tentare la fortuna lanciando i dadi per tre volte sperando di ottenere le combinazioni di numeri vincenti.
In caso di vincita il conto è offerto dal Nuno’s bar.
Naturalmente i clienti che non amano quest’idea possono decidere di non tentare la fortuna e pagare il conto in maniera classica.

Nuno’s Bar
19 rue des Feuillantines
75005 Paris
Metro : Place Monge

I System of a down tornano a Parigi

I System of a down

I System of a down si esibiranno a Bercy il 06 giugno 2011.
Il gruppo System of a down (conosciuto anche come SOAD) è un gruppo neo-metal americano-armeniano.
I SOAD, grazie soprattutto al cantante del gruppo Serj Tankian, sono stati capaci di creare uno stile alternativo unico nel loro genere che li ha rapidamente fatti emergere nel panorama musicale mondiale.
Serj Tankina (cantante) e Daron Malakian (chitarrista), in seguito alla rottura del gruppo Soil che avevano inizialmente fondato, creano i SOAD nel 1995.
Il loro manager, Shavo Odadjan, diventa rapidamente il bassista del gruppo e il batterista Ontronik Khatchaturian viene rimpiazzato da John Dolmayan nel 1997. La formazione del gruppo è completata definitamente.
Dal 1995 al 1997 i SOAD registrano numerose demo che serviranno da materia prima per il primo album e iniziano a esibirsi in numerosi concerti in California.
Rick Rubin nota immediatamente il giovane gruppo e li convince a firmare un contratto con la sua casa discografica la American Recordings del gruppo Sony.
Tra il 1997 e il 1998, i System of a down registrano con Rubin il loro primo album eponimo che esce il 30 giugno 1998.
Il suono del gruppo s’impone immediatamente in maniera prepotente grazie alla mescolanza di heavy metal, atmosfere al limite del gotico, strutture pop e progressive e un sublime canto melodico.

I temi delle canzoni dei SOAD affrontano tematiche politiche e sociali come la guerra, le armi, il potere o, ancora, il genocidio del popolo armeno.
I quattro ragazzi del gruppo sono tutti di origine armena, come lasciano intuire alcune sonorità orientaleggianti, e sentono la responsabilità e il peso di quest’eredità culturale.
I System of a down conoscono rapidamente un discreto successo commerciale e vengono apprezzati anche dalla critica.
Il gruppo inizia a comparire a fianco di grandi gruppi come Slayer, Fear Factory, Incubus o ancora Mr Bungle.
Nel settembre 2001 esce Toxicity, il secondo album dei SOAD, pochi giorni dopo il terribile attentato alle torri gemelle di New York.
L’album si piazza in testa alle classifiche americane e canadesi e conferma l’inclinazione del gruppo verso temi sociali e politici attraverso testi che affrontano argomenti come il sistema carcerario americano, la droga e il suicidio.
Nel 2002 compare la compilation Steal this album  che contiene il singolo Innervision e il pezzo anti-guerra  Boom.
Il video di Boom è stato realizzato da Michael Moore e contiene immagini dei membri dei SOAD che partecipano a una manifestazione contro la guerra in Irak.

Nel  2003, Serj Tankian, insieme a Tom Morello (ex chitarrista dei Rage Against The Machine e membro degli Audioslave) fonda l’associazione Axis of Justice che unisce numerosi artisti e organizzazioni al fine d’informare su questioni politiche e sociali.
Nel maggio 2005, il gruppo pubblica Mesmerize che rappresenta il primo capitolo di un doppio album i cui dischi saranno pubblicati a pochi mesi di distanza. Il disco si classifica ancora una volta in testa alle hit parade.
La novità principale sta nella maggiore partecipazione del chitarrista Daron Malakian che ha scritto una parte dei testi dell’album e canta in molti pezzi insieme a Serj Tankian. In alcuni pezzi, come per esempio Lonely day, Malakian diventa il cantante principale.
I due dischi, per la musica e per le parole,  formano un’unica coerente realizzazione che scandaglia impietosamente i mali che affliggono la società americana.
L’ottimo singolo B.Y.O.B. riceve nel febbraio 2006 il Grammy come miglior pezzo hard rock del 2005.
Dopo una pausa cominciata nel 2006 e che ha visto i componenti del gruppo lanciarsi in carriere soliste, i SOAD tornano a Parigi per riscaldare l’anima rock della capitale francese.

6 giugno 2011
Palais Omnisport de Bercy
8 boulevard de Bercy
75012 Paris

La rue Cremieux: una galleria d’arte a cielo aperto

La coloratissima rue Cremieux

Nascosta in un suggestivo angolo del XII arrondissement, a pochi passi da Gare de Lyon, la rue Cremieux è una delle vie più colorate e originali di Parigi.
Pur essendo lontana dai sentieri maggiormente battuti dai turisti, questa piccola viuzza è dotata di un fascino particolarissimo.
Perpendicolare alla rue de Bercy, la rue Cremieux rappresenta una vera e propria galleria a cielo aperto di splendide realizzazioni artistiche: trompe l’oeil, affreschi dai colori pastello, farfalle disegnate sui muri e tantissime curiosità da scoprire.
In questa via chiusa al traffico vi sentirete avvolti da una pace surreale che vi trasporterà  in un’atmosfera calma e riposante lontano dal traffico caotico e stressante.
Tantissimi piccoli dettagli attireranno la vostra attenzione e vi inviteranno a prendere in mano la vostra macchina fotografica: disegni di gatti neri che sorvegliano le abitazioni, insegne d’epoca, vecchi orologi e una targa che ricorda il livello (1m75!) raggiunto dall’acqua in occasione dell’inondazione del 1910.

Il muro vegetale del Pershing Hall

Il muro vegetale del Pershing Hall

Da qualche anno a questa parte una nuova forma di decorazione urbana ha invaso la capitale francese: il muro vegetale.
La sua rappresentazione più conosciuta e riuscita si trova nella facciata del Museo Quai Branly, il famoso museo specializzato nelle civiltà d’Africa, Oceania, Asia e le Americhe voluto da Jacques Chirac e ideato dall’architetto Jean Nouvel.
La principale particolarità strutturale consiste in un imponente muro vegetale che lascia senza fiato i passanti e che decora magicamente la monumentale facciata del museo.
Un vero e proprio giardino con tanto di piante, fiori e insetti è stato realizzato da Patrick Blanc, l’ideatore di questo originale concetto.
Blanc è un affermato botanista del CNRS, specializzato in piante e fiori tropicali, che dopo lunghi studi del mondo vegetale ha scoperto l’esistenza di varie specie di piante che crescono senza bisogno di terra ne di suolo: le radici di queste specie sono capaci di fissarsi su superfici difficili come pietre, tronchi o muri.

Numerose sono le originali creazioni legate al nome di Patrick Blanc: a Parigi, oltre alla facciata del Museo Branly, troviamo stupendi muri vegetali presso la Fondazione Cartier, il negozio Marithée François Girbaud (rue du Cherche-Midi) e, ancora, l’hotel e  ristorante Pershing Hall.
Il Pershing Hall è stato uno dei primi edifici a dotarsi di questo gradevole e rilassante tocco di verde.
Fu nel 2001 che un magnifico giardino verticale, alto più di 30 metri, venne eretto per dare una sensazione di freschezza e libertà al luogo.
Il muro vegetale dell’hotel è composto da più di 300 specie di alberi, arbusti e piante provenienti dalle Filippine, dall’Himalaya e dalla foresta amazzonica.
L’originale crezione vegetale di Patrick Blanc conferisce al posto un’atmosfera onirica e riposante, ideale per una pausa rilassante nel cuore del pomeriggio.
Il Pershing Hall, che propone un ricco brunch domenicale, presenta una cucina d’ispirazione francese con originali influenze asiatiche.
Gli amanti delle bollicine, inoltre, apprezzeranno le degustazioni di champagne che permettono di conoscere anche varietà molto rare.

Pershing Hall
49 rue Pierre Charron
75008 Paris

Le maliziose baguette del Gay Choc

Le baguette magique del Gay Choc

Le vetrine parigine custodiscono un’infinità di stranezze e idee insolite che sanno stupire l’immaginazione dei più curiosi.
Vi potrà capitare, durante una delle vostre spensierate passeggiate parigine, d’imbattervi in strane baguette dalle particolari forme falliche.
Si tratta della baguette magique, la specialità domenicale della boulangerie Legay Choc, un simpatico panificio, gay friendly, situato nel cuore del Marais che propone numerosi dolci e biscotti a forma di zizi.  
I nomi dei dolci restano abbastanza allusivi (le chocolat zizichoc, la brioche gourmande, la baguette magique, la bistouquette, les zizis croc) e davanti la vetrina della boulangerie si forma spesso una fila di curiosi che ridono allegramente commentando le strane forme esposte.

Le Gay Choc
45, rue Sainte Croix de la Bretonnerie
75004 Paris

Splendidi fiocchi di magia imbiancano Parigi

Splendidi fiocchi di magia imbiancano parigi

Chi, come me, viene dal Sud e custodisce negli occhi e nel cuore il caldo sole mediterraneo, si stupisce sistematicamente davanti a un’abbondante nevicata che imbianca magicamente il paesaggio.
Ricordo ancora con emozione le sporadiche nevicate alle quali ho assistito in Sicilia: ogni candido fiocco che cadeva dal cielo veniva accompagnato da sospiri di stupore e immortalato da decine di fotografie.
Quelle insolite nevicate che trasformavano poeticamente il paesaggio di Cinisi, il mio paese natale, venivano vissute con grande intensità dalla gente che sembrava celebrare una vera e propria festa.
Dopo aver assistito con il fiato sospeso alla soffice caduta dei fiocchi bianchi, si saliva immediatamente in montagna dove le precipitazioni nevose erano state più intense e abbondanti.
Montagna Longa e il monte Pecoraro, che coronano il paese, si trasformavano surrealmente in due enormi distese bianche che facevano da scenario a divertenti battaglie di neve e improbabili discese in slittino.

Gli scorci paesaggistici più suggestivi venivano immortalati da numerose foto che avrebbero ricordato l’eccezionale evento negli anni a seguire.
Da quando abito a Parigi il mio spirito mediterraneo si è adattato al clima nord-europeo della capitale francese e alle sue temperature che non esitano a scendere sotto lo zero durante la stagione invernale.
Pur essendomi abituato alle rigide temperature della ville lumière, continuo a stupirmi di fronte alle nevicate che ne modificano splendidamente il paesaggio.
Le nevicate parigine sono molto più frequenti di quelle siciliane ma la magia è la stessa!
Intorpiditi dal freddo invernale, i parigini aprono le finestre e vengono avvolti da un silenzio irreale: il paesaggio si trasforma in una romantica cartolina natalizia in cui tutto appare candido e puro.
Parigi indossa una magnifica veste bianca e invita i suoi tantissimi ammiratori a fotografarla e ammirarla: i monumenti e le facciate parigine assumono un fascino particolare e il paesaggio urbano infonde una insolita sensazione di tranquillità.