I falsi amici

I falsi amici

I falsi amici

No, non vi parlerò di quell’amico che ha tradito la vostra fiducia o di quell’altro che vi chiama solamente quando ha bisogno di voi.
Voglio presentarvi, invece, i cosiddetti faux amis ovvero falsi amici linguistici che possono impelagarvi in spiacevoli incomprensioni.
La somiglianza fonetica ci induce spesso a pensare che una certa parola francese abbia lo stesso significato del corrispettivo italiano.
In realtà molti termini francesi che somigliano a parole italiane, per pronuncia o per l’ortografia, hanno significati completamente diversi.
Facendo sempre attenzione a non confondere il significato dei falsi amici, eviterete fraintendimenti di ogni tipo e situazioni poco felici.

Ecco alcuni dei principali falsi amici e il relativo significato.

Ajuster = regolare                    Aggiustare = réparer
Attacher = legare                     Attaccare = attaquer
Botte = stivale                       Botte = tonneau
Boudin =  sanguinaccio             Budino = flan
Brut = lordo                          Brutto = laid
Cantine = mensa                       Cantina = cave
Case = casella                        Casa = maison
Code = codice                         Coda = queue
Confetti = coriandoli                 Confetti = dragées
Costume = vestito da uomo     Costume da bagno = maillot de bain
Déjeuner = pranzare                 Digiunare = jeuner
Facteur = postino                     Fattore = fermier
Fermer = chiudere                   Fermare = arrêter
Firme = ditta                         Firma = signature
Gare = stazione                       Gara = compétition
Gueule = bocca                        Gola = gorge
Lasser = stancare                   Lasciare = laisser
Limonade = gazzosa               Limonata = citronnade
Nonne = monaca                     Nonna = grande-mère
Pelle = pala                          Pelle = peau
Poli = educato                        Pulito = propre
Poltronne = vigliacca             Poltrona = fauteuil
Soldes = saldi                        Soldi = argent
Ville = città                         Villa = pavillon

Annunci

Più veloce della metro!

Man vs Subway

Man vs Subway

Un  tempo i giovani corridori amavano lanciarsi sfide affascinanti cercando di andare più veloci della corsa di un cavallo o di un’auto di piccola cilindrata.
I tempi cambiano e oggi i giovani sprinter lanciano le loro sfide ai nuovi mezzi di trasporto urbano.
La metropolitana, in particolare, ha da sempre stimolato la fantasia dei corridori parigini.
Il 2 dicembre 2012 Vincent Mulard, un giovane parigino amante di scommesse adrenaliniche, ha deciso di sfidare il serpentone metallico targato RATP, ovvero correre più veloce della metropolitana!
Equipaggiato di una piccola telecamera GoPro che ha ripreso ogni istante della sua folle corsa, Vincent è sceso alla stazione Cluny-La Sorbonne, linea 10, e ha letteralmente galoppato fino alla stazione Odéon per recuperare il vagone della metro da cui era sceso pochi minuti prima.
La sfrenata corsa del giovane corridore ha dovuto fare i conti con i pendolari che camminavano lungo i corridoi, i passanti, le scale, le barriere di sicurezza e anche un semaforo rosso.
Scendendo le scale della stazione Odéon, Vincent è caduto rompendo il pass Navigo, la scheda magnetica che permette l’accesso alle banchine della metro.
Il parigino ha mantenuto il sangue freddo e giunto davanti la barriera d’ingresso ha scavalcato l’ostacolo con agilità per terminare con successo la sua corsa.
Vincent è riuscito a risalire a bordo dello stesso vagone della linea 10 ed è stato accolto da una sua amica cameraman che lo ha felicitato e ha raccolto le sue emozioni subito dopo l’impresa.

La dignità rinchiusa in un metro quadro

L'appartamento (?!?) di rue de Lappe

L’appartamento (?!?) di rue de Lappe

In quanti metri quadri si può rinchiudere la dignità di una persona?
Ne bastano pochissimi a Parigi dove avvoltoi senza scrupoli approfittano della degenza e della crisi per speculare sulla miseria umana.
Il prezzo del mattone nella capitale francese ha raggiunto livelli inverosimili.
Acquistare un appartamento a Parigi è oramai un privilegio riservato a una ristretta classe benestante che può permettersi questo lusso.
La classe media deve sobbarcarsi ingenti mutui ventennali (e anche più lunghi) per poter realizzare il proprio sogno di diventare proprietari di una piccola superficie nella ville lumière.
La maggior parte dei residenti a Parigi non può permettersi di acquistare una casa e deve quindi accettare di pagare il prezzo di altissimi affitti per garantirisi un tetto sopra la testa.
E’ sufficiente visitare i principali siti di annunci immobiliari per rendersi conto che monolocali che vanno dai 9 ai 20m² vengono affittati mediamente al costo di 500€ al mese.
Un prezzo esorbitante per superfici esigue che spesso presentano macroscopici svantaggi logistici: 6° piano senza ascensore, bagni in comune con i vicini, riscaldamenti improvvisati e condizioni igieniche al limite dell’insalubrità.

Una delle mie prime sistemazioni a Parigi fu proprio uno studio di 15m², poco distante dallo Champ de Mars, dove ho trascorso i primi sei mesi della mia permanenza in terra francese.
Spaesato, disorientato e da poco arrivato nella capitale, avevo accettato l’offerta del primo proprietario disposto ad affittarmi il suo appartamento.
Si trattava di una delle tante chambres de bonne ancora esistenti a Parigi.
Così vengono chiamate queste sistemazioni precarie apparse per la prima volta a Parigi intorno al 1830, che venivano utilizzate per ospitare la servitù che lavorava nelle ricche case adiacenti.
Solitamente situate sotto i tetti e accessibili dalle scale di servizio, queste insalubri camerette ospitavano i domestici reclutati per occuparsi delle faccende di casa (il termine bonne deriva da bonne à tout faire ovvero “in grado di far tutto”).
Questi spazi ristretti risultavano essere angusti e dotati di un confort abbastanza discutibile.
Le precarie condizioni di vita che si conducevano in queste chambres de bonne furono denunciate già nel XIX secolo dal professore Paul Brouardel dell’Accademia dei medici che accusò pubblicamente la mancanza delle condizioni igieniche basilari. Bisogna ammettere che dal 1830 a oggi le cose non sono molto cambiate.
Ad abitare in queste sistemazioni fatiscenti non sono più les bonnes ma gli schiavi moderni, ovvero studenti squattrinati e lavoratori sottopagati che non hanno altra scelta.
Naturalmente negli annunci queste squallide topaie vengono presentate come splendidi monolocali dotati di infiniti angoli ( angolo cucina, angolo doccia, angolo scrivania….) e di ingegnose soluzioni salvaspazio (divani-letto, ripostigli improvvisati, tavoli e sedie pieghevoli).

Approfittando dei costi esorbitanti degli affitti, loschi personaggi osano presentare situazioni improponibili a chi si trova nella necessità di trovare un alloggio disponendo di scarse disponibilità economiche.
E’ di pochi giorni fa la notizia di una stanza di 1,56 m² affittata, al prezzo di 330€, per più di tre anni.
La scoperta di questo increscioso scandalo è avvenuta grazie all’intervento dell’associazione umanitaria Abbé Pierre che da più di quindici anni si occupa di assistere le persone in difficoltà.
Dominique, lo sfortunato inquilino cinquantenne, abitava in questo solaio situato in rue de Lappe, nell’XI arrondissement, tollerando condizioni igieniche disumane e una superficie abitabile ridotta al minimo.
Naturalmente l’associazione Abbé Pierre ha assistito Dominique nella denuncia del proprietario che gli affittava, in maniera totalmente illegale, quello squallido sgabuzzino.

State bene attenti a rispondere a un annuncio di locazione a Parigi.
Secondo un decreto del 2002, per poter essere affittato un appartamento deve avere una superficie minima di 9m² o un volume abitabile di 20m³.

La casa di Dalida in vendita

La casa di Dalida in vendita

La casa di Dalida in vendita

La dimora dell’indimenticata cantante italo-egiziana Yolanda Gigliotti, più conosciuta al grande pubblico come Dalida, è da poco stata messa in vendita.
Nascosta nella piccola rue d’Orchampt, nel cuore del suggestivo quartiere di Montmartre, la casa che ospitò gli ultimi anni della famosa cantante si compone di due piani.
L’appartamento di circa 100 metri quadrati ha accolto la vita tumultuosa di Dalida per più di 25 anni facendo da scenario alla sua storia d’amore segreta con l’ex presidente Mitterand (dal 1979 al 1981) e al suo tragico suicidio il 3 maggio 1987.
La cantante si tolse la vita in seguito al dolore per il suicidio del suo amato Luigi Tenco.
Le mura che ospitarono l’interprete di Gigi l’amoroso, Il venait d’avoir dix-huit ans, Bambino e Laissez moi danser sono in vendita alla “modica” cifra di 2 milioni e 350 mila euro. Qualcuno è interessato?

L’Aviation Club de France

L'Aviation Club de France

L’Aviation Club de France

Lei, l’austriaca (il popolo soleva chiamarla così per disprezzo), amava intrattenersi per ore alla roulette, dilapidando parte del patrimonio reale francese.
Maria Antonietta, che al giorno d’oggi sarebbe rientrata nel profilo della cosiddetta bad girl, adorava gli spassosi divertimenti che la corte di Francia poteva offrirle: la moda ricercata, i cibi prelibati e il gioco d’azzardo.
Non va poi dimenticato, a sua discolpa, che anche se siamo stati noi italiani ad inventare “la girella” è proprio in Francia che sembra avere inizio la storia della roulette e che su di lei, andata in sposa a Luigi XV solo dodicenne, quella “moderna” diavoleria non poteva che esercitare un fascino straordinario.

Sono passati secoli eppure ancora oggi la roulette sembra essere un passatempo d`élite a Parigi dove potrete giocarvici solo percorrendo i sentieri misteriosi di una vita altolocata. Cercare un casinò nella capitale non porterà molti frutti, nonostante il turismo sul gioco sia in continuo aumento negli ultimi anni.
Lo sa bene lo stesso governo francese che ha investito ben 50 milioni di euro per fare di Marsiglia la nuova Montecarlo.
Allo stesso tempo Madrid risponde con L`Eurovegas, un progetto colossale che punta a sottrarre lo scettro di “mecca” del gioco alla Sin City newyorkese.
Londra da anni compete con oltre 25 casinò attivi, tra cui il rinomato Victoria. L`Italia, sempre in ritardo, solo di recente ha visto una concreta proposta per l`apertura di un casinò a Taormina, il primo del sud Italia.
In tutto questo, sorprendentemente, Parigi resta a guardare e il Casino de Paris rimane un luogo prestigioso di ricercati spettacoli teatrali e di danza.

Così se vi trovate nella capitale e volete tentare la fortuna vale davvero la pena fare un salto all’Aviation Club de France. Attraversati gli Champs-Elysée, proprio vicino all’Arco di Trionfo, non potrete che fermarvi in quello che è uno dei circoli più popolari di Parigi, dove è possibile giocare a baccarat, alla roulette, a bridge. Un’esperienza, come all’epoca dell’austriaca, vagamente aristocratica che vi condurrà in un mondo diverso da quello quotidiano, poiché l’Aviation Club, aperto nei primi del Novecento e in origine riservato ai soli aviatori, ha attraversato un secolo di storia parigina.
Ricordate, tuttavia, che non potrete entrarvi senza essere segnalati da un socio, così che è necessario vestirsi in maniera appropriata: scarpe da tennis e t-shirt sono assolutamente bandite.
Se poi non siete appassionati del gioco, varrà ad ogni modo la pena cenare nello storico ristorante al suo interno, dove cinque rinomati chef faranno la felicità delle vostre papille gustative.

Voglia di Rivoluzione!

La Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia

La Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia

Le elezioni del Parlamento italiano, indette per il 24 e il 25 febbraio, si avvicinano a passi da gigante e tra poco gli italiani saranno chiamati alle urne per scegliere la nuova compagine politica che avrà l’oneroso compito di risollevare la drammatica situazione di un’Italia impelagata in una grave crisi economica, sociale e culturale.
Prima delle vacanze natalizie avevo redatto un post in cui manifestavo una certa simpatia verso la ventata di rinnovamento proposta dal movimento 5 stelle di Grillo che propone valori semplici ma essenziali per una democrazia che possa essere considerata tale.
Da quel post pre-natalizio le pedine della scacchiera politica sono cambiate e mi sento di simpatizzare maggiormente per il partito della Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, magistrato antimafia che ha partecipato ai processi più controversi degli ultimi anni al fine di svelare la verità sui viscidi e inestricabili rapporti tra criminalità organizzata, politica ed economia (tra cui la trattativa Stato-mafia sviluppatasi negli anni ’90).
Tornato dal Guatemala, dove era stato inviato dall’ONU per dirigere l’unità investigativa specializzata nella lotta al narcotraffico, Ingroia si è assunto la responsabilità di rappresentare una valida alternativa alle attuali forze politiche.
Rivoluzione Civile raggruppa simbioticamente rappresentanti della società civile ed esponenti della politica pulita per gettare le fondamenta di un Paese rinnovato e libero dalla piovra del berlusconismo e dalle becere logiche economiche di Monti.
Scelte di governo scellerate hanno depredato un’intera generazione del proprio futuro, biechi personaggi di scarsa caratura umana e politica hanno ridotto in brandelli i diritti dei lavoratori, pseudotecnici e professori bocconiani hanno palleggiato distrattamente con la dignità delle classi lavoratrici prima di calpestarla con disprezzo.
Il partito di Ingroia si propone di ridare il giusto valore all’articolo 1 della nostra Costituzione e di rimettere in primo piano il diritto al lavoro, tassello essenziale e fondamentale della nostra società e della dignità umana.
Personalmente considero Rivoluzione Civile una valida alternativa all’impresentabile casta politica che ha portato l’Italia sull’orlo del tracollo e all’indistinta amalgama di pseudo-politicanti che, come avide iene, accerchiano il corpo agonizzante del Belpaese.
Lo tsunamico partito di Grillo continua a farmi molta simpatia ma penso che Rivoluzione Civile presenti una maggiore lucidità programmatica, facce pulite e idee chiare sul futuro del Paese.
Ecco perché tenevo a manifestare tutto il mio appoggio a Antonio Ingroia e alla sua avventura politica.
Mi auguro che Rivoluzione Civile ottenga un alto numero di consensi e che riesca a contrapporsi efficacemente a quei dinosauri politici interessati più alla salvaguardia della  propria poltrona e a squallidi giochi di potere che al bene dell’Italia.

Gli italiani a Parigi (e più in generale all’estero) per esercitare il proprio diritto di voto devono essere regolarmente iscritti all’AIRE (Albo italiani residenti all’estero).
Il voto avviene per corrispondenza esprimendo la propria preferenza per le liste dei candidati presentate nella rispettiva ripartizione della Circoscrizione Estero.
L’elettore esprime il proprio voto tracciando  un segno sul contrassegno corrispondente alla lista da lui prescelta; chi vota puo’ inoltre esprimere la sua preferenza scrivendo il cognome del candidato nell’apposita riga posta accanto al contrassegno votato.
Convinto del mio sostegno a Rivoluzione Civile, ho anche trovato un valido candidato da supportare per la circoscrizione estera.
Si tratta di Caterina Avanza, co-fondatrice di Ethicando, che ho incontrato casualmente la settimana scorsa.
Vagando senza metà lungo il canal Saint Martin, mi sono imbattuto sull’insegna della boutique Ethicando e ho deciso di fermarmi per bere un caffè.
Avevo già sentito parlare di Ethicando, un’impresa sociale che si batte per la legalità e vende i prodotti delle cooperative sociali italiane, e la pausa caffé improvvisata si rivela un’ ottima occasione per conoscere Caterina che, con entusiasmo e idee chiare, mi parla della sua candidatura e della sua voglia di cambiamento.
Votare in questo periodo di crisi economica (e soprattutto politica) non è facile e scegliere un partito e un volto che siano capaci di invertire la rotta e riportare il cammino del Paese lungo la giusta direzione non è un’impresa semplice.
Dopo lunghi anni di malgoverno e di bistrattamento del mondo del lavoro, risulta inevitabile fare tabula rasa e rimpiazzare i volti fossilizzati dell’attuale classe politica con nuove facce determinate a risollevare le sorti del Paese.
Ecco perchè esprimo la mia stima e la mia adesione alla candidatura di Caterina Avanza che potete conoscere leggendo una sua intervista che riporto di seguito o, come ho fatto io, recandovi direttamente da Ethicando per scambiare due opinioni con lei.

Intervista

Sei alla prima esperienza politica, ti senti pronta ?
Che io sia giovane é un dato di fatto. Pero devo dire che sono cresciuta a pane e politica. Da bambina non avevamo la televisione e i miei mi costringevano a stare a tavola dove si parlava sempre di politica. Forse é per questo che ho scelto di laurearmi in scienze politiche! E poi ho fatto tante esperienze diverse, in tanti paesi diversi, ho lavorato nel Microcredito, nella comunicazione politica, sono mamma. Si mi sento pronta, e penso che sia venuto il momento di una politica fatta anche da giovani, da donne e da gente pulita, sincera e che vive e pensa ai problemi concreti delle gente al posto che concentrarsi solo sul gioco delle poltrone dal quale i partiti sembrano assorbiti.

Politica e antipolitica ? Quale differenza ?
Sono d’accordo con Antonio Ingroia quando dice che fare politica é un atto nobile e che non bisogna nascondersi o peggio vergognarsi. Preoccuparsi dei problemi della polis e mettersi a disposizione per risolverli ognuno con le proprie capacità e sensibilità é un atto fondamentale nella vita di ognuno di noi. L’antipolitica é pericolosa e nemica della democrazia. Non andare a votare significa non partecipare al dibattito per il bene comune perché la politica, quella vera, é gestione collettiva del bene comune.
Vista e considerata la decadenza morale della politica italiana, quando dico alla gente che ho deciso di candidarmi osservo molto spesso uno sguardo sospettoso, perché ormai tutti fanno l’equazione politica uguale magna magna, uguale privilegi, ma per fortuna c’é anche gente, ed é il mio caso, che fa politica per cercare di dare il suo contributo, per cambiare le cose, come servitore dello Stato.
Quindi ai giovani disgustati dalla politica ho voglia di gridare, forza fatevi avanti, proponete delle soluzioni e andate a votare, interessatevi ai candidati, soprattutto in Europa dove si ha la possibilità di scegliere il candidato.

La lista Rivoluzione Civile potrebbe portare a una sconfitta del
centro-sinistra ?

Ad una sconfitta no. Ma il suo ingresso in Parlamento é fondamentale e davvero auspicabile per avere una forza che sia davvero contro il montismo e contro il Fiscal Compact che sta facendo dei danni gravi all’economia sulla schiena della gente. Ma vi sembra normale che in un solo anno con tutti i sacrifici che il governo Monti ha chiesto agli italiani il rapporto deficit pil sia salito di 6 punti superando il 126%? Quindi si fanno tagli dolorosi, si tagliano i servizi, la sanità, si aumentano le tasse in nome della riduzione del debito per rispettare il patto fatto con Bruxelles e invece il debito continua a salire a causa degli interessi. Rivoluzione Civile vuole e si batterà alleata ad altre forze politiche Europee per una rinegoziazione di questi accordi che stanno portando tutta l’Europa in una recessione tremenda. L’accordo fra Monti e Bersani é ormai certo e visti i risultati drammatici, direi che é assolutamente da scongiurare.
Inoltre é fondamentale che nel contesto politico italiano completamente degradato, in un clima di rabbiosa antipolitica, esista una forza politica che metta come primo punto del suo programma l’anticorruzione e una vera lotta alle mafie. La legge anticorruzione fatta dal governo Monti é ridicola in un paese dove la corruzione costa agli italiani 60 miliardi di euro all’anno. Solo con leggi severissime che impediscono il voto di scambio, che penalizzano il falso in bilancio, si riuscirebbe a sconfiggere questo cancro e con i soldi recuperati si potrebbero abbassare le tasse o eliminare l’IMU sulla prima casa. Se mi permettete, questo é il vero VOTO UTILE!

Qual’e` il messaggio che ti distingue dagli altri ?
Ribadisco che la mia candidatura non é il frutto di logiche di potere delle segreterie dei partiti. Sono l’unica esponente della società civile presente sulla lista Rivoluzione Civile in Europa. Non ho tessere di partito. Appartengo al movimento antimafia, da anni mi batto nel sociale, sono co-fondatrice di Ethicando, un’impresa sociale che si batte per la legalità e vende i prodotti delle cooperative sociali italiane. La mia voglia di impegnarmi in politica attivamente nasce dalla volontà di portare le battaglie delle associazioni antimafia in Parlamento e dal voler portare un nuovo modo di fare politica, quello che si batte per il bene comune.
Trovo che i salari dei Parlamentari siano scandalosamente alti e che vadano ridotti drasticamente. Chi va in Parlamento ci deve andare come un dovere civico, come servitore dello Stato. Come tale deve ricevere un salario ma che potrebbe essere paritario a quello dei magistrati e non tre volte superiore.
Ma visto che una tale riforma non si farà in brevi termini, mi impegno a creare una fondazione Rivoluzione Civile Europa dove verserò’ la metà del mio salario per finanziare borse di studio per gli italiani all’estero e/o borse di alloggio per pagare le agenzie immobiliari quando si affitta casa.

A chi rivolgi il tuo messaggio ?
A tutti quelli che come me amano tantissimo l’Italia e che pensano che l’Italia meriti una classe politica che porti rispetto questo paese e non una classe politica che lo maltratti e lo derubi come é successo negli ultimi 20 anni.
Non sono una politica di professione, sono una portavoce di esperienze comuni: come tanti, sono stata studentessa, ho avuto difficoltà a trovare casa, a trovare un lavoro stabile, a trovare chi tenesse i miei figli per permettermi di lavorare e sono queste le preoccupazioni che vanno portate in Parlamento.

Buon 2013 a tutti!

Buon 2013 a tutti!

Buon 2013 a tutti!

Approfitto di questi auguri per ringraziare chi ha commentato il “post di ghiaccio” permettendo lo scongelamento del blog che era ripiombato in un profondo stato di ibernazione.

Buon 2013 a tutti!
Auguro un 2013 frizzante e pieno di belle sorprese a tutti i visitatori di questo blog.
Spero che il nuovo anno vi porti la salute, la gioia, l’amore, la serenità, la fortuna e la pace.
Possa il nuovo anno realizzare i vostri desideri e trasformare in realtà i sogni più segreti.
Siate felici e godetevi i vostri amici e le vostre famiglie.

– Et qu’est-ce que c’est qu’un siècle? une minute dans la nuit.
Gustave Flaubert

– Une année qui finit, c’est une pierre jetée au fond de la citerne des âges et qui tombe avec des résonances d’adieu.
Firmin van den Bosch

– Il ne faut pas chercher à rajouter des années à sa vie, mais plutôt essayer de rajouter de la vie à ses années.
Oscar Wilde