La funicolare di Montmartre

La funicolare di Montmartre

I turisti e gli innamorati del mitico quartiere di Montmartre che vogliono raggiungere la collina che ospita la basilica del Sacro Cuore e la suggestiva Place du Tertre hanno due possibili alternative: salire i 220 gradini della scalinata della rue Foyatier o utilizzare la più comoda funicolare.
Questo funzionale mezzo di trasporto permette di percorrere in meno di due minuti i 36 metri di dislivello che separano le piazze Saint Pierre e Suzanne Valadon, in basso, e la rue du Cardinal Dubois, in alto.
Circa seimila persone utilizzano quotidianamente la funicolare per arrivare in cima alla famosa collinetta parigina che ha ospitato vari artisti di grande successo come la grande Dalida.
Messa in servizio per la prima volta nel 1900, la funicolare funzionava inizialmente grazie a un contrappeso d’acqua: il riempimento e lo svuotamento della cisterna situata sotto la cabina  consentivano la salita di un vagoncino e la discesa dell’altro.
Nel corso degli anni la funicolare si è modernizzata e oggi funziona come un ascensore gigante dotato di un tetto trasparente che permette di apprezzare la vista sul Sacro Cuore durante tutta l’ascensione.
Elemento inconfondibile del paesaggio di Montmartre, la funicolare compare in numerosi film e serie poliziesche.
Scesi dalla piccola vettura, potrete abbracciare con un solo sguardo tutta la prospettiva di Parigi e apprezzare una delle più belle vedute panoramiche della città.

Bubble in Paris: dentro una palla di Natale

Bubble in Paris: dentro una palla di Natale

In occasione delle feste di fine d’anno, i principali hotel di lusso di Parigi fanno a gara per stupire i clienti e distinguersi attraverso trovate originali, creative e spettacolari.
L’Hilton Arc de Triomphe ha installato davanti la sede dell’hotel una sfera trasparente che può accogliere fino a 35 persone.
Alta 5 metri, questa bolla effimera è stata concepita dal disegnatore Jean-Hugues de Chatillon che si è inspirato alle ambientazioni del racconto fantastico Le cronache di Narnia.
L’enorme bolla è stata realizzata al fine di ospitare delle bollicine: all’interno di questa atipica costruzione è possibile degustare lo Champagne Tattinger Brut Réserve (sponsor dell’iniziativa) proposto dal bar dell’hotel.
La neve artificiale e numerosi alberi di Natale contribuiscono a creare un clima tipicamente invernale e natalizio.
L’atmosfera che si respira all’interno della sfera trasparente è particolarissima e, lontano dallo stress metropolitano, si ha l’impressione di essere entrati in una nuova dimensione.
Ribattezzata Bubble in Paris, la bolla dell’hotel Hilton rappresenta un luogo insolito dove poter sorseggiare una coppa di champagne aspettando l’arrivo del Natale.
Avvolti da questa cupola eterea sognerete di trovarvi in una nuova realtà spazio-temporale e darete sfogo al vostro immaginario onirico.
Potrete vivere questa particolare esperienza fino al 15 gennaio 2012, regalandovi una esclusiva parentesi incantata nel cuore della capitale francese.

Bubble in Paris
Fino al 15 gennaio 2012
Hilton Arc de Triomphe Paris
51-57 rue de Courcelles
75008 Paris
Ingresso + una coppa di champagne: 25€

Speaker mouths: bocche artistiche

“Speaker Mouths” a place Saint-Germain des Prés

Frutto di uno scambio culturale tra il quartiere di Saint Germain des Près e quello di Huai Hai Lu a Shangai, Speaker mouths è un’originale e atipica installazione artistica situata di fronte alla chiesa di Saint Germain, nel VI arrondissement di Parigi.
L’opera è costituita da sei grandi bocche che ripetono, distorcendone il suono, la voce dei passanti.
Un microfono posto dinanzi alle “bocche parlanti” permette a chi lo desidera di pronunciare una frase per sentirla ripetuta e trasformata da queste colorate labbra.
Inaugurata l’1 Dicembre, la scultura Speaker mouths simbolizza l’importanza del dialogo e della comunicazione.
Le allegre bocche, che attirano la curiosità dei passanti invitandoli a interagire con loro, sono raffigurate come delle creature vegetali e poggiano su alti steli verdi.
Un’esperienza ludica e creativa che consente di amplificare il proprio pensiero e di condividerlo con la gente presente.

6, place Saint-Germain des Prés
75006 Paris

La joie de vivre – Emile Zola

La joie de vivre – Emile Zola

E’ il dodicesimo libro del ciclo dei Rougon Macquart e oppone il personaggio di Pauline, positivo e amante della vita, a quello di Lazare, dominato dalla paura della morte e dal pessimismo.
Pauline, rimasta senza genitori a 10 anni, viene accolta dagli zii Chanteau nella loro casa di Bonneville.
La piccola orfanella porta con se un’eredità di cinquecentomila franchi, in titoli, che la zia promette di custodire fino alla sua maggiore età.
L’infanzia di Pauline trascorre serena in questo villaggio della Normandia tra i giochi con il cugino Lazare e le lunghe passeggiate sulla spiaggia.
Caratterizzata da un rapporto malsano con i soldi, la zia Chanteau educa Pauline come se fosse sua figlia.
Quando Lazare, improvvisamente preso da una forte passione per la chimica, decide d’investire in un’azienda di bonifica delle alghe marine, la zia convince Pauline a utilizzare una parte della sua eredità per finanziare l’impresa.
Da quel momento i soldi di Pauline saranno l’ossessione della zia che vi attingerà in ogni occasione per finanziare gli investimenti azzardati di Lazare.
In seguito ai vari fallimenti delle iniziative del figlio e all’impoverimento di Pauline, la zia accusa la giovane nipote di portare sfortuna, di essere avara, ingrata ed egoista.
Divorata dalla malattia e ormai in punto di morte, la zia Chanteau arriverà ad accusare Pauline di averla avvelenata.
Prima della sua morte, la zia aveva acconsentito al matrimonio tra Lazare e Pauline che con il passare del tempo provavano un profondo affetto l’uno per l’altro.
Pur essendo molto innamorata di suo cugino, Pauline rinuncia al matrimonio e convince Lazare a sposare Louise, figlia di un ricco banchiere.

Pauline sacrifica la sua felicità a favore di quella del cugino che, costantemente in preda a crisi di pessimismo e nichilismo, sembra non essere capace di trovare serenità.
Il matrimonio di Lazare si rivela un fallimento anche a causa dell’apatia e dell’ossessione della morte del giovane.
Dopo una sofferta gravidanza Louise metterà al mondo un bambino in fin di vita che si salverà solamente grazie all’intervento di Pauline che pratica la respirazione bocca a bocca al neonato.
La morte aleggia sull’intero romanzo e segna tristemente la vita di questa famiglia tormentata dalla tristezza.
L’ombra della grande falciatrice è onnipresente nelle pagine del libro: nella malattia che fa soffrire terribilmente lo zio Chanteau, nella prematura scomparsa della zia, nella perenne paura di Lazare e nel suicidio finale di Veronique (la cameriera).
Numerosi sono i riferimenti allegorici che richiamano significati profondi.
Il mare, per esempio, con la sua forza divoratrice che si scaglia contro le casette del villaggio rappresenta la fragilità della condizione umana.
Solamente l’ottimismo, la bontà e la speranza di Pauline rappresentano una luce in questo scenario angosciante.
L’altruismo e la gioa di vivere di Pauline squarciano il pessimismo e la tristezza che domina l’opera e lanciano un messaggio positivo.
E’ possibile che Zola abbia messo alcuni riferimenti personali nel personaggio di Lazare: le paure del giovane sono quelle dello scrittore che aveva da poco perso la madre e pensava spesso alla morte in quel periodo.

Nana – Emile Zola

Nana – Emile Zola

Nana, nono romanzo del ciclo dei Rougon Macquart, fu inizialmente pubblicato a puntate nella rivista le Voltaire da ottobre 1879 a febbraio 1880.
Nana è la figlia di Gervaise Macquart e di Coupeau, i protagonisti del romanzo l’Assommoir.
Zola racconta la storia di una cortigiana che debutta in un opera teatrale intitolata la Venere Bionda tra le critiche e lo stupore di pubblico e giornalisti.
Il banchiere Steiner, il giornalista Fauchery, il conte Mouffat e tanti altri personaggi di spicco della societá parigina dell’epoca trovano Nana negata per il teatro, ma restano estasiati dalla sensualità selvaggia che emerge prepotente nelle scene in cui l’attrice appare nuda.
La bellezza e l’audacia di Nana sono le armi letali che la cortigiana utilizza per rovinare gli uomini che si invaghiscono di lei e che restano inesorabilmente invischiati nella sua ragnatela mortale.
Nana abita in un grande appartamento, pagato da uno dei suoi amanti, dove si susseguono i tanti antagonisti che riempiono le giornate della giovane donna: amanti, parrucchieri, amiche, fornitori e spasimanti (tra cui figura anche il conte Muffat).
Assalita dai debiti, Nana diventa sempre più crudele e si diverte a ridurre sul lastrico gli uomini che le girano intorno.
La sensuale cortigiana si allontana per qualche tempo per fuggire ai creditori e, dopo lunghi viaggi e avventure, tornerà a Parigi dove morirà di vaiolo.

Con questo romanzo Zola sfida la censura prendendo la sua eroina direttamente dal marciapiede e alimentando ulteriormente le polemiche scatenatesi già con la pubblicazione dell’Assommoir.
Zola mette risolutamente in mostra una sgualdrina, prodotto della civiltà moderna e agente distruttore delle classi elevate.
L’autore francese mette in scena un personaggio appartenente a uno dei ceti sociali più degradati e introduce il tema dell’ereditarietà che sarà il filo conduttore del ciclo dei Rougon Macquart.
Nana rappresenta la metafora di un decadimento che investe l’intera classe borghese, con le sue ipocrisie, i falsi miti e la pochezza morale; la giovane e bella protagonista morirà deturpata e consumata dal vaiolo in un’anonima stanza d’albergo mentre la Francia si avvia inconsapevolmente verso il disastro al grido di A Berlin.
Zola ci descrive un Secondo Impero dominato dalla follia del sesso e del piacere carnale, uno straordinario ritratto che immortala una giovane popolana capace di mettere ai suoi piedi l’intera aristocrazia parigina.
Nana incarna un personaggio osceno e depravato che spinge gli uomini alle più assurde follie: i suoi amanti, per lei, si indebitano, si suicidano e vanno in prigione.
Un libro potente in cui Zola illustra, utilizzando minuziose e precise descrizioni tipiche dello stile naturalista, il collasso e la decomposizione dell’Impero.

Autolib’: auto da condividere

Autolib’: auto da condividere

In seguito al successo del servizio Velib’, che ha rivoluzionato le abitudini dei parigini in materia di trasporti, la città di Parigi ha lanciato Autolib’, un servizio di locazione di automobili elettriche finalizzato a facilitare gli spostamenti degli abitanti della capitale e a diminuire il tasso d’inquinamento della città.
Da qualche mese a questa parte le stazioni Autolib’ hanno cominciato a spuntare come funghi sul tessuto urbano della capitale francese e il 5 dicembre scorso il servizio è stato inaugurato in presenza del sindaco Bertrand Delanoé.
Il principio di Autolib’ è similare a quello di Velib’: è possibile prelevare un veicolo in una stazione e lasciarlo in un altra stazione.

Circa 250 stazioni sono state attualmente installate nell’Ile de France e il loro numero crescerà in maniera esponenziale l’anno prossimo.
Autolib’ consente di disporre 7 giorni su 7, 24 ore su 24, di veicoli elettrici funzionali per spostarsi da un punto all’altro della città senza lasciare emissioni nocive all’ambiente.
L’auto che è stata scelta per il servizio Autolib’ è la Bolloré Bule Car, una piccola ed elegante cittadina con un’autonomia di 250 chilometri.
Le auto, di colore grigio, sono state disegnate dall’italiano Pininfarina e si caricano nell’arco di 8 ore.
Il sistema di locazione d’auto in libero servizio esiste già in altre città, come New York o i Paesi Bassi, ma il carattere innovativo del servizio parigino risiede nell’uso di vetture elettriche alimentate da batterie LMP (litio-metallo-polimero) di nuova generazione dotate di una capacità di stoccaggio cinque volte superiore rispetto alle altre batterie attualmente in circolazione.

Tre forme d’abbonamento sono disponibili:

1 anno: 12€ al mese + 5€ per la prima mezz’ora + 4€ la seconda mezz’ora + 6€ per le mezz’ore successive

1 settimana: 15€ al mese + 5€ per la prima mezz’ora + 6€ la seconda mezz’ora + 8€ per le mezz’ore successive

1 giorno: 10€ al mese + 7€ per la prima mezz’ora + 6€ la seconda mezz’ora + 8€ per le mezz’ore successive

E’ possibile iscriversi al servizio Autolib’ in alcune stazioni o al centro Autolib’ di Parigi presentando la patente B, un certificato di domicilio e depositando una cauzione di 150€.

www.autolib.fr

Lucio Dalla all’Olympia

Lucio Dalla

Lucio Dalla sarà in concerto all’Olympia di Parigi il 13 marzo 2012 per presentare il nuovo album.
Come recita il titolo di una sua celebre canzone, Lucio Dalla è nato il 4 marzo 1943.
Cantante, compositore, clarinettista e pianista di talento, Lucio Dalla è una delle figure mitiche della musica italiana.
Il cantante bolognese inizia la sua carriera nel 1962 come clarinettista nel gruppo dei Flippers e, su consiglio di Gino Paoli, inizia il suo percorso da solista.
Il suo primo 45 giri intitolato Lei esce nel 1964 e nel 1971 Dalla partecipa al festival di Sanremo proprio con la canzone 4 marzo 1943.
Nel 1979 il suo album Lucio Dalla vende più di un milione di copie e la tournée Banana Republic, insieme al suo grande amico Francesco De Gregori, riempie gli stadi e le arene di tutta Italia.
Lo scintillante percorso artistico di Dalla è costellato di collaborazioni con compositori, parolieri e poeti italiani.
Il suo stile si contraddistingue per l’abile mescolanza di stupendi testi con invenzioni musicali sperimentali che richiamano grandi cantanti del calibro di Bob Dylan e Leonard Cohen.
Tra i tanti capolavori composti dal cantautore bolognese, bisogna ricordare Caruso scritta per Luciano Pavarotti e numerose colonne sonore per i film di Monicelli, Verdone e Michele Placido.
Lo stile di Lucio Dalla è particolarissimo, influenzato da grandi parolieri come Fabrizio De André, Francesco de Gregori e Roberto Vecchioni e dotato di una scrittura anticonformista ma al tempo stesso gioiosa e allegra.
Le sue canzoni evocano il fascino verso il mare e la nostalgia per l’infanzia riuscendo a emozionare il pubblico con semplicità e tenerezza.

13 marzo 2012
L’Olympia
28, boulevard des Capucines
75009 Paris